A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Miles, John e i morti viventi


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Ascolto Miles Davis e John Coltrane,il tour europeo del 1960, il jazz migliore mai suonato, una musica capace di portarti in un’altra dimensione, al di sopra del rumore assordante di niente che in questi giorni imperversa nel nostro paese.

Sembra di assistere a un film di Romero, anzi si potrebbe suggerire il titolo: Il Parlamento dei morti viventi. La trama è semplice: un gruppo di anziani signori, politicamente morti da tempo, capitanati da un satiro ultrasettantenne con sogni erotici adolescenziali e una totale amoralità infantile, si aggrappa disperatamente agli scranni del potere divorando tutto quello che c’è da divorare. La novità del film, la piccola variante rispetto agli altri della saga, è che a contrastarli sono un altro gruppo di morti viventi, con tentativi poco riusciti perché, i fan di Romero lo sanno, gli zombie non brillano per intelligenza.

Un assolo anfetaminico di Coltrane non riesce a farmi dimenticare che questa guerra tra incapaci sta portando il paese alla deriva, verso una costa irta di scogli puntuti e micidiali, dove il pericolo di andare a fondo si fa ogni giorno più reale. E’ una sorta di incosciente suicidio pilotato, un Titanic guidato da un equipaggio brillo e arrapato, una zattera alle deriva come il Portogallo nel magnifico romanzo di Saramago. Guardando i fatti di Roma viene alla mente l’ultima immagine del Caimano, film non memorabile, a mio avviso, di Moretti ma carico di pathos quando entra in scena un leader che l’attore ha dotato di un carisma superiore al reale.

In val di Susa le forze dell’ordine hanno dimostrato una intelligenza e un senso di responsabilità che in passato, qualche volta, sono mancate in chi le dirigeva. Di fronte alla legittima protesta di gente che difende il proprio territorio contro un progetto inutile e costoso, la cui unica necessità è quella di distribuire mazzette agli amici degli amici, la polizia ha lasciato fare, ha lasciato che oltrepassassero pacificamente quella zona rossa che a Genova evoca tristi ricordi e che potessero manifestare civilmente e democraticamente la propria rabbia. Davvero un esempio di democrazia reale da parte delle forze dell’ordine e dei manifestanti, un respiro di sollievo dopo i fatti di Roma.

Fatti di Roma che hanno evidentemente convinto il ministro degli interni di essere l’incarnazione di Starace facendoci sorbire i suoi deliranti propositi per un paio di giorni. Poi qualcuno deve avergli mormorato che non è proprio democratico limitare il diritto di scioperare e manifestare e che la gente potrebbe anche incazzarsi davvero se si tenta di farlo. Adesso, fortunatamente, tace e Marchionne, che pregustava l’ennesimo taglio ai diritti degli operai, depresso e scornato, anche per la mazzata che gli hanno dato i sindacati americani, sogna sogni di piramidi e schiavi in catene.

Intanto, nel paese che vende meno computer in Europa, senza la banda larga, con una alfabetizzazione informatica primitiva, arrivano le pagelle on line. Nella mia scuola sui computer gira Millenium edition, un sistema operativo zombie, neanche Microsoft sa più di averlo creato, non ci sono i mouse, la rete salta in continuazione: sono davvero curioso di vedere come il ministro attuerà quanto promesso o, meglio, a chi darà la colpa perché non è stato attuato quanto promesso.

Una chicca di Fini dal soporifero Fazio: per dare lavoro lavoro ai giovani, bisogna aumentare l’età pensionabile. Come dire: per risolvere il problema della diseguaglianza nel mondo, aumentiamo lo stipendio a chi è già ricco. Fantastica. Questa sarebbe la parte buona della destra. Miles si intristisce e tesse cattedrali di malinconia con la sua tromba. Intanto l’Europa ride di noi.

Sarkhozy , a voler essere pignoli, ha poco da ridere. E’ accusato di corruzione, la Francia non sta benissimo economicamente e il gradimento popolare nei suoi confronti è ai minimi termini anche perché Carlà ci ha veramente triturato i testicoli.

Annotazione tra parentesi: i due governi di destra europei, noi e la Francia, hanno fatto a gara a devastare l’istruzione pubblica.Non si  è ancora trovato un antistaminico efficace per curare l’allergia dei fascisti per i libri.

Inutile comunque offendersi quando gli altri ridono se il paese è guidato da un comico di avanspettacolo che non capisce che il momento di ritirarsi è arrivato da tempo.

Penso alla Corea, che ha dotato gli alunni delle sue scuole di ebook reader, all’Inghilterra, che ha investito in istruzione, dove ogni aula ha le sue Lim e si può fare didattica del secondo millennio, a Obama e al suo enorme stanziamento per l’istruzione pubblica. Paesi guidati da leader giovani, vivi, che sanno che l’istruzione è strategica, un punto fondamentale se si vuole avere sviluppo.

Poi penso a Berlusconi e alla Gelmini, a La Russa e Maroni, a Bersani e Renzi e tutto quello che ho voglia di fare è ascoltare del sano jazz che mi porti lontano da qui, almeno per un pò.

Categorie:Attualità

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