A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

C’era una volta la sinistra


Cominciamo l’anno con un articolo generalista e qualunquista, saltando di palo in frasca e tirando un colpo al cerchio e uno alla botte, tanto per fare incazzare tutti, che la rabbia è un sentimento sano, naturale e sottovalutato, fa tanto bene contro lo stress e allontana la depressione.

Grillo fa un articolo pacato, ragionevole, in cui dice che gli atti di terrorismo soft contro Equitalia vanno condannati ma anche capiti, che quell’agenzia di strozzinaggio legalizzato con il suo aplomb camorristico terrorizza la gente esasperandola. Coro di reprimende dalla sinistra: la malmostosa e insulsa Serracchiani lo accusa di voler gettare benzina sul fuoco, l’inutile Bersani di attizzare l’odio, soltanto l’impresentabile Stracquadanio, in quella specie di mondo alla rovescia in cui si è trasformata l’Italia, gli dà ragione,

La domanda che ci si pone è: perché non bisognerebbe gettare acqua sul fuoco, perché la gente non dovrebbe avere il diritto di ribellarsi contro questi esattori bastardi che usano mezzi palesemente mafiosi spingendo dei poveri cristi al suicidio e facendo chiudere imprese su imprese? Esattori bastardi e ladri, come dimostrano alcuni recenti inchieste della magistratura. Ovviamente sono contro l’uso della violenza, non perché sia gandhiano ma perché lo ritengo inutile e controproducente, tuttavia credo che la gente abbia il diritto di alzare il tono e protestare a gran voce la propria esasperazione, contro Equitalia, contro la Tav contro quel che cazzo gli pare se viola il proprio diritto alla sopravvivenza. Sono quindi con Grillo, apprezzo la misura del suo intervento ma dubito che il governo dei banchieri interverrà. Banchieri e strozzini appartengono alla stessa famiglia e tra di loro difficilmente si fanno la guerra.

A proposito dei banchieri, torna puntuale l’attacco all’articolo 18 e ancora una volta l’occasione viene offerta da Ichino, esponente del Pd. Non ho alcuna stima per il professor Ichino e le sue tesi, mi chiedo solo perché un uomo chiaramente di destra militi nel Pd e perché il partito glielo permetta.. Sono solo grato che abbia smesso di parlare di scuola, argomento su cui ha spesso pontificato dimostrando di non capire una beata minchia. La sua proposta sulla riforma del lavoro all’apparenza è ragionevole: l’articolo diciotto resta per chi ne ha acquisito il diritto, scompare per i giovani che entrano nel mercato del lavoro che possono essere tutti assunti a tempo indeterminato ma licenziati in qualsiasi momento ( e già qui qualcosina non funziona). In caso di licenziamento, avranno diritto alla cassa integrazione per tre anni. Questa porcheria l’ha proposta il Pd. Dell’articolo 18 ho già parlato in questa sede e non mi voglio soffermare, dico solo che dietro