A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

La storia siamo noi?


quarto stato

L’impressione resta sempre la stessa: dietro la cortina di fumo innalzata per giustificare quello che è senza dubbio una violazione della sovranità popolare, un governo del presidente costituito non da tecnici ma da esponenti di spicco dei poteri forti, burocrati di alto livello del capitalismo, ci sia la volontà di dare un giro di vite e ridurre al silenzio tutte le voci anti sistema. Qualcosa di simile a quanto accaduto a Genova nel 2011, quando un movimento che stava diventando pericoloso, che  cominciava a riscuotere simpatie anche al di fuori degli ambienti in cui era nato, in un momento delicatissimo, di lì a poco sarebbe arrivata la tragedia dell’11 Settembre, venne soffocato dai colpi di pistola  di Piazza Alimonda e dalle violenze che seguirono.

Allo stesso modo oggi, si sta cercando di liquidare Grillo e il suo movimento, che rischia di diventare una forza sempre più consistente, che da’ fastidio a destra e sinistra, che insinua idee pericolose, per non parlare degli indignados e dei ragazzi americani che manifestano davanti a Wall street. I referendum hanno messo in ginocchio il potere, sono stati uno schiaffo e un segno che la letargia della società civile forse stava terminando: all’improvviso una crisi che si trascina da anni è diventata ingovernabile, tragica, drammatica occupando le prime pagine di una stampa totalmente asservita al potere con la sola eccezione, parziale, del Fatto quotidiano.. Pensateci un pò: Genova 2001, rivolta antisistema- 11 Settembre 2001, referendum, risposta anti sistema- crisi di governo e governo Monti. Io scrivo gialli, insegno a scriverli e la prima cosa che dico ai miei alunni è che le coincidenze non esistono.

Non sono un economista ma leggo di economia e so che ci sono anche voci fuori dal coro su questa crisi, voci di tecnici, non di attivisti o di radicali, che affermano che questa crisi non è molto diversa dalle altre, che era ampiamente prevedibile e controllabile, ecc.ecc. Il problema è che a chi sta nella stanza dei bottoni non conveniva controllarla. Lo strumento usato per convincere la gente che privarla del diritto di voto non solo è legittimo ma è necessario è vecchio come il mondo: la paura.

Se la paura la usano Bossi o Berlusconi, fanno solo ridere, se la usa Monti fa serpeggiare dubbi, se poi c’è l’avallo supremo di Napolitano, allora la gente ci crede. Così siamo passati dal governo del clown dei padroni  a quello delle teste d’uovo dei padroni, senza soluzione di continuità. Questa gente non farà la patrimoniale, taglierà le pensioni di anzianità, ridurrà i diritti dei lavoratori, ridurrà la libertà di tutti noi, asservirà la scuola alle necessità dell’industria svalutando il sapere umanistico, che serve a ragionare con la propria testa, a vantaggio di un sapere scientifico elementare, quello che basta per creare manodopera specializzata a basso costo e docile. E tutti saranno felici e contenti perché lo spread si sarà abbassato. Ma a quanto era lo spread dieci, cinque, tre anni fa? Provate a guardare le oscillazioni degli ultimi dieci anni: è interessante.

Questo paese ha un bisogno disperato di politica ma non di questa politica, ha bisogno di una politica in grado di creare valori, di dare una strada, una politica che ridia al paese coordinate etiche e morali dopo sedici anni di sfacelo leghista-berlusconiano. Questo paese ha bisogno di solidarietà, coesione sociale, unità, dopo le divisioni forzose create in questi anni. Monti e i suoi ministri, gente che lavora con i numeri e che considera numeri anche le persone, con le loro storie, le loro famiglie, le loro vite, non può dare nulla di tutto questo. La corruzione, il relativismo morale, il razzismo, l’arrivismo e l’individualismo sfrenato, non li ha creati Berlusconi, li ha solo sdoganati con la sua criminale irresponsabilità ma erano mali presenti da tempo nella nostra società, che sono nati dentro di essa e non sono arrivati da fuori. La politica deve combattere contro questi mostri e riportare in auge quei valori che nella dottrina sociale della Chiesa e nell’eurocomunismo italiano finiscono per coincidere, valori comuni al mondo cattolico e a quello proletario, perfino a certa destra e a certa sinistra, se volete, anche se per me la destra è, è stata e sarà sempre il nemico, anche se vestita a lucido: un fascista resta sempre un fascista. C’è bisogno di una politica nuova e di una Chiesa nuova che guardino ai loro valori fondanti, che progettino il futuro senza dimenticare il passato.

Non vedo all’orizzonte un leader capace di portare avanti un discorso in grado di entusiasmare la maggior parte della società civile né un movimento di popolo così forte da cambiare la situazione, né una gerarchia cattolica capace di voltare pagina e rifondarsi . La politica avrebbe potuto e dovuto risolvere in modo diverso le crisi di Spagna, Portogallo, Grecia, Irlanda e Italia: governi forti, governi non corrotti, governi politici, avrebbero potuto, insieme, mandare al diavolo tedeschi e francesi e infischiarsene di quest’Europa del denaro, inesistente, arrogante, anti libertaria e cinica, ma così non è stato. Ha vinto la corruzione, l’inettitudine, il disprezzo per i lavoratori e la gente comune, ma ha vinto con la nostra complicità perché non bisogna dimenticare che i corrotti, gli inetti, gli arroganti sono stati democraticamente eletti e rieletti. In Italia rieleggiamo il più inverosimile dei governi, una banda di cialtroni e criminali guidata da una specie di grottesco Joker da quasi diciannove anni.

Se ci fregheranno per l’ennesima volta, se Monti riuscirà nella sua opera di restaurazione, se i franco tedeschi l’avranno vinta con questa specie di nuovo Congresso di Vienna che stanno approntando, la colpa sarà stata in buona parte anche nostra: di chi ha scelto una destra senza scrupoli e senza valori e di chi, votando per un’opposizione connivente, silente e impotente, ha contribuito allo sfacelo. Non è di primarie che ha bisogno la sinistra ma di calci nel culo.

Quando si racconterà la storia di questi anni sarà inutile cercare i colpevoli, perché se la storia siamo noi, se sono i movimenti delle masse e le rivoluzioni di classe a determinarla, allora, come dicevano gli antichi: de te fabula narratur.

Categorie:Attualità

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