A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

In mezzo alla nebbia


Senza direzione

Mi chiedo come sia possibile definire una manovra come quella appena varata dal governo “un miracolo”. Si tratta di una delle manovre più vergognosamente classiste che mai un governo abbia osato fare: pensionati, statali, malati, anziani, nessuna di queste categorie è stata risparmiata, sono stati cancellati i provvedimenti che prevedevano sgravi fiscali per l’installazione di pannelli solari, ecc. cioè che prevedevano interventi di tutela dell’ambiente e risparmio di energia, non c’è un provvedimento che sia uno  che vada a vantaggio delle imprese, che sia indirizzato a riavviare il motore dell’economia italiana.

Questo senza contare la vergognosa opposizione fatta dalla casta dei privilegiati, che siano politici, avvocati o professionisti poco conta, contro quegli scarsi provvedimenti di facciata che Tremonti aveva inserito giusto per far finta che tutti partecipassero allo sforzo di tirare fuori l’Italia dal porto delle nebbie in cui lui e i suoi amici l’hanno cacciata. E questo schifo è stato definito dal Presidente della repubblica “un miracolo” e dalle opposizioni “un passo doloroso ma necessario”.

Cosa si sarebbe dovuto fare? Intanto tassare le alte rendite, in secondo luogo varare un piano quinquennale serio e rigoroso di lotta all’evasione fiscale, tassare tutti i beni di lusso e aumentare  l’iva su quelli: Yacht, Suv, ecc. Stabilire una una tantum al di sopra di un certo reddito, cancellare le province e gli altri enti inutili, ridurre del sessanta per cento stipendi e pensioni dei politici, cancellare tutti i bonus a cui questa gente ha diritto, inserire sgravi fiscali per le aziende che utilizzano nuove tecnologie e verificare che lo facciano veramente, proporre un piano decennale di risparmio dell’energia e dell’acqua e qui le cose da dire sarebbero moltissime, smetterla di buttare miliardi in opere inutili come il ponte sullo stretto e la Tav e recuperare quelli già spesi, dimezzare gli stipendi ai super manager e mandarli via a calci in culo senza una lira in caso non ottengano i risultati previsti, tagliare tutte le consulenze a tutti i livelli e avvalersi delle risorse interne che, quasi sempre, sono migliori di qualsiasi consulente, aumentare le tasse a chi può pagarle e non lo fa, cancellare immediatamente l’osceno statuto della Protezione civile che deve tornare a occuparsi di disastri e prevenzione e solo di quello e non poter più attingere a man bassa dalle casse dello Stato.

Non c’è nulla di tutto questo nella manovra, non un solo provvedimento che miri a ristabilire un minimo di uguaglianza sociale, un pò di giustizia. Ripeto: questo schifo, questa arrogante offensiva alto borghese contro operai, pensionati e statali, questa offesa alla povertà e al bisogno è stata definita “necessaria” e “un miracolo”.

Se poi passiamo alla scuola, inevitabilmente visto chi la dirige, la farsa è servita. Si bandisce il concorso atteso da anni per i presidi e si tagliano le presidenze, Si sancisce che ogni due alunni disabili basta un insegnante di sostegno e si ventila la possibilità di cancellare la specializzazione e di trasformare tutti gli insegnanti in insegnanti di sostegno, si firma il decreto per assumere sessantacinquemila unità tra insegnanti e Ata e ne servirebbero almeno tre volte tanto, si tagliano le riduzioni d’orario per l’assegnazione delle vicepresidenze rendendo di fatto ingovernabili le scuole e si resuscita l’Indire accorpandola con l’Invalsi per creare una agenzia del Merito che non si capisce bene cosa cazzo debba valutare visto che ci impediscono di fatto di svolgere il nostro lavoro. Ripeto: questo schifo, questo ennesimo attacco violento e indiscriminato al diritto allo studio e al diritto di chi fa scuola di poter svolgere al meglio la propria funzione, è stato definito dall’opposizione “ necessario” e dal presidente della Repubblica “un miracolo”.

In Islanda, dopo il crollo del paese, i bancomat chiusi e il fallimento di molte banche, la gente è scesa in piazza, ha cacciato a calci in culo tutti i membri del parlamento, nessuno escluso, ha eletto persone nuove e capaci pretendendo garanzie, vincolandoli al fatto che ciò che viene promesso deve essere mantenuto, si è riappropriata della propria cittadinanza e ha fatto valere la propria forza. La situazione, lì, sta lentamente tornando alla normalità.

Ecco, io credo che dovremmo prendere esempio dagli islandesi. Credo che questa classe politica, tutta, sia fatta da vecchi, incompetenti, arrivisti, corrotti, incapaci, credo che di demagogia da destra e da sinistra ne abbiamo le scatole piene, credo che il posto più adatto per molti ministri e deputati sia il circo o il lupanare (per i leghisti: bordello, dove lavorano le bagasce) e per altri la galera. Questa gente ha perso ogni contatto con la realtà, con chi tutti i giorni lavora per portare a casa da mangiare, con chi cerca di uscire dall’emarginazione e dal silenzio, con chi non ha nulla,. Penso che la politica debba smettere di essere un mestiere, che i parlamentari dovrebbero essere pagati pochissimo anzi, penalizzati sul loro lavoro, come i sindacalisti distaccati a cui viene bloccata la progressione di carriera. Solo così forse tornerà a fare politica chi sente il bisogno di fare qualcosa di utile per gli altri. Solo così si ritroverà il senso etico, alto, del fare politica. Questa gente, a destra e a sinistra, è fuori dal mondo, vecchia, privilegiata, corrotta, non ha più nulla da dare e nulla da dire. 

Il paese è a un bivio, ma non quello di una crisi economica che è stata debitamente amplificata dai media per giustificare una manovra iniqua, no, è a un bivio di civiltà, vicino al punto di non ritorno, al confine del nulla. O tutti noi ci riappropriamo dei nostri diritti, prendiamo coscienza del nostro essere una parte del tutto, una parte necessaria e imprescindibile,  oppure, uno a uno, nemmeno troppo lentamente, li perderemo i diritti,  senza neppure accorgercene, tra un’Isola dei famosi e uno sconto tre per due.

Categorie:Cronaca

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2 risposte

  1. Assolutamente concordo. Ma da molto tempo mi chiedo: gli italiani sarebbero capaci di fare come gli islandesi? L’italiano medio, anche quello che subisce manovre come questa, l’italiano che rischia il lavoro e che con fatica manda dignitosamente i figli a scuola, vuole il suv e non lo vuole tassato. Ovviamente il suv è uno dei mille esempi. Io non sono più così fiduciosa in questi italiani figli della berlusconità e di una sinistra sterile. Non è confortante essere disperata come mi ritrovo adesso, all’età di 37 anni, dopo essermi consumata le scarpe in manifestazioni e scioperi. Vedo solo un peggioramento. A me questi ricordano tanto la Nomenklatura.

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  2. Un giorno Pavese, vedendo i fascisti impiccati agli angoli delle strade di Torino, disse a Fernanda Pivano:”Abbiamo sbagliato tutto, abbiamo pensato di essere diversi, invece gli italiani sono irrimediabilmente fascisti”. Temo, purtroppo, avesse ragione ma bisogna comunque continuare a credere in qualcosa.

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