A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

L’arrogante stupidità del potere


Questo è un piccolo spazio in cui mi piace confrontarmi ed esprimere le mie opinioni  sugli argomenti più disparati. In un anno e mezzo di vita del blog ho parlato di teatro, televisione, tecnologia, politica, satira, spesso, molto spesso, di scuola, spesso, troppo spesso, di razzismo.

Non scrivo perseguendo nessuna ambizione che non sia quella di condividere con altri gli astratti furori che a volte mi prendono di fronte a una situazione politico- sociale che appare sempre più connotata dalla follia.

Ho un piccolo pubblico di persone che mi seguono fedelmente, che a volte commentano favorevolmente quello che scrivo, altre volte dissentono con grande civiltà. Tra loro ci sono anche miei ex alunni di vecchia data, ragazzi che a me, giovane insegnante alla prima esperienza, hanno insegnato molto e a cui io, forse, se perdono cinque minuti del loro tempo a leggere quello che scrivo dopo tanti anni, ho trasmesso qualcosa  di positivo.

Insomma non credo di danneggiare nessuno né di offendere nessuno, il blog non ha l’ambizione di essere uno spazio giornalistico ma solo una sorta di diario in pubblico. Ma se passerà alla camera la legge sull’informazione, mi sarà impedito, in questa sede, di esprimere la mia opinione, cioè verrà violato per legge un mio diritto costituzionale. Naturalmente parlo per me e per tutti i blogger italiani,molti dei quali hanno spazi ben più importanti e significativi.

Dico che mi sarà impedito di esprimere la mia opinione perché, in caso di protesta , motivata o no, non importa, dovrò pubblicare una immediata rettifica, pensa sanzioni pecuniarie non sopportabili col mio stipendio da insegnante.

Tanto per chiarire: mettiamo che io affermi, per assurdo: “La lega è un partito razzista che fa della discriminazione razziale il proprio manifesto politico”. Bene, se un qualunque leghista affermasse che non è vero, dovrei rettificare quello che ho scritto. Vi giuro che è così. Se scrivessi: “Mussolini era un dittatore fascista e ha fatto la fine che ha meritato” e qualcuno mi scrivesse sdegnato che Mussolini era una bravissima persona rispettosa della democrazia, io dovrei rettificare in tal senso. Per trenta giorni.

Credo non esista paese civilizzato o non civilizzato che abbia mai avuto l’ardire di proporre in un parlamento una norma così cretina. E’ talmente folle che non ci si crede, talmente assurda che a spiegarla ti prendono per pazzo.

Sono certo che la voteranno, perché questo ha smesso da tempo di essere un paese di poeti, santi e navigatori per trasformarsi in una genia malefica di servi e bagasce. Non scomodo Dante e le sue profetiche terzine per descrivere lo stato di alluvione fecale in cui versa il nostro paese. Sono certo che i servi, i sepolcri imbiancati, i cattolici della domenica, i disonesti, i mafiosi, gli intrallazzatori, la faccia peggiore dell’Italia, questa legge la voteranno.

Non c’è neppure un grande moto di rivolta per un fatto che meriterebbe un conato globale che li sommerga nella stessa materia di cui sono fatti. Ormai viviamo quotidianamente in una commedia di Jonesco, in una tela di Bosch, siamo assuefatti alla riduzione quotidiana dei diritti, siamo consumatori abituali di stupidità.

Non chiuderò il blog, continuerò a scrivere perché, vedete, la censura è stupida e arrogante per definizione, come il potere che la guida. Anzi, credo che aumenterò le dosi di veleno per il gusto di alzare un dito medio metaforico verso chi vorrebbe, nel silenzio, sentire una voce sola. Questa gente è troppo limitata per capire che a fare la musica non è il suono, ma il silenzio, che il silenzio può urlare più di qualsiasi spot pubblicitario, può arrivare più lontano di qualsiasi aereo carico di prostitute, può dire più cose di quanto i servi ne possano pensare.

Non so invece se continuerò a votare per la sinistra più imbelle degli ultimi vent’anni, sorda e cieca alle esigenze della gente, incapace anche di lottare e farsi sentire per contrastare una palese violazione di quella che è la più importante delle libertà costituzionali. Io credo che non lo facciano perché questa legge fa comodo a molti, sia a destra che a sinistra, perché la libertà, le persone senza paraocchi, chi ragiona con la propria testa, fa paura. Il nuovo, la rete, i ragazzi che si organizzano via facebook e scendono in piazza, i giovani tunisini che organizzano la rivoluzione via internet, popolano i loro incubi, turbano le loro notti. Sono vecchi e hanno paura, non capiscono il tempo in cui vivono, sono staccati dalla gente, sono sordi alla rabbia e allo sdegno, sono superstiti di un tempo che è già passato.Sono già passati e non se ne rendono conto.

Non chiuderò il blog per i miei quaranta lettori e perché non sopporto i ricatti, perché mio padre per trent’anni ha fatto sindacato per difendere i diritti di chi come lui sputava sangue in fabbrica e non voglio che pensi che non abbia imparato la lezione: bisogna lottare ogni giorno per i nostri diritti, se non altro per rispettare chi ci ha rimesso la vita per garantirli.

Categorie:Storie di ordinaria follia

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