A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Uomini (?) piccoli e bugiardi


camminata 2011

 

Il ministro Biglietta è un piccolo uomo, questo non sarebbe un difetto, dì per sé, ma nelle sue ultime apparizioni televisive e sul web, ha dimostrato anche di essere un uomo piccolo e questo è molto più spiacevole. Dopo aver pubblicamente insultato dei lavoratori precari che gli avevano rivolto con grande educazione una domanda, Biglietta è scappato come un coniglio facendosi proteggere dai grossi uomini di scorta. Il ministro poi, su you tube, ha postato un video dove ha dato una versione falsa dei fatti, ha continuato ad insultare i precari e i giornali comunisti che lo attaccano perché è il migliore di tutti.

L’on. Stracquamagno, famoso perché qualche tempo fa affermò che prostituirsi era una strada lecita per arrivare al successo, e lui di prostituzione se ne intende, ha detto a proposito del tam tam  del web sui referendum, che i suoi artefici sono stati quattro milioni di impiegati statali che alle due del pomeriggio erano a casa perché non avevano un cazzo da fare. Non voglio stare a sottilizzare sull’occupazione dell’onorevole in questione, diciamo solo che la sua è una razza antica che non si estinguerà mail almeno finché gli uomini avranno la lingua. Questi due interventi, meschini, volgari, rozzi, fuori dalle righe, sono uno specchio della classe politica che ha guidato il paese negli ultimi quindici anni.

Uomini piccoli, rancorosi, frustrati, inetti, non uomini senza qualità, come quelli di Svevo e Musil, che vivevano lo smarrimento dal passaggio da un’epoca a un’altra, piuttosto uomini simili ai quaqquaraqquà di Sciascia, leoni con gli agnelli e pecore al cospetto del padrone.

La menzogna come metodo e la denigrazione sistematica dell’avversario sono strumenti antichi come il mondo ma in questo momento contingente la reazione di Bglietta e Stracaquamagno, sembra  la smorfia grottesca di chi non vuole rassegnarsi alla sconfitta. Sono le specchio di una destra senza idee, che ha vissuto fino adesso alterando la realtà grazie al potere mediatico del padrone. Non è decaduta la destra berlusconiana, è sempre stata così: meschina, falsa, volgare, livorosa.  Tutta chiacchiere e distintivo, machista e baciapile, senza argomenti e senza ideali. Ma quale rivoluzione liberale, ma da chi? Da questi grassi borghesi che hanno perso il contatto con la vita reale? Da questi cialtroni il cui unico problema nella vita è come fottere altri milioni al fisco? Da post fascisti caricaturali dalla voce rauca che lanciano il sasso e poi tirano indietro la mano?

Quello che Stracquamagno non ha capito è che sul web non erano gli statali a invitare a votare i referendum ma erano i giovani, i diciottenni, i venticinquenni che schiumano rabbia perché questa gente piccola gli ha rubato il futuro, erano i quarantacinquenni come me, che non hanno vissuto il ‘68 ma ne sono figli e che, dopo essersi rassegnati a non veder cambiare il mondo  hanno visto Obama e il web e ritrovato la speranza. E’ la democrazia che vi sta sconfiggendo, onorevole, è la società civile, sono le facce pulite di migliaia di ragazzi e ragazze che vogliono tornare a sognare.

Quanto a Biglietta, che vive pagato da noi, che dovrebbe essere al nostro servizio e invece sputa nel piatto dove mangia, ormai gli è rimasto solo il turpiloquio. Dopo aver dimostrato la sua inettitudine riuscendo a non combinare nulla nel ministero che dovrebbe dirigere, dopo aver sperperato migliaia di soldi nostri in auto blu e viaggi low cost che gli permettevano di lucrare sul rimborso spese, questo piccolo fenomeno da circo si permette di insultare gente che sputa sangue ogni giorno e non ha la possibilità di programmare la propria vita, offende chi fa andare avanti lo stato malgrado la presenza di troppi parassiti fastidiosi come lui. Deve averne ingoiati di rospi, vedendosi passare davanti gente capace e disposta a lavorare duro, deve averne ingoiati tanti da assumerne la facies ( per i leghisti: l’aspetto, gli somiglia, insomma).

Ne abbiamo davvero piene le scatole, di questa gente, e la loro reazione ci conforta: significa che non hanno capito nulla, che pensano che, come al solito, tutto cambierà per non cambiare niente, che potranno tornare presto sulle loro piccole sedie e non trovarle più roventi e scomode come adesso. Non hanno capito che la gente è stufa e vuole riappropriarsi della politica, che la sbornia è finita, il re è nudo e i suoi servi sono ripugnanti, non hanno capito che abbiamo rialzato la testa e non l’abbasseremo più.

Non è più lecito speculare sulle miserie della gente, insultare milioni di persone oneste e dignitose, sparare a zero sugli impiegati pubblici, Sappia Tremonti, che se questo è il fuoco a salve che apre una campagna di nuovi tagli sul servizio pubblico, non tollereremo più. Ricordo a tutti che gli impiegati statali sono l’unica categoria ad avere lo stipendio bloccato per tre anni e che le stime di Bankitalia, che vaneggiavano di aumenti negli stipendi pubblici, comprendevano quelli di manager, generali, primari, ecc. Basta con le bugie e con il lavaggio del cervello mediatico, l’incantesimo si è rotto, lo specchio è andato in pezzi e adesso vi vediamo esattamente come siete: brutti.

Quanto bisognerà aspettare perché questa brutta gente scompaia in un meritato oblio? Dipende dal numero di imbecilli che ci sono a sinistra. Fino a qualche tempo fa, pullulavano, oggi, forse, sulla spinta della gente, stanno cominciando a diminuire. L’importante è non abbassare la guardia, continuare a colpire ai fianchi il potere e a mobilitarsi. Perché il bello della democrazia, anche di quelle apparenti, è che quando hai rotto i coglioni alla gente, hai chiuso.

Categorie:Attualità

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2 risposte

  1. Qui si vedono i “grandi statisti”. Non sono nemmeno degni di amministrare la loro casa, e vogliono insegnare ad altri quello che loro non sanno. Poverini, tapini nel vero senso, poi gridano pensando di spaventare chi???? Sono solo ridicoli.

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  2. Non è dignitoso per noi abbassarsi a dare considerazione a questi qui. Il nostro tempo è prezioso. Inoltre così facendo inavvertitamente gli concediamo quella legittimità che non hanno.

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