A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Non dire gatto…


La voglia di cantar vittoria prima del tempo è tanta, la voglia di respirare, di urlare a pieni polmoni che quindici anni di malefatte, illegalità, corruzioni, insulti all’intelligenza e alla dignità, manifestazioni di totale inettitudine e incapacità stanno per terminare. Eppure, nonostante il segnale questa volta sia forte e chiaro, senza ambiguità e senza tentennamenti, bisogna usare prudenza, stare tranquilli, non esagerare, perché il re nano ha sette vite come i gatti ed è riuscito a rialzare la testa quando tutti lo davano per finito più di una volta. Restiamo dunque ai fatti e cerchiamo nel nostro piccolo di commentare questa tornata elettorale.

Primo dato da considerare: se Atene piange, Sparta non ride. Il Pd segna il passo ovunque non si sia coalizzato con Di Pietro e Vendola e questo è un segnale di cui dovrebbe prendere atto Bersani. La politica del maggior partito di opposizione è fallimentare, anzi, inesistente e regge il confronto solo quando si allea con quelle forze che, nell’immaginario della base, dicono “cose di sinistra”, non sempre convincenti, non sempre condivisibili, mi riferisco in particolare a Di Pietro, ma comunque in grado di arrivare a un popolo della sinistra a cui il Pd non riesce piùa parlare.

Secondo dato: Berlusconi perde ovunque e (finalmente) segna il passo anche la Lega.Dopo quindici anni di non politica da una parte e di rodomontici proclami  che non hanno portato a nulla, dall’altra, le due assi portanti del centrodestra scricchiolano, questo è indubbio, vacillano pericolosamente e rischiano di crollare scontrandosi una con l’altra. Almeno speriamo. Da rimarcare, che invece di dare la colpa della sconfitta a Milano a una politica della Moratti semplicemente scandalosa, adesso la responsabilità è dei toni usati durante la campagna elettorale. Non c’è peggior sordo…

Terzo dato: Il centro non esiste più. I risultati del terzo polo sono risibili, è un dato di fatto incontrovertibile, e mi stupisco che nessuno dei soloni che scrivono sui giornali se ne sia accorto, che il posto che fu dello scudo crociato in Italia è stato occupato non da Berlusconi ma dal Pd. L’alleanza tra Casini e Fini, se ha un senso a livello locale, perderà peso e consistenza a livello nazionale. L’idea di resuscitare la Dc è da considerarsi fallita.

Quarto dato: Il movimento a cinque stelle è una realtà, a mio parere, positiva. Trovo irritanti alcune uscite di Grillo, assurda la sua pretesa di purezza e la sua idea che un ventenne sia meglio di un cinquantenne alla guida di un comune, ma molte delle sue tesi mi trovano assolutamente d’accordo, le sue proposte riguardo l’economia e l’ambiente sono estremamente interessanti e credo che molte andrebbero fatte proprie dal centrosinistra. L’affermazione dei cinque stelle credo sia la novità più eclatante di queste elezioni.

Quinto dato. forse perché bazzico spesso il cuneese e insieme all’impareggiabile oste della mitica Trattoria dei Cacciatori sul passo della Morté ci ritroviamo ogni volta a commentare desolati gli ultimi sviluppi della politica italiana, forse perché mi intristisce che in quelle montagne, per me siciliano di origine, ammantate di un fascino assoluto, si annidi la mala erba leghista, mi ha fatto particolarmente piacere l’affermazione netta di Fassino a Torino. Lì c’è stata una campagna elettorale caratterizzata dalla correttezza, senza insulti, senza colpi bassi, vinta da chi ha avanzato le proposte migliori. Un modo di fare politica che dovrebbe essere preso a modello.

Per concludere: mi attendo cose orribili a Milano. Stupri di gruppo ad opera di albanesi e libici, attentati di Al Kaeda, assalti dei centri sociali guidati da Pisapia con la kefia contro tranquilli borghesi, maestri e professori inculcatori della scuola pubblica che minacciano i discenti di orribili rappresaglie se i loro genitori non voteranno il pericoloso estremista di sinistra. Il re nano non ha scrupoli e, colà dove si puote, qualcuno potrebbe volerlo ancora assiso sul suo piccolo trono. C’è poi Cl e Cdo, con il buon Formigoni, e tutta la potenza di fuoco di cui possono disporre. C’è soprattutto la disperazione di un centrodestra costretto per la prima volta a rincorrere e di un leader che, questa volta, non ha ottenuto il consenso popolare ma se lo è visto clamorosamente togliere. Quindi mi aspetto quindici giorni di politica brutta, sporca e cattiva. Mi conforta il pensiero che una Milano che ha finalmente rialzato la testa non sia più disposta ad abbassarla, neanche per un pugno di dollari.

Non cantiamo vittoria dunque, teniamo gli scudi alzati e prendiamo in considerazione la possibilità dell’ennesima delusione, ma guardiamo fiduciosi all’orizzonte, perché, finalmente, in lontananza, si vedono spruzzi di sereno.

Categorie:Attualità

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