A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Sulla pelle dei più deboli


La proposta di privatizzare gli  insegnanti di sostegno e costringere le famiglie a sostenere una spesa ingente perché il proprio figlio/a abbia la possibilità di seguire un percorso educativo adeguato, non è solo ignobile, razzista e schifosa, ma fa seguito all’ennesimo fuoco di fila contro la scuola pubblica iniziato con l’anatema del premier contro gli insegnanti di sinistra.

La tattica è sempre la stessa: il premier spara una stronzata colossale, seguono una serie di cazzate a raffica da parte dei suoi lacchè (es. impedire agli insegnanti di esprimere la propria opinione, in barba alla costituzione), poi, quando arriva la mazzata vera e propria siamo più sollevati, perché in confronto a queste enormità cosa volete che sia, ad esempio, un ulteriore taglio di cattedre?

Ma la proposta denuncia una volta di più, se ce ne fosse bisogno, lo scollamento dei signori che siedono nelle poltrone del parlamento dal mondo reale. Per fortuna l’ineffabile ministro della (d)istruzione ci ha risparmiato questa volta il consueto “mi sembra una buona idea” con cui è solita commentare, da bravo pupazzo parlante, qualsiasi idiozia provenga dalle menti disturbate della sua maggioranza.

Proporrò al mio sindacato che nella piattaforma della prossima contrattazione nazionale, tra due anni, venga inserita la proposta di dotare ogni scuola di un certo numero di insegnanti di sostegno, al di là dei casi dichiarati.  E’ arrivato il momento di svincolare il sostegno dalle 104 e di rendersi conto che gli insegnanti non riescono più a gestire classi sovraffollate con decine di alunni dislessici, caratteriali, ipercinetici, con disturbi dell’attenzione, tutte categorie che secondo il ministero non necessitano di sostegno. E’ arrivato il momento di smetterla di arricchirsi sulla pelle dei più deboli, tagliando servizi necessari, rifiutandosi sistematicamente di affrontare seriamente una riforma seria e organica della scuola. Gli insegnanti di sostegno sono una risorsa imprescindibile e necessaria per le scuole di ogni ordine e grado e vanno inseriti nell’organico funzionale.

Questo governo ha tagliato il tempo prolungato, ha ridotto l’offerta formativa in tutti gli ordini di scuola, ha introdotto pratiche umilianti e insensate per assegnare il sostegno, ha cancellato le ore a disposizione degli insegnanti creando disagio nelle scuole e spreco di risorse, ha abbassato i fondi d’istituto delle scuole rendendo impossibile mettere in atto quelle attività extracurricolari che in certe situazioni possono aiutare alcuni ragazzi a uscire dalle pastoie del disagio. Questo governo, questo ministro, hanno attaccato il diritto allo studio sancito dalla costituzione limitandolo gravemente, rendendo progressivamente sempre più problematica la pratica dell’insegnamento, abbassando gli standard formativi, creando disagio tra gli insegnanti e tra i ragazzi. Questo governo non rispetta né i docenti né le famiglie, che hanno il diritto sancito dalla costituzione di offrire ai loro figli una istruzione adeguata. Questo governo ha favorito le scuole private, senza controlli di qualità, senza richiedere standard adeguati, senza imporre regole e leggi, con la logica  del do ut des , strizzando l’occhio  a una gerarchia vaticana sempre più vicina a Mammona e sempre più lontana da Dio.

Questa proposta di legge, che forse non arriverà mai in parlamento ma è stata fatta, è stata pensata e questo conta, testimonia l’assoluta mancanza di rispetto, di comprensione, di pietà, di solidarietà di questi cristiani della domenica, di questi baciapile a convenienza, di questi ignobili cialtroni che rubano uno stipendio sontuoso per proporre queste leggi indegne. E’ l’ennesima riprova di quanto in basso sia caduto questo paese grazie a questa gente ma grazie anche a chi continua a votarla,alla maggioranza silenziosa di benpensanti borghesi, quelli disposti a ogni porcheria purché non si venga a sapere, quelli che di giorno manifestano contro gli stranieri e di notte si caricano le romene minorenni sui marciapiedi delle grandi città o pagano in nero la colf perché si occupi degli anziani che per loro sono diventati un fastidio.

