A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Il vizio e la colpa


Enrico VIII provocò addirittura uno scisma per soddisfare la propria lussuria e fece tagliare la testa a un brav’uomo come Tommaso Moro. Non c’è nulla di nuovo sotto il sole nel binomio sesso-potere che occupa le prime pagine dei giornali in questi giorni. L’offensiva dei giornali contro il premier e le sue abitudini sessuali è sbagliata, perché ben altri sono i problemi del paese, ben altri dovrebbero essere gli obiettivi su cui puntare. Questa gigantesca cortina di fumo accompagnata da un moralismo abbastanza ipocrita, serve a mascherare sia le pecche di un esecutivo di rara incapacità sia l’inconsistenza di un’opposizione capace solo di cercare un accordo con una parte degli incapaci e infossata nella errata convinzione che, cacciato il leader, i problemi dell’Italia si risolveranno.

Ben più gravi, a mio parere, delle donnine allegre che allietavano la senilità di un uomo senza dignità e senza qualità sono i proclami che delirano di secessione di un altro anziano uomo senza qualità, ben più grave è il deficit di diritti civili che si registra in quel nord del paese considerato, fino a qualche anno fa, un’isola felice, ben più grave è che una delle regioni del paese più importanti dal punto di vista economico venga lottizzata selvaggiamente da una lobby clericale senza scrupoli.

Tanto per chiarire: il rapporto del premier con i suoi lenoni è deprecabile e va giustamente perseguito dalla magistratura, l’uomo, se avesse un briciolo di amor proprio, avrebbe dovuto liberarci della sua presenza da tempo. Altrettanto deprecabile è la fila di ragazze pronte ad accondiscendere alle fantasie erotiche adolescenziali di un vecchietto libidinoso in cambio di favori e prebende. Ma tant’è: è il mestiere più antico del mondo e il femminismo, le lotte per la pari dignità dei sessi, sembrano ormai essere un retaggio del passato. 

E’ Adro a spaventarmi e indignarmi, è la norma proposta da Zaia alla regione Veneto a inquietarmi più che le escort del presidente. E’ il quotidiano, costante e irrefrenabile logorio dei diritti costituzionali il male di questo paese, l’attacco alle libertà più elementari, l’incapacità di una opposizione imbelle di scagliarsi a difesa degli ultimi con forza, al di là dei proclami di principio, ormai talmente ripetitivi da risultare stucchevoli. L’improvvida uscita di D’Alema sulle coppie gay, esempio di stupidità politica insolita in un uomo a cui non difetta certo l’intelligenza, testimonia dello stato confusionale che regna a sinistra dove si attende il crollo del re ma nessuno, in realtà, è disposto a salire sul trono.

Non è un caso se l’unico uomo politico degno di questo nome che c’è oggi in Italia, Prodi, oggi si lancia in una violenta invettiva contro il governo per le sue sciagurate leggi sull’Università. “Cercano di risolvere il problemi del presente distruggendo il futuro” ha detto Prodi, ed è una frase che sottoscrivo e condivido. Sono questi i problemi su cui dovrebbe focalizzarsi la battaglia politica,

Per altro, nel paese del gallismo, dove una bella ragazza che gira in abiti succinti e viene stuprata nell’opinione comune “se l’è cercata”, concentrarsi su uno scandalo sessuale è stupido e controproducente. Parliamoci chiaro: mai come in questi giorni Berlusconi ha veramente rappresentato molti italiani. Forse non la maggioranza, ma molti sicuramente sì: quelli che tradiscono le mogli e poi vanno in chiesa a confessarsi, i bravi borghesi per cui tutto è lecito basta che non si venga a sapere, gli italiani con la “i” minuscola, ridicolizzati e beffeggiati da Totò, resi colpevolmente simpatici da Sordi (condivido l’opinione di Nanni Moretti), quelli che a cinquant’anni reputano necessario trovarsi un’amante giovane, ecc.ecc. E’ quel paese, provinciale, volgare, ottuso, crudele, che il berlusconismo ha sdoganato, è quello il paese che rappresenta la destra e verso il quale ha lanciato un unico, terribile messaggio: non dovete vergognarvi di nulla, tutto è lecito se si può pagare.

Spero che questa campagna scandalistica termini presto e che qualcuno, prima o poi, punti l’indice contro le colpe vere di questo governo: la corruzione come regola, il razzismo come strumento politico lecito, la riduzione della democrazia, la cancellazione dei diritti, il disprezzo verso l’opinione pubblica. Sono i ministrucoli lividi e rancorosi,  i cortigiani dalla lingua pronta, i funzionari sempre proni,  i veri traditori dello Stato, quelli che andrebbero messi insieme ai capi sul banco degli imputati, sono loro che silenziosamente, lontani dalle pagine dei giornali, distruggono, rodono, eliminano la nostra libertà.

Non è un caso se il solo Marchionne ha lodato l’operato del governo, subito dopo incassando un gigantesco “vaffanculo” da parte dei sindacalisti americani, che gli hanno ricordato che no, non è vero che tutto il mondo è paese e, sicuramente, tutto il mondo non è Italia.

Tutto il mondo non è Italia per questo paese è ormai un gigantesco teatro dei pupi, un vaudeville di terza categoria, uno spettacolo triviale con attori impresentabili. Il problema è che a quasi tutti questo spettacolo continua a piacere.

Categorie:Attualità

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