A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

La fiera dei cretini


Guardo Annozero e alla fine del programma sono piuttosto inquieto. In altri tempi le performances del professor Franco Battaglia, editorialista del Giornale e docente universitario, e di Maurizio Lupi, uomo di Comunione e Liberazione in Forza Italia, sarebbero state classificate come deliri,  oggi acquistano, invece, una valenza molto pericolosa.

Affermare come ha fatto il professor Battaglia che Chernobyl è una enorme mistificazione mediatica e non ha causato altre vittime se non quei pochi mandati a spegnere il reattore e che in Giappone non è morto e non morirà nessuno per l’incidente alla centrale nucleare, non è solo disonestà intellettuale ma, data la provenienza di chi ha fatto queste assurde affermazioni, è l’inizio della più schifosa campagna di contro informazione mai avviata dal dopoguerra a oggi. Perché si tratta di controinformazione che riguarda la pelle nostra e dei nostri figli, perché si tratta di anteporre il profitto alla vita, secondo una logica suicida e criminale.

Come afferma oggi Battiato, di referendum sull’acqua e sul nucleare non si sarebbe neanche dovuto parlare, perché nessuno avrebbe dovuto mettere in discussione una scelta già fatta dagli italiani col vecchio referendum e pensare di privatizzare un bene necessario e vitale. Dice il cantautore,è come se un cannibale avanzasse la pretesa di inserire in una legge il suo diritto di nutrirsi dei suoi simili. Invece se ne parla ed è chiaro, da giovedì sera, quale sarà la tattica scelta dalla destra. La fabbrica del consenso ha già messo in moto le sue macchine, il bombardamento mediatico è solo all’inizio. C’è davvero di che preoccuparsi.

Perché, vedete, questa gente è intelligente, conosce le tecniche di comunicazione, sa come vendere il proprio prodotto. Affiancare un professor Battaglia, visibilmente in difficoltà nel sostenere le proprie assurdità, a Maurizio Lupi, uomo dall’apparenza pacata, democristianamente portato a evitare la discussione accesa, dotato di buone capacità argomentative, apparentemente ragionevole, se non si cerca di penetrare a fondo il senso di quel che dice, è una mossa geniale. Insinua in chi osserva il    dubbio, la possibilità che ci sia qualcosa di vero in ciò che è palesemente falso, perché se una “brava persona” come Lupi fa sue quelle affermazioni ponendo un beneficio del dubbio più ipotetico che reale, allora forse…

Questo è il grande pericolo, l’enorme rischio a cui siamo sottoposti:l’eventualità che riescano a instillare il beneficio del dubbio nelle menti di chi li segue, possibilità che si fa concreta se pensiamo allo strapotere mediatico di cui dispone la destra. Non gli serve convincere, gli basta il dubbio, è più che sufficiente per evitare mobilitazioni di massa o il raggiungimento del quorum ai referendum. Contano sulla pigrizia mentale degli italiani per loro natura restii a documentarsi al di fuori delle fonti istituzionali. Il nostro è un paese di anziani che tende a fidarsi del telegiornale, senza rendersi conto che da tempo il tg è uno spettacolo di varietà e una macchina propagandistica.

La stessa capacità di condizionamento mentale non la possiede, invece, la sinistra, incapace di spiegare perché, per dirne una, rischia di salvare il governo Berlusconi appoggiando la mozione sulla guerra e votando contro la mozione leghista. Ancora una volta l’impressione è di una enorme confusione, di mancanza di coerenza e anche, a questo punto, di dignità e rispetto per la base. A fare la parte del leone in questa vicenda è  la Lega che, utilizzando l’arma che le è più congeniale, il ricatto, costringe Berlusconi all’ennesimo avvitamento su sé stesso dando l’impressione, solo l’impressione, ma è quella che conta, di un grande forza.  Misero il paese in cui il politico più furbo è il padre del Trota!

Leggo i giornali di oggi con la notizia dell’omicidio di Bin Laden e strabuzzo gli occhi: non posso crederci, non posso credere che a dirigere il mondo sia una massa di coglioni! Se c’era una cosa che non dovevano fare, una volta preso Bin Laden, era ucciderlo a sangue freddo, creare un nuovo martire islamico, alimentare la sua leggenda. E tutti ad applaudire un omicidio, tutti a dire che giustizia è fatta secondo una logica da vecchio west, come se fosse lecito sospendere la legge quando ci si trova di fronte a un grande criminale, come se non fosse necessario, proprio perché di un grande criminale si tratta, processarlo secondo le regole e secondo le garanzie che vanno assicurate a chiunque, anche a Hitler redivivo. Perché il male si stigmatizza con maggiore forza quando si applica la giustizia, non la legge del taglione. Lo sanno bene gli ebrei, che processarono Eichmann, il creatore dei campi di stermino. Al suo confronto, Bin Laden è un dilettante. Cosa avremmo pensato se avessero fatto saltare il cervello a sangue freddo a Totò Riina o a Bernardo Provenzano? Avremmo esultato per la morte di questi assassini o avremmo accusato le forze dell’ordine di non aver rispettato la legge? Oggi è toccato a Bin Laden il colpo in testa, ma se diventa lecita la giustizia sommaria, domani potrebbe toccare a chiunque. Non c’è uno dei nostri grandi giornalisti che abbia il coraggio di riaffermar e la supremazia della giustizia sulla vendetta, la necessità del rispetto delle regole proprio quando diventa più semplice e apparentemente lecito violarle. per me, il soldato che ha fatto saltare le cervella a Bin Laden non è un giustiziere ma un assassino.

Il terribile sospetto che a volte mi prende è che non esistano macchinazioni, giochi di potere, poteri occulti, ma che il mondo sia dominato dall’imbecillità. Un esercito di idioti che reggono i fili e decidono le sorti del globo, il pensiero stupido che prende il posto del pensiero liquido di Baumann.  Come se non con la cretineria, si può spiegare l’omicidio di Bin Laden, l’exploit di Berlusconi a Parigi, la politica della sinistra degli ultimi vent’anni, l’intervento in Libia, in Afghanistan, in Iraq, ecc.?

Avidità, certo, sete di potere, naturalmente, ma soprattutto una immensa, incommensurabile, stupidità. Diceva credo Talleyrand che è meglio avere a che fare con un malvagio piuttosto che con un cretino, perché il malvagio, ogni tanto, si riposa.

Per dovere di cronaca, questo post è stato ispirato dal bellissimo articolo di Massimo Fini sulla cretineria della sinistra uscito ieri sul Fatto.

Categorie:Cronaca

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