A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Lettera aperta di un gruppo di docenti che chiede il diritto di fare scuola


Per una volta, prego di dare la massima diffusione a questo post, condividendolo.  La lettera aperta è stata inviata ai tre giornali cittadini, Il Secolo XIX, Il Lavoro e Il Corriere mercantile, al sindaco e all’assessore Veardo. Non ha ottenuto risposta dalle autorità né una riga sui giornali. Come leggerete, gli insegnanti della scuola Volta chiedono solo che venga applicata la legge, violata da quella stessa amministrazione che l’ha stabilita. E’ triste dirlo ma, alla luce di quanto è accaduto recentemente, è ormai chiaro che esistono scuole pubbliche di seria A e di serie B, alunni e docenti che hanno il diritto di vedere riconosciuti i propri diritti e altri che non ce l’hanno. Ci si sdegna pubblicamente e si interviene rapidamente per chi, in ogni caso, avrebbe avuto modo e mezzi di far valere le proprie ragioni e non si fa altrettanto per chi vede i propri diritti calpestati quotidianamente. Stiamo parlando di una città amministrata da anni dalla sinistra, cioè da chi, solo in teoria, dovrebbe essere dalla parte degli ultimi. Con buona pace di chi si ostina a credere che non sono tutti uguali. Quanto ai giornali, essere leoni con gli agnelli e compiacere gli inserzionisti è la loro regola, sollevare problemi e dare notizie, un’optional.

Un’ultima parola per i sindacati: sia la Cisl che la Cgil ci hanno dato ragione. Ne prendiamo atto. Al prossimo direttivo del mio sindacato porrò la domanda che sistematicamente pongo da qualche hanno a questa parte: se non riusciamo a tutelare neanche il minimo indispensabile, cosa ci stiamo a fare?

Lettera aperta al Sindaco

Gent.ma Sindaco Vincenzi,
abbiamo assistito in questi giorni a una legittima campagna di stampa a favore della “ Don Milani” – che rivendicava le  diciassette cattedre necessarie a proseguire la sperimentazione in atto da anni  – , risoltasi poi felicemente anche grazie all’intervento tempestivo Suo e di tutto il Consiglio Comunale .
Preso atto che, nella scuola italiana, per ottenere ciò che spetterebbe di diritto, è necessario esporsi mediaticamente, confidiamo che Ella , persona di Scuola, possa intervenire anche a nostro favore.
Siamo i docenti  del Plesso “ Volta”  di Cornigliano, scuola collocata da 2 anni nell’Istituto Comprensivo, gravata da tempo da molti problemi e che opera in un quartiere che Lei, ne siamo certi, conosce bene.
Oggi stiamo vivendo  una curiosa condizione: da un lato, il Miur ci riconosce lo status di scuola “in area  a rischio “, a causa del disagio diffuso tra la popolazione scolastica, e ci offre un “obolo”  per  l’alto processo  migratorio.  Infatti nella nostra scuola sforiamo di molto il tetto del 30% di alunni di cittadinanza non italiana per classe, proprio a causa delle peculiarità del quartiere. Ma oltre a queste misure emergenziali e non risolutive, in vigore da più di 10 anni,  senza una effettiva verifica sulla loro efficacia, non siamo oggetto di una considerazione particolare rispetto a quelle che riteniamo essere condizioni essenziali per il lavoro in una  zona a rischio: poter contare sui parametri di legge in vigore prima della finanziaria 2006  nella formazione delle classi.  ( 20 alunni per classe con 1 alunno disabile – tetto di 25 alunni per classe ).
Noi non abbiamo chiesto diciassette cattedre, ma solo una classe prima in più rispetto alle  cinque che L’Ufficio scolastico regionale  ci ha assegnato per il prossimo anno. Suddividendo i 120 alunni iscritti in classe prima, su 5 classi  arriveremo a formare classi di venticinque, ventisei alunni, già critiche di per sé.  Ma c’è di più. L’anno prossimo, infatti, sono iscritti nelle classi prime nove alunni in situazione di disabilità, in alcuni casi anche grave. Ella, Signor Sindaco, conosce la normativa scolastica e quindi ha già capito che il prossimo anno le classi prime, e sorvoliamo sulle seconde e le terze, saranno di fatto fuorilegge, con gravi rischi per la sicurezza di  docenti e alunni i quali  vedranno in parte limitato l’esercizio del  proprio diritto allo studio.
Una sola classe in più ci permetterebbe di “respirare”. Sì, di respirare, perché vede, Signor Sindaco, noi non siamo una scuola sperimentale, noi siamo costretti a sperimentare, quotidianamente, giorno dopo giorno, di fronte ai problemi dei ragazzi e delle famiglie, con  una crisi economica che a Cornigliano sta colpendo durissimo, con il solito problema di fare integrazione in un contesto permeato da fenomeni di intolleranza se non, addirittura, di razzismo. Tutto ciò  nella nostra scuola è realtà quotidiana, non belle parole… qui  non si può che “reinventarsi” ogni giorno il lavoro, studiando nuove soluzioni, cercando nuove strade. Il nostro laboratorio di informatica cade a pezzi, la connessione in rete funziona a sprazzi, non abbiamo neppure una Lim, ( Lavagna Multimediale) non abbiamo un’aula video degna di tale nome .
I preposti Uffici del  Comune che Ella  governa,  ci hanno  negato l’acquisto di un videocitofono, che intendevamo collocare  al primo piano per supplire alla carenza di personale Ata.  Gli stessi Uffici  del Comune, nonostante i diversi solleciti, non ci hanno mandato i tecnici per riattivare il sistema d’allarme che preesisteva alla ristrutturazione dell’edificio  e recentemente siamo stati oggetto di  ripetute intrusioni da parte di vandali.
Quasi nessuno di noi vive a Cornigliano, veniamo dal Ponente, dal Centro, siamo quasi tutti insegnanti di lungo corso, che credono in quello che fanno e provano a fare del loro meglio. Ma ci sentiamo soli. Non chiediamo privilegi ne’ status particolari, non chiediamo neppure i fondi, di cui avremmo bisogno. Chiediamo solo di poter cominciare l’anno scolastico in accordo con la legge, di non inserire due alunni con disabilità in classi di 25/26 alunni, chiediamo solo di ricevere quello che di diritto ci spetta. Una classe in più. Come già, anche,  è stato garantito  – in deroga alle norme – alle scuolette della Valle Sturla ( Apparizione, San Desiderio)  che, pur essendo nella grande Genova, vengono trattate come le scuole di montagna e potranno funzionare con meno di 15 alunni per classe ( notizia riportata a tutta pagina dalla stampa cittadina nei giorni scorsi).
Confidiamo in Lei per ricevere ciò che ci spetta e che ci è dovuto per legge e per la trasparenza e l’equità che ci farebbe piacere riscontare nei comportamenti  dei nostri Amministratori .
Altrimenti, sarà giocoforza pensare che, anche nella scuola pubblica, ci sono ragazzi più uguali di altri, ragazzi con più diritti di altri. Che ci sono famiglie che contano e famiglie che non contano in quanto non possiedono le risorse finanziarie e culturali necessarie per presentare dei ricorsi . E questo sarebbe un pensiero davvero insopportabile.

Con fiducia e stima

I docenti della scuola  “A. Volta” , Cornigliano, Genova

Categorie:La scuola

Tag:, , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...