A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Le responsabilità sono sempre degli altri


Commento con qualche giorno di ritardo l’intervista del ministro Gelmini a Repubblica, perché se l’avessi fatto a caldo probabilmente avrei fatto tornare indietro il governo dalla decisione di non applicare la demenziale legge sulla censura della stampa (di questo si tratta) ai blog privati.

Il candore o la faccia tosta con cui il ministro scarica sugli altri responsabilità che sono sue e solo sue, è disarmante. Per non parlare della promessa di non accettare altri tagli. Cosa si dovrebbe tagliare ancora nella scuola pubblica italiana, sig. Ministro?

Avete decimato gli organici, cancellato il tempo pieno, cercato di reintrodurre il maestro unico, una scelta anacronistica e insensata che è stata rigettata dalle stesse famiglie, avete cambiato in modo cervellotico gli orari della scuola media e superiore, riportato a diciotto ore in cattedra l’orario dei docenti così da alzare  a livelli stratosferici le spese per le supplenze che tanto non risarcite, avete tagliato sull’edilizia scolastica, reso la certificazione di disabilità un umiliante calvario per le famiglie, avete inserito uno stupefacente limite del 35%  di alunni stranieri per classe in un paese dove nascono più stranieri che italiani, nelle scuole italiane non si sente parlare più di informatica mentre in India agli studenti danno i tablet, avete tagliato personale Ata e personale di segreteria, avete imposto la correzione dei test Invalsi di fatto facendo lavorare gratis i docenti, avete sprecato lo sprecabile con Lim costosissime appannaggio di pochi eletti e prima o poi di questo qualcuno dovrà rendere conto, Lei e il suo ministero avete dato dimostrazione di scarso conoscenza della materia, mancanza di applicazione e negligenza nello svolgimento delle consegne, per dirla da docente. A tutti i livelli.

I quiz sbagliati per il concorso da preside costano 140000 euro, soldi andati in fumo perché ha scelto i collaboratori sbagliati. Ministro, è dal tempo dei Gracchi (non c’è bisogno che le dica chi erano, vero?) che lo scarica barile non regge più, è da quel tempo che si sa che le braccia non producono se la testa non funziona.

Ma la parte veramente rivoltante dell’intervista è quella sulla valutazione, dove, cito testualmente:”riteniamo giusto distinguere gli insegnanti che si applicano da quelli che fanno gli impiegati statali”. Se il criterio è questo, signor Ministro, si dimezzi all’istante lo stipendio perché lei è l’emblema  della subalternità, il soldatino ideale, la ossequiosa e solerte esecutrice degli ordini del capo. Sulla valutazione dei docenti, argomento su cui dissento completamente dalla posizione assunta dal mio sindacato, tornerò a parlare in un post dedicato all’argomento, voglio solo dire in questa sede che dopo aver bloccato lo stipendio degli statali chissà fino a quando, aver fatto saltare gli scatti d’anzianità, non aver rinnovato il contratto di lavoro da anni ci vuole la faccia come il culo per venirci a raccontare che adesso pagheranno solo i migliori (scelti da loro, ovviamente). Sono assolutamente contrario a qualsiasi forma di valutazione dei docenti se prima non ci metteranno in condizione di svolgere al meglio il nostro lavoro. Che poi ne parli un ministro che si è distinto per l’incapacità di svolgere il compito a cui è stato chiamato è veramente insopportabile. 

Quanto ai dati sulle bocciature, falsati come molti altri dati pubblicizzati dal ministero, il Ministro ha dato risposte evasive, dando la colpa agli altri, naturalmente. Insomma una intervista esauriente, da cui non traspare neanche l’ombra di un’idea, un progetto, uno schema d’azione per risolvere la situazione drammatica in cui versa la scuola italiana. L’ammissione dello stesso ministro di non aver ascoltato in questi anni gli studenti (e i docenti) la dice lunga su come è stata gestita l’istruzione nell’era del Caimano.

Questa totale mancanza di autocritica, il gioco dello scarica barile, l’incapacità di proporre, di avere una visione del futuro, sono caratteristiche non proprie di questa destra e di questo governo, abominevoli e morti da tempo, ma della politica italiana nel suo complesso. Se chiedessimo a Bersani qual è il progetto della sinistra sull’Istruzione, se ne uscirebbe con qualcuna delle sue fottute metafore senza rispondere. Il fatto stesso che il presunto leader della sinistra italiana sia più famoso per le stupidaggini che dice che per i progetti concreti che presenta la dice lunga sullo stato della nazione.

Si dice che questo paese sia sull’orlo del baratro: la scuola italiana, nel baratro, c’è da parecchio tempo e non si vedono all’orizzonte segnali di risalita. Se interviste come quella del ministro dell’istruzione non suscitano la minima reazione, significa che siamo davvero alla frutta.

Categorie:La scuola

Tag:, , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...