A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Una sporca partita


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La manovra di Monti passerà, massacrando le fasce più deboli della popolazione e celebrando l’estinzione definitiva di quel ceto medio che ha storicamente rappresentato la spina nel fianco dei poteri forti. Perché perfino la rivoluzione russa, all’origine, è stata una rivoluzione borghese, basta guardare le origini di Lenin.

La manovra di Monti passerà tra le false proteste e le false critiche degli opposti schieramenti, tra scioperi inutili e  altrettanto falsi, tra uno show di Fiorello e una   parolaccia di Checco Zalone, perché questa è la missione di Monti. L’uomo è stato chiamato alla guida del paese con un compito ben preciso: tirare fuori l’Italia dalle sabbie mobili della crisi scontentando tutti, in modo che quando si andrà alle elezioni gli stessi schieramenti politici che hanno condotto il paese al fallimento possano presentarsi come salvatori delle classi sociali che rappresentano. E’ una partita sporca, un gioco talmente evidente e scoperto che ha ottime possibilità di riuscita. Poe ci ha insegnato che se vuoi nascondere qualcosa il posto migliore è quello sotto gli occhi di tutti. A perderla, questa partita, saranno le opposizioni radicali, una Fiom che ormai naviga fuori da ogni tempo, Grillo che non riesce a dare concretezza a un movimento che, in teoria, avrebbe grandi possibilità di presa su larghe fasce della popolazione, ecc.ecc. Opposizioni partite da premesse giuste, che hanno fatto analisi corrette ma proposto sintesi anacronistiche e utopistiche.

Perché la missione vera di Monti, quella che è nascosta tra le righe, è quella che gli è stata affidata non dalla politica, che non esiste più da decenni, ma da quei poteri forti di cui lui e gli uomini di cui si è circondato sono i rappresentanti: eliminare alla radice ogni opposizione al sistema. Naomi Klein, nell’istruttivo Shock economy, ha spiegato con dovizia di dettagli le dinamiche di quanto sta per accadere in Italia, il meccanismo è sempre lo stesso: si approfitta dei momenti di crisi, provocati o verificatisi accidentalmente, per utilizzare la paura al fine di mettere a tacere le opposizioni reali alle politiche del governo. Si approfitta di terremoti, inondazioni, crisi economiche, tutto fa brodo, per diminuire i diritti acquisiti, limitare o cancellare l’azione sindacale, favorire la grande economia e le multinazionali. Se poi tutto questo si può fare con un governo autoritario, come in Sudamerica negli anni 70, o ventilando il miraggio dello sviluppo a popolazioni illuse di aver riacquistato la libertà, come nei paesi dell’Est, negli anni 80, ancora meglio. E’ la logica dei Chicago boys, gli economisti seguaci della scuola di Chicago di Milton Friedman, economista insignito del pieno Nobel che avrebbe dovuto, a mio parere, comparire davanti a un tribunale per crimini contro l’umanità.

Monti è il rappresentante sul campo di quel capitalismo, di quella logica e si sta muovendo seguendo le direttive di quella scuola di pensiero. Monti conviene a tutti, perché un paese con meno diritti, meno welfare, meno opposizione è più governabile, più plasmabile, più controllabile, più preparato ad accogliere la ragnatela di clientelismi e corruzione di stampo mafioso che è la cifra della nostra politica nazionale.

E’ un gioco delle parti già stabilito: la Cgil ha il compito di sdegnarsi e scioperare, la Cisl quello di trattare e strappare concessioni già ampiamente previste, il Pd e il Pdl quello di lanciare alti lai per poi votare la manovra con la balla del senso dello stato. Se i due maggiori partiti avessero avuto senso dello stato, non ci troveremmo al punto in cui siamo, non ci troveremmo nella necessità di sospendere la democrazia per far accettare ai soliti l’ennesima stangata con il rischio di infiammare il paese.

A essere per l’ennesima volta traditi saranno quelli che credono ancora nella politica, quelli che credono ancora nel sindacalismo, a qualunque sigla appartengano, la povera gente che ha sperato per un attimo che davvero la parola equità assumesse un significato concreto, gli operai, i precari, i disoccupati sempre più vessati, umiliati e offesi.

L’arroganza del potere è ormai tale che non c’è nella manovra neppure un parvenza di equità, neppure l’ombra di una patrimoniale che non solo sarebbe stata giusta ma necessaria, neppure un provvedimento che miri allo sviluppo, alla creazione di nuovi posti di lavoro, a una prospettiva futura.

Questa manovra è vessatoria, ingiusta, sbilanciata sul ceto medio e basso, padronale e inutile a lungo termine. Il fatto che abbia raccolto il plauso senza se e senza ma di Confindustria la dice lunga sulla sua qualità. Questo governo ha fatto quello che governo precedente pensava ma non osava fare, con il ricatto dell’emergenza, puntando sulla paura, ha lanciato il più poderoso attacco contro lo stato sociale mai osato nel nostro paese. Particolarmente disgustosa è buona parte della stampa nazionale e dell’intellighenzia di sinistra (quella di destra non esiste) che continuano a sostenere Monti come se fosse il salvatore della patria.

Cosa si può fare a questo punto per il paese? Aspettare che passi a nuttata, sperando che passi…

Categorie:Attualità

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1 risposta

  1. non credo sinceramente che la nottata passerà, siamo finalmente e drammaticamente arrivati al famigerato punto di non-ritorno

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