A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Italiani diversi


Ho accolto con profonda tristezza la notizia della morte di Walter Bonatti. Sono un appassionato lettore dei suoi libri, resoconti di viaggi e avventure di un uomo che per tutta la vita ha scelto di andare oltre, di sfidare non la natura ma sé stesso, cercando ogni volta di superarsi.

In particolare mi ha colpito la vicenda del K2, universalmente nota: una vicenda tutta italiana fatta di bugie, meschinità, invidie, che solo dopo cinquant’anni ha trovato una parola fine. Il comportamento di Bonatti, sul K2, fu eroico e altruista, quello dei suoi compagni meschino e vergognoso, l’atteggiamento del Club Alpino italiano ambiguo e politicamente appiattito sulla linea di un governo che non voleva che niente gli rovinasse la festa. Walter Bonatti non ha inveito contro nessuno, testardamente, coerentemente, senza mai rinunciare alla propria volontà di veder fatta giustizia sull’episodio, per decenni ha documentato i fatti tra una grande impresa e l’altra, ha risposto alle accuse e alle falsità che gli sono piovute addosso, ha restituito una medaglia assegnata dalla presidenza della repubblica contestando, in una lettera esemplare all’allora presidente in carica, il fatto che lo stesso onore veniva assegnato anche a coloro che lo avevano denigrato e infamato per anni, ha creduto testardamente nel trionfo della verità fino a vederla finalmente riconosciuta e certificata. Un italiano atipico,tenace, coraggioso, coriaceo e un pò selvatico, onesto e serio.

Un italiano ben diverso dai politicastri della regione Veneto che hanno approvato una legge vergognosa e discriminatoria che di fatto sancisce che chi non è nato in Veneto non ha diritto all’asilo, alla mensa per i propri figli, ad un alloggio popolare. E’ curioso vedere sulla stessa pagina dei giornali le commemorazioni, a volte assai ipocrite, di un vero eroe italiano e le prodezze di un gruppo di infami politicastri da strapazzo.

Un italiano ben diverso da una dirigente lombarda che ha raccolto nello stesso plesso tutti i docenti meridionali, come appestati in un lazzaretto.

Eppure Bonatti era bergamasco, razza contadina dura e pura. Ha viaggiato in tutto il mondo e ha scritto dei suoi viaggi: non ho mai letto una parola nei confronti delle popolazioni che ha incontrato che non fosse di rispetto e spesso di ammirazione perla loro capacità di sopravvivere in ambienti estremi. Quanta diversi da tanti suoi conterranei odierni!

Questo paese ha la straordinaria capacità di denigrare, sporcare, infamare i suoi figli migliori. Ricordo ancora le reazioni dei leghisti e dei loro compagni di merende fascisti alla notizia del premio Nobel assegnato a Dario Fo. In qualsiasi altro paese europeo si sarebbe festeggiato, ringraziando l’artista per aver portato a casa un premio prestigioso, Fo venne insultato e calunniato da persone incapaci di mettere insieme due parole in italiano corretto.

Parliamo di Saviano, quotidianamente insultato sui giornali di una destra a cui, persa anche l’apparenza di un progetto politico, non resta altro che il livore degli sconfitti, l’improperio come gesto estremo di incapacità, di accettazione della realtà e della propria incapacità sentirsi parte di un mondo estraneo.

Questo paese rifiuta i modelli positivi, è stanco di santi, non commemora i suoi eroi borghesi, sembra fare a gara per dimenticarli. MI riferisco a quell’altro imbecille leghista che ha affermato che i giudici del nord sono meglio di quelli siciliani, tutti collusi con la mafia. Chinnici, Falcone, Borsellino, erano tutti collusi? Gratteri sarebbe un colluso?

Una tempesta fecale di stupidità, razzismo ed egoismo sta sommergendo questo paese, un mare di merda su cui naviga, giulivo e pimpante, prigioniero di sé stesso, un premier sempre più simile al cattivo di un grande film di John Carpenter, Grosso guaio a Chinatown, un libidinoso matusalemme in sedia a rotelle che per riacquistare i poteri perduti deve accoppiarsi con giovani e bellissime donne.

Un cenno anche alla sinistra, in particolare ad uno dei suoi più rappresentativi politici che ha pensato bene, parlando dei matrimoni gay,di affermare che in Italia non sono possibili perché esistono delle tradizioni. E’ vero: le tradizioni italiane sono ben conosciute in tutto il mondo: la mafia, la camorra e la ‘ndrangheta, l’ipocrisia clericale, il baciapilismo dei politici, la paura di inimicarsi una Chiesa che è diventata la peggiore nemica della fede.

Preferisco chiudere la tv, non leggere i giornali e rifugiarmi nella lettura di un libro di Bonatti. Lui è ancora capace di farci sognare perché era un sognatore vero e un uomo vero.

Categorie:Attualità

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