A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Figli e figliastri


Sarebbe troppo semplice oggi accodarsi al coro di esultanza per la recente sconfitta elettorale di Berlusconi. Sono contento ovviamente, ma sulla reale portata di questo risultato, soprattutto a sinistra, mi esprimerò tra qualche giorno, come sempre fuori dal coro.

Oggi invece voglio parlare di una situazione allucinante che si sta verificando nelle scuole genovesi. Premessa doverosa: non ho nulla contro i colleghi della Don Milani, che svolgono un lavoro meritevole con grande passione e abnegazione. Considero vergognosa la mancata firma della Gelmini sulla sperimentazione, per altro causata da quello che considero uno dei più pericolosi e deleteri prodotti della politica italiana, Formigoni. Tuttavia, ritengo sia venuto il momento di fare alcune considerazioni, di riportare alcuni dati di fatto anche sgradevoli. Seconda premessa: parlo della mia scuola perché è una realtà che conosco a fondo ma quasi tutte le scuole del Ponente di Genova, le figliastre di questa città, si trovano nella medesima situazione.

Dunque riassumiamo i fatti: la Don Milani è una scuola d’eccellenza che da venticinque anni ottiene la possibilità di sperimentare in campo didattico, con deroghe riguardo il contingente di insegnanti,  con fondi adeguati e laboratori attrezzati a dovere. E’ stata una delle prime scuole ad accogliere alunni stranieri oggi è diventata, prima sgradevole verità, una delle scuole predilette dalla Genova bene.  La Gelmini, qualche giorno fa, giusto per chiudere (speriamo) in bellezza il suo mandato, non ha firmato il rinnovo della sperimentazione, atto che costerà alla Don Milani il taglio di diciassette cattedre e il ritorno alla quotidiana realtà di noi poveri mortali.

Poniamo alcune questioni: una sperimentazione che dura da venticinque anni, dovrebbe portare qualcosa al territorio, non solo disponibilità a collaborare. Se la sperimentazione è riuscita, allora dovrebbe essere allargata a tutte le scuole disposte ad attuarla, altrimenti, dopo tanto tempo, non ha più senso effettuarla. Ma non darò mai, su queste pagine, ragione al ministro della (d)istruzione.

Secondo punto: gli insegnanti della Don Milani sono tutti preparatissimi e altamente professionali, tuttavia è noto a Genova che la scuola gode di ottimi agganci politici e di un filo diretto con l’Università. Ma anche saper trovare i fondi adeguati è sinonimo di intelligenza e abilità. Questa non è una critica ma un dato di fatto.

Terzo punto: levata di scudi a favore della Don Milani da parte delle autorità locali, che in vista delle elezioni del prossimo anno, badano bene a non contrariare il proprio bacino elettorale. Tutti hanno detto che la Don Milani è una scuola d’eccellenza, non va toccata. Domanda: la Don Milani fa parte del servizio pubblico, ha senso una scuola pubblica d’eccellenza? Risponderò tra poco.

Cambiamo scuola e quartiere. Cornigliano. Un istituto comprensivo mostruoso, varato due anni fa dalla regione. In due anni abbiamo cambiato due dirigenti, l’anno scorso in corso d’anno. Cornigliano è un quartiere polveriera, ad alto tasso immigrazione, dove la crisi della città pesa molto più che a Castelletto, la zona d’utenza della Don Milani. Sia le elementari che le medie hanno lo status di scuola a rischio che però, non frutta né fondi, né cattedre in più. Siamo un laboratorio naturale, la scuola di Genova col più alto tasso di immigrati, tanto che il Laboratorio migrazioni ha la sua sede da noi. Sperimentiamo per necessità, costretti a inventarci la didattica quotidianamente, con classi di 27-28 alunni, con le disabilità che non vengono più assegnate, con una utenza che ha pagato la chiusura della siderurgia e sta pagando la chiusura dei cantieri. Aggiungiamoci razzismo e disoccupazione, tanto per gradire. E’ come se lavorassimo su una bomba ad orologeria. I nostri laboratori sono obsoleti e non abbiamo soldi per rinnovarli, le porte delle classi non si chiudono, manca il personale Ata. Eppure otteniamo risultati. Per noi non si mobilitano assessori e sindaci ma quando qualcuno si degna di farci visita rimane piacevolmente stupito. In una terra desolata come stanno riducendo Cornigliano, facciamo cultura e integrazione.

