L’annuncio di sessantacinquemila assunzioni di precari nella scuola è, mi dispiace per i colleghi che vivono la condizione amara della precarietà, la più classica delle promesse elettorali che finiranno per restare inevase. Si dice, infatti, che per essere varato, il decreto dovrà ricevere l’approvazione «del ministro dell’Istruzione dell’università e della ricerca, di concerto con il ministro dell’Economia e delle finanze e con il ministro per la Pubblica amministrazione e l’innovazione», si legge anche che le assegnazioni verranno fatte «sulla base dei posti vacanti e disponibili in ciascun anno» e che dovrà essere «annualmente verificato» dai tre ministeri. Poiché i posti vacanti e disponibili secondo il governo sono sempre molto meno di quelli che in realtà servono e poiché Tremonti concepisce la scuola come un inutile onere per lo Stato, si può comprendere come la notizia delle sessantacinquemila assunzioni (cinquantamila delle quali decretate a suo tempo dalla Moratti) rappresenta l’ennesima menzogna.

Perché questa bugia? Intanto per neutralizzare in parte l’impatto dello sciopero generale della Cgil ( su cui evito di esprimermi per non aprire inutili polemiche, ma di cose da dire ne avrei ), in secondo luogo, in vista di una campagna elettorale che appare decisiva per la vita di questo governo, che si regge ormai solo sul do ut des e sulla compravendita di mercenari senza dignità. In quest’ottica vanno viste anche le sparate sul nucleare e la concessione dei litorali italiani ai privati, scelta che ha lasciato allibita anche l’UE che persegue una politica esattamente contraria. Ma noi, ormai, siamo un paese virtualmente fuori dall’Europa, anzi, siamo diventati l’intermezzo comico dell’Europa, basta vedere il decreto sulla guerra in Libia approvato da Berlusconi e Bossi. Non c’è da stupirsi: cosa potevano concepire due clown?

Speculare sui precari è particolarmente vergognoso, da qualunque parte lo si faccia e in questo paese, chi più, chi meno, lo fanno tutti, dal governo all’opposizione, dai sindacati alle associazioni. Faccio un esempio analizzando una realtà che conosco bene:  non esiste, e sfido chiunque a contestare questa affermazione, un piano credibile per la soluzione del problema del precariato nella scuola, né da parte del governo, né dell’opposizione, né dei sindacati. Ovviamente la richiesta demagogica di assunzioni di massa, sapendo benissimo che non sarà accolta, è un ottimo espediente per portare la gente in piazza, così come parlare di flessibilità rappresenta un comodo eufemismo per definire le condizioni vergognose e l’assenza di diritti in cui lavorano molti precari italiani, ma si tratta appunto di speculazioni di comodo sulla pelle di lavoratori che sono in un momento di particolare sofferenza, che hanno il diritto di essere rispettati, che esigono giustamente soluzioni e proposte chiare e concrete.

Nella scuola il fenomeno, si sa, ha dimensioni enormi e il problema non si ripercuote solo sui lavoratori ma anche sugli usufruitori finali, cioè i ragazzi. Continui cambi di insegnanti, una stabilità degli organici che ormai è diventata una chimera, un impoverimento dell’offerta formativa, la mancanza di punti di riferimento fissi per le famiglie. Aggiungiamoci l’assurda questione dei dirigenti mancanti e la farsa è pronta per andare in scena.

Ma è bene chiarire un punto: a questo governo della scuola non importa nulla, altrimenti non avrebbe messo un pupazzo parlante a dirigere il ministero. Il piano a lungo termine di questa gente è chiaro ed è  il modello americano: privatizzazione della scuola con la creazione di istituti d’eccellenza per chi se li può permettere  e giusto l’elemosina di qualche borsa di studio per apparire pii e caritatevoli in linea con le direttive di nostra madre chiesa per cui qualsiasi porcheria è lecita basta pentirsi o non farsi vedere, una scuola pubblica destinata a ricevere immigrati e sottoproletariato e a creare manodopera a basso costo, meglio se ignorante, meglio se gli si insegna una storia rivista secondo il verbo di Arcore.