Berlusconi non ci si è messo da solo al governo, è stato votato dalla maggioranza, una maggioranza che vuole scuole private migliori perché può pagarsele, che vuole le cliniche convenzionate perché può pagarsele, che non gradisce che gli insegnanti a scuola parlino di tolleranza, integrazione, rispetto della diversità, perché tutto ciò che non rientra nel loro criterio  di normalità li turba, li sconvolge, li terrorizza. A votarlo sono stati quelli che non hanno figli con handicap, o drogati, o delinquenti, o a disagio perché certe cose capitano solo agli altri,  perché se lo meritano. Se i loro figli bruciano un barbone, si stavano solo divertendo, se si fanno le canne, tanto se le fanno tutti, se rubano in un centro commerciale, sono ragazzate, se stuprano una minorenne, lei li ha provocati. E’ questo l’elettorato della destra in Italia.

Tra loro, naturalmente, ci sono anche tante brave persone, incazzate, deluse, disilluse, che si aggrappano a qualsiasi cosa, anche alle bugie di un vecchio rimbambito, pur di non lasciarsi andare. Loro li rispetto, gli altri li disprezzo.

Cosa volete che importi a questa gente se domani un ragazzino con problemi dovrà rinunciare all’insegnante di sostegno ed essere condannato a sentirsi diverso dai suoi pari, emarginato, messo da parte? Cosa volete che gli importi se nelle scuole italiane vengono violate tutte le norme di sicurezza, se le tragedie sono evitate solo grazie all’attenzione costante di maestre e professori sempre più con i nervi a fior di pelle? Cosa volete che gli importi se i servizi sociali non riescono a stare dietro alle richieste, se la dislessia sta assumendo proporzioni allarmanti, se i bambini sono  sempre più abbandonati a sé stessi, costretti a fare i conti con problemi troppo grandi e complessi per loro?

Eppure basterebbe poco, basterebbe usare il cervello. Faccio un esempio banale (per i leghisti):

Tempo fa ho fatto presente in sindacato che se vent’anni fa le classi erano di diciotto alunni e oggi di ventisette, oltre ai problemi di sicurezza,la responsabilità dei docenti e il carico di lavoro sono proporzionalmente aumentati senza che questo abbia avuto alcun effetto sulle buste paga più magre d’Europa. Non solo siamo più insicuri, ma, di fatto, grazie all’inflazione siamo pagati sempre meno. Aggiungiamo a questo la necessità di nuove competenze,famiglie che sempre di più delegano alla scuola compiti che dovrebbero essere i loro, i problemi legati alla crisi economica, licenziamenti, cassa integrazione, che si riflettono sui bambini. E’ su questo che bisognerebbe intervenire,favorendo le compresenze, aumentando gli organici di diritto, formando periodicamente i docenti, istituendo sportelli d’ascolto fissi in ogni scuola. Invece il governo va nella direzione opposta, passando dal ridicolo all’aberrazione.

E’ il modello Lombardia, il modello di Cl. E’ quello a cui vuole arrivare la destra: lasciare mano libera ai privati per servizi e competenze che dovrebbero restare saldamente nelle mani dello stato. Delegare senza controllare, possibilmente ad amici ed amici degli amici. Sta succedendo nella sanità e nell’istruzione lombarda, c’è abbondante materiale in Internet e in libreria su cui potete documentarvi, se lo desiderate. La proposta di legge sui disabili rientra perfettamente in questo quadro, in questa logica mercantilistica da cristiani che ancora un volta hanno trasformato il tempio in un mercato.

Non ci può essere cambiamento senza un sussulto di rabbia della società civile, non ci può essere inversione di rotta se chi viene danneggiato tace rassegnato, non ci può essere rinnovamento senza il coraggio di urlare basta! e assumersi le proprie responsabilità. Lunedì potremo avere una prima, limitata verifica sulla tenuta degli anticorpi democratici nel nostro paese. Se ancora una volta vincerà la paura, se il teatrino dei pupi a cui abbiamo assistito questa settimana, la disperazione di un capo che ha perso ogni briciolo di dignità ridicolizzando e insultando il proprio paese, dovessero ancora una volta avere la meglio, allora, come cantava Jim Morrison: this is the end.

A me piace pensare che invece, per citare Bob Dylan, un mito che ha compiuto settant’anni due giorni fa, the times they are a changin, (per i leghisti:  i tempi stanno cambiando).

Categorie:Attualità, La scuola

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