Nessuno ci ha mai chiesto di sperimentare e ogni anno lottiamo per non perdere cattedre. Il prossimo anno, a fronte di 115 nuovi iscritti, senza contare una decina di bocciati e senza contare gli ecuadoriani che arrivano a gennaio, febbraio, avremo 9 alunni disabili. La legge dice: un alunno disabile, massimo 25 alunni in classe,due alunni disabili, massimo venti alunni in classe. Non ci vuole Einstein a capire che se ci daranno cinque prime, invece delle sei richieste, come hanno detto, lavoreremo fuori legge, con grave rischio per la sicurezza di alunni e docenti. Alunni, bambini, ragazzi, figli di immigrati che sputano sangue dalla mattina alla sera, di muratori, di licenziati dalla fincantieri, di disoccupati, di gente onesta che tira a campare, spesso con difficoltà. Alunni depressi, ipercinetici, dislessici, disgrafici, problematici, caratteriali, feriti. Ultimi, io e i miei colleghi lavoriamo con gli ultimi, con quelli che sono fregati in partenza, con quelli che uno su mille ce la fa, nel tentativo disperato di tenerli fuori dalle bande, dalla droga, dall’emarginazione, nel tentativo di dargli una possibilità.Lo facciamo mettendoci l’anima e qualche collega che so che mi legge ed è passato di qua, lo sa. Lo facciamo rischiando il burnout, dando di più per necessità, facendoci carico di troppe cose che non spetterebbero a noi. Chiediamo almeno rispetto per questo, rispetto per noi, per Cornigliano, per i bambini, i ragazzi e le loro famiglie. Rispettate per favore i docenti e le maestre di Cornigliano.

Siamo molto incazzati, docenti, maestre e genitori, perché le autorità si mobilitano per salvare diciassette cattedre in una scuola del centro e nessuno dice mezza parola se noi rischiamo di saltare in aria. Siamo molto incazzati perché questo significa fare figli e figliastri. Prendiamo le diciassette cattedre in più e assegniamole alle altre scuole di Genova, così che i colleghi della Don Milani possano insegnarci, mettere a frutto anni di lavoro e fatica. Piantiamola di tagliare classi alle elementari e reinseriamo un tempo pieno dignitoso. Non ha senso una scuola d’eccellenza in centro mentre nel Ponente si rischia il collasso.

Signor sindaco, la sua presa di posizione è disonesta, è radical chic, testimonia la sua non conoscenza della situazione delle scuole nella sua città, lei evidentemente non sa che siamo arrivati alla frutta, non si rende conto di quanto ci stiano rendendo impossibile svolgere il nostro lavoro, non capisce che la democrazia parte dall’assegnare a tutti le stesse possibilità di lavorare dignitosamente, a tutti i ragazzi di ricevere lo stesso livello d’istruzione.

Io sono per una scuola pubblica che sia tutta d’eccellenza, non per una Don Milani ma per cento, mille, Don Milani. Altrimenti, la mia militanza di sinistra, il mio essere un comunista inculcatore, mi ha insegnato questo: o tutti o nessuno, i figli e figliastri non devono esistere nella cosa pubblica.  O si difende la scuola in toto, o si tace. Lei non può difendere una scuola e tacere sulle altre. Lo stesso vale per l’assessore Veardo. Questa o è malafede, o disinformazione.

Il cambiamento parte anche da questo, da smetterla di curare solo i gioielli di famiglia e cominciare a guardarsi intorno, a scoprire che esistono altre realtà che, con uno sforzo minimo, con un pò d’aiuto, potrebbero diventare preziose. Diceva un poeta che molti a sinistra conoscono e citano ma che pochi capiscono: “Dai gioielli non nasce niente, dal letame nascono i fior”.

Pregherei per una volta i colleghi di uscire dal loro silenzio, di dirmi se sono d’accordo con quanto ho scritto e se la risposta è affermativa, di diffondere questo post. La stessa richiesta faccio ai genitori in ascolto. Perché se per una volta, invece di essere una voce fuori dal coro, siamo un coro, forse riusciremo a farci sentire.

Categorie:La scuola

Tag:, , , , , ,

6 risposte

  1. Condivido la gran parte dell’articolo, ci tento però a chiarire un piccolo punto che per me è invece di grande rilevanza perché ci permette di articolare un dibattito profondo e sereno.

    Nessuno ha “proposto” alla Don Milani di aderire a una sperimentazione; al contrario, oggi come in passato, il progetto è nato dal basso, da una manciata di normalissimi insegnanti italiani che ha proposto negli anni un’idea alternativa di scuola e presentato un articolato progetto coerente con queste idee, così come hanno fatto altre realtà in tutta Italia, da Milano a Firenze, sfruttanto appieno la poco praticata “autonomia”.

    Proprio questa precisazione mi consente di proporre una chiave di lettura più ampia. Non illudiamoci infatti che l’elefantiaca burocrazia ministeriale ci verrà mai a proporre di incidere sulle grandi scelte che ci investono circolare dopo circolare; siamo noi che possiamo e dobbiamo prendere in mano l’iniziativa. Il pericolo della mancata firma non è tanto la perdita di posti di lavoro (succede ovunque e tutti i giorni) e di un modello didattico a cui tante famiglie hanno aderito — anche questo, certo — ma il vero pericolo è che passi il messaggio che è velleitario tentare di cambiare concretamente il sistema, che dobbiamo rassegnarci a svolgere una funzione meramente impiegatizia invece che progettuale. Ecco il perché di questa moblitazione, almeno della mia mobilitazione.