Per ottenere questo risultato sono necessarie tre condizioni:1) neutralizzare i sindacati, ci stiamo riuscendo benissimo da soli, grazie, in quella che è una delle categorie meno sindacalizzate d’Italia: Ciò nonostante diamo fastidio lo stesso. 2) Sminuire pubblicamente gli insegnanti, pubblicando notizie scandalistiche, dando l’immagine di una categoria di privilegiati, alterando a proprio piacimento le statistiche europee, spesso mentendo spudoratamente. 3) Battere ossessivamente sulla questione del merito, così da stabilire quali scuole finanziare e quali no, quali scuole avviare alla progressiva privatizzazione e quali no, quali amici premiare e quali no.

Guardate che quanto ho scritto non è fantascienza, basta vedere quanto denaro la regione Lombardia dà agli istituti privati e quanto alle scuole pubbliche, basta vedere l’enorme squilibrio che esiste nel sistema scolastico di quella regione. Ovviamente sto parlando di scuola ma il discorso è intercambiabile: vale per la sanità, per i servizi pubblici, eccetera. Tutto questo non per governare il paese ma per costituire una rete d’interessi, connivenze amicizie di comodo tese a garantire il potere per il potere, in accordo con la parte più reazionaria del clero cattolico che tramite la sua longa manus ha le mani in pasta in tutti quei servizi che il pio Formigoni esternalizza.

A questi non importa nulla della crisi economica o del futuro del paese. Sono perfino disposti a mettere a rischio la vita dei propri figli con le centrali atomiche per pura sete di denaro, fedeli alla logica borghese che “certe cose capitano solo agli altri”. Sono favorevoli a privatizzare un bene essenziale come l’acqua e stanno cercando in tutti i modi di impedire che la gente possa esprimere la propria opinione in proposito. Se per ottenere profitto è necessario fomentare razzismo e paura, bene venga. I profughi di Lampedusa sono una manna per questo governo e per la Lega e se non fossero arrivati li avrebbero inventati, siatene certi,.

In questo paese, con la complicità di quella destra cattolica a cui il beato Woytila ha concesso prebende e potere ben oltre il lecito e non esattamente in linea col messaggio evangelico, si sta consumando giorno dopo giorno, un golpe, si stanno limando i cardini della democrazia e finiranno per spezzarli se non ci sarà un colpo di coda popolare. Colpo di coda, purtroppo, reso problematico da un opposizione ignobile, senza nerbo, senza idee, senza dignità, con un leader che l’altra sera ad Annozero, ha manifestato comprensione per il popolo leghista deprecando il fatto che la legge sulle ronde sia finita in un nulla di fatto!

Se le promesse a vuoto, il fumo negli occhi che stanno profondendo a piene mani in questi giorni, dovesse raggiungere il proprio scopo, non accadrà nulla di eclatante: continueranno giorno dopo giorno, decreto dopo decreto, a toglierci diritti e a limitare la nostra libertà nella indifferenza più totale. Loro agiscono goccia dopo goccia, come un veleno, come una tortura cinese, efficaci e spietati. Ci bombardano di notizie trasformando la realtà in spettacolo, dandoci l’illusione che tutto, scandali, corruzione, guerre, sia fiction, insinuando che tutto sia lecito, che tutto sia facile, che il cielo si può toccare, balza alzare un dito e vendersi per arrivarci. Tutto è in vendita per questi mercanti del tempio che hanno trasformato l’Italia in un discount della dignità, in un enorme bordello a cielo aperto.

Sono andato due giorni fa con i miei ragazzi alla Casa dello studente, il luogo in cui, a Genova, torturavano i partigiani. Entrando in quelle celle, ho provato un brivido, una angoscia quasi insostenibile. Tornando a casa mi sono chiesto se il sacrificio di tanti giovani, tanto dolore e sofferenza, tanto sangue versato, non siano stati, alla luce di quanto sta accadendo, inutili.

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