A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Sotto il ministro niente


E’ in preda a furori per nulla astratti ma concreti e indirizzati verso un bersaglio preciso che scrivo queste righe. La notizia appare tra tante altre, incorniciata tra il culo della sorella della moglie del principe, il ritiro dei Rem e le sparate anti gay di Emilio fede.

Sul sito del ministero è apparsa la a circolare numero 4334, datata 24 giugno, che permette alle scuole paritarie di formare classi con meno di otto alunni.

Lascio una riga per le imprecazioni triviali dei colleghi che hanno immediatamente compreso il significato delle frasi sopra scritte. Per i profani ( e i leghisti che sanno leggere, pochi) ricordo che nella scuola pubblica, alle elementari il numero minimo di alunni per classe è di quindici alunni, alle medie di diciotto ma che, per una inconsapevole discontinuità del destino, come direbbe il mio amato Dylan, o per una consapevole noncuranza del ministero verso la didattica, le classi si formano sul numero massimo consentito, che ogni anno aumenta, non importa se si lavora ad Albaro, quartiere residenziale, o a Cornigliano, una delle aree del disagio nell’hinterland genovese.

I miei quarantaquattro lettori affezionati ricorderanno che quest’estate io e i miei colleghi conducemmo una lotta per ottenere una riduzione del numero di alunni per classe e quindi una classe in più, riduzione per altro legittima, dato l’alto numero di alunni disabili presenti nelle prime. Ricorderanno che fummo costretti a chiamare in causa pubblicamente il sindaco Vincenzi e l’assessore all’istruzione Veardo che hanno contribuito in modo significativo a farci ottenere il giusto. Capirete dunque il travaso di bile a questa scandalosa notizia, data per altro en passant, come se fosse ormai ordinaria amministrazione sancire per decreto l’iniquità.

E’ di ieri, per altro, l’altra notizia della mancata ratifica dei decreti sulla tanto strombazzata, penosa riforma dell’Università, a testimoniare che al ministero della pubblica (d)istruzione ora che non c’è più nulla da tagliare, gli ordini sono stati eseguiti e serve spirito d’iniziativa, regnano sovrani confusione e caos.

Questo ennesimo e gratuito regalo alla Chiesa testimonia lo stato comatoso dell’esecutivo e la volontà di “lombardizzare” l’istruzione, cioè di esportare a livello nazionale la filosofia di comunione e lottizzazione. E di quello che sta succedendo in Lombardia prima o poi bisognerà parlarne, perché c’è troppo silenzio da parte di tutti. Ma c’è dell’altro.

Classi di otto alunni non forniscono le rette sufficienti a pagare gli insegnanti e dunque si dà il via libera a quel lavoro nero, di cui non si parla mai, che nelle scuole paritarie è la norma. Non stupisce che un governo nemico giurato dell’articolo 18 approvi una norma che di fatto autorizza il lavoro nero, per altro in un periodo in cui si tassano i dipendenti statali in maniera selvaggia. Le denunce di docenti dipendenti delle paritarie che lavorano solo per il punteggio in condizioni vergognose, sono in costante aumento ma si preferisce dare spazio, sugli organi di stampa, agli insegnanti che hanno una overdose al cesso o ai presunti pedofili.

Che dire di fronte a tanto dilettantismo, a tanta ipocrisia, a tanta stupidità? Perché i giornali non pubblicano in prima pagina notizie come questa? Hanno paura della vendetta divina? Ne dubito: io sono convinto che Dio esista ma sono altrettanto convinto che se ne stia ben lontano dal Vaticano. Semplicemente c’è la consueta ritrosia ad attaccare non la Chiesa, ma la deriva affaristica e molto poco religiosa della Chiesa. In Italia il motto è sempre lo stesso, da secoli: ”Scherza con i fanti ma lascia stare i santi”. Non è un caso se Garibaldi, il più anticlericale e il più autentico degli eroi del Risorgimento è stato anche quello meno ricordato dalle celebrazioni grottesche dello scorso anno.

Peccato che di santi, in questa ennesima piccola storia ignobile non ce ne siano, ci sono invece parecchi fanti, anzi fantocci, che muovono la testa e dicono sì a qualunque richiamo arrivi da Roma, come quei cani che una volta si vedevano dondolare la testa dietro le automobili.

Anania venne fulminato perché non aveva pagato le tasse, come ci ricorda Masaccio in uno dei suoi capolavori: ma sia il ministero che il Vaticano sembrano averlo dimenticato. D’altronde, trovare al governo uno che sappia chi era Masaccio, è un’impresa disperata.

Categorie:La scuola

Tag:, , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...