    Michael

    Mi piace

    • La mia critica, e sono certo che l’abbia colta, non era rivolta ai colleghi della Don Milani di cui apprezzo il lavoro, ma alle istituzioni locali, che , a mio parere, proprio per quanto lei afferma, avrebbero dovuto mobilitarsi per tutte le scuole genovesi oggi in grande sofferenza. Condivido, come è naturale la sua chiave di lettura, aggiungendo che spesso siamo noi insegnanti a rinunciare a metterci in gioco preferendo quello che lei definisce lavoro impiegatizio, definizione che sposo appieno. La rabbia che traspre dalle mi parole è la rabbia di chi lavora in una scuola dove si è obbligati a mettersi in gioco e si pretende che lo si faccia senza carte in mano.

      Mi piace

      • anche io condivido la parte “generale” dell’articolo, meno la parte sulla don Milani.
        Sappiamo che la scuola pubblica, in particolari i modelli organizzativi a tempo prolungato, sono stati letteralmente massacrati dall’attuale governo, che vuole “minimizzare” il ruolo dello Stato nell’istruzione, riducendolo quantitativamente e dequalificandolo.
        Ma allora il problema è come contrastare questo disegno e come rilanciare un disegno espansivo della scuola; espansivo perchè occorrono più investimenti (sì, aumentare la spesa pubblica per la scuola per raggiungere almeno le % sul PIl degli altri paesi europei) ed espansivo qualitativamente perchè capace di rilanciare un pensiero e una prassi pedagogici laboratoriali, attivi, cooperativi, democratici.
        Se è così cosa ha fatto la nostra categoria in questi anni ? Dopo il più grande sciopero della Storia Repubblicana dei docenti (quello contro la blanda forma di carriera che Berlinguer voleva introdurre, denominata spregiativamente “Concorsone”), la categoria si è più mobilitata seriamente per la liquidazione dei tempi pieni e dei tempi prolungati ? forse i genitori e le famiglie sì, ma le percentuali di adesione agli (sporadici e divisi) scioperi di questi anni dimostrano che la difesa del modello didattico del tempo prolungato (compresenze, intedisciplinarità, operatività, laboratori, individualizzazione…) ha “attizzato” assia poco la maggioranza dei docenti.
        Ma allora il problema è la don Milani ? perchè mi sembra che dal tuo intervento trapeli una pericolosa (politicamente) guerra tra poveri (un tempo la avremmo chiamata “contraddizione in seno al popolo” ?) che non porta da nessuna parte.
        Il problema è: riconquistiamo per tutte le scuole un adeguato organico docente e la possibilità di sperimentare modelli didattici alternativi alla “fast school” che la gelmini ci propina, NON togliere alla don Milani l’organico aggiuntivo che ha, magari per “redistribuirlo” agli altri nella più classica rissa tra affamati (che favore alla gelmini sarebbe !!!)
        Perchè non ne discutiamo “in presenza” ? qui alla don Milani saremmo ben lieti di farlo
        Paolo

        Mi piace

      • La mia proposta era volutamente provocatoria. Ho affermato a inizio articolo che la decurtazione dell’organico era un atto criminale. Forse il tono acceso dell’articolo ha fatto fraintendere ciò che voelvo dire, me ne scuso: non mi sognerei mai di mettere in discussione la Don Milani, ci mancherebbe altro, ma vorrei che venisse avviato un serio dibattito pubblico sulla scuola e venissero fuori i problemi di tutti non solo di chi, per i meriti acquisiti sul campo, ha maggiore visiblità. Io sono anche un sindacalista, condivido pienamente le tue osservazioni e le faccio mie. Non esiste una politica sindacale sulla scuola e la categoria è assente, silente e narcotica. Se non sono stato chiaro, me ne scuso. Non credo si debba togliere nulla alla Don Milani, neppure un solo docente, ma ritengo si debba dare di più alle altre scuole. Di guerre tra poveri ce ne hanno già fatte combattere a sufficienza. Se debbo scendere in piazza per la Don Milani, lo faccio anche domani, voglio che questo sia chiaro. Ho trovato solo fuori luogo un intervento delle istituzioni mirato che secondo me doveva essere generalizzato.

        Mi piace

  2. Desidero esprimere la mia stima e il mio sostegno morale e politico al collega di Cornigliano e a tutti coloro che lavorano in una situazione quale quella ben descritta nella sua lettera.
    Valeria (da 6 anni alla don Milani)

    Mi piace

    • Ti ringrazio. Ho appena pubblicato un altro post in cui chiarisco alcune mie affermazioni che potevano dare adito a incomprensioni ma mi sembra che tu abbia compreso lo spirito con cui ho scritto.. Io esprimo la mia stima e il mio sostegno ai colleghi della Don Milani, vittime di un sopruso vergognoso.

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...