A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

La difesa del “particulare”


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In estate mi risulta sempre difficile e tedioso parlare dello squallore opprimente della nostra politica, dunque affronterò questa volta un argomento solo marginale, in realtà indicativo di quanto il nostro paese non sia solo una meschina provincia dell’impero ma anche un provincia arretrata e primitiva.

La prima riflessione parte da una frustrante esperienza personale. Scarico tre e-book da Feltrinelli, sfruttando una promozione che mi permette di non pagarli al prezzo assurdamente alto con cui gli e-book vengono venduti in Italia. Premetto che negli Stati Uniti ormai gli e-book hanno superato nelle vendite i libri in cartaceo e che Kindle e Nook, i due lettori venduti di Amazon e Barnes & Noble, sono in assoluto il regalo più richiesto dai giovani americani. Dunque scarico gli e-book da Feltrinelli e scopro con orrore di non poterli installare sul mio kindle. Già. Perchè gli e-book venduti da Feltrinelli sono leggibili solo sui lettori Sony venduti da Feltrinelli (per altro orribili) e sul mostruoso programma di lettura adobe digital editions che si apre sul pc e quindi rende impossibile la lettura di un e-book dopo cinque minuti.

Per chiarire meglio ai profani (i leghisti no, perché non sanno ancora cos’è un libro): è come se comprassi un libro cartaceo e fossi costretto a leggerlo nella stanza che decide il librario e in nessun altro posto. Naturalmente, dato che ho un po’ di competenze informatiche le possiedo, è bastato un piccolo tour su alcuni siti internet per capire come ovviare al problema. Per poter leggere gli e-book che avevo acquistato, diventati quindi di mia proprietà, sul mio lettore e-book, ho dovuto piratarli.

Perché questo episodio è significativo? Perché mostra come il nostro paese viva ormai fuori dal mondo e sia diventato un paese per vecchi. Interviene poi la difesa del “particulare” non nel senso nobile inteso da Guicciardini quando coniò il termine ma nel senso più meschino. La diffusione dell’editoria elettronica ha permesso negli Stati Uniti lo sviluppo del self- publishing: l’autore, invece di cercare un editore, impresa problematica nei paesi anglossassoni e impossibile da noi a meno di non essere amico degli amici, si pubblica da solo in formato elettronico a costi assolutamente irrisori. Ci sono già stati numerosi casi di autori che hanno venduto milioni di copie in questo modo. Ovviamente, in Italia, è l’incubo delle grandi case editrici. Come, guarda caso, Feltrinelli. Non c’è nessuna volontà di guardare al futuro e c’è l’interesse masochistico e antistorico di rallentare l’inevitabile ascesa dei libri elettronici.  Perché questo è un paese per vecchi.

Il secondo fatto su cui voglio soffermarmi è la norma di legge, a mio parere assolutamente anticostituzionale, che impedisce alle librerie e alla grande distribuzione di fare sconti maggiori del 25%. E’ stata chiamata norma anti-Amazon perché colpisce soprattutto i le grandi catene di vendita di libri on line che offrono spesso  sconti molto più sostanziosi di Feltrinelli, Mondadori, ecc. Il pretesto è di tutelare le piccole librerie, peccato che non esistano più, ma dietro questa legge, firmata da destra e da sinistra, c’è la pressione delle lobbies delle grandi case editrici, guarda caso, Feltrinelli e Mondadori in primis. Così invece di assistere a un calo di prezzi a causa della concorrenza di Amazon, assisteremo a un rialzo e continueremo a vendere pochissimi libri. Per altro molte persone come il sottoscritto, non metteranno più piede in una libreria Feltrinelli, da Mondadori ormai non lo metto più da decenni.

Due piccoli episodi che testimoniano di un’Italia meschina, leghista nell’anima, tesa a difendere il proprio orticello, incapace di porsi in concorrenza perché abituata a regimi monopolistici, tutt’al più dualistici, in ogni settore, incapace di inventare e proporre qualcosa di nuovo. Testimoniano anche come i coglioni si annidino ormai trasversalmente in tutti i partiti.

Ma il futuro non si può fermare e la rete non si può chiudere. Molti artisti dai Pearl Jam a Bjork a Elio e le storie stese, hanno deciso di vendere le loro produzioni on line, bypassando le case discografiche: lo stesso accadrà con l’editoria, perché prima o poi un self publisher da un milione di copie spunterà anche nel nostro paese (spero di essere io, mi sto organizzando alla bisogna) e allora le case editrici non potranno più mettere in atto i loro sporchi e meschini trucchi per continuare a imporre le loro scelte al pubblico. Certo da noi ci sono molti problemi: la ritrosia a usare la carta di credito on line, le cervellotiche minchiate tipo quella descritta sopra di Feltrinelli, la più grande casa editrice del paese nelle mani del vecchio per antonomasia, il fatto di essere il paese europeo dove si legge meno, la scarsa diffusione dell’editoria elettronica a causa dei prezzi assurdi con cui si sceglie di vendere irragionevolmente gli e-book facendo brindare i pirati. 

Tuttavia continuo a essere convinto e fiducioso che, prima o poi, questo smetterà di essere un paese per vecchi.

Categorie:Cronaca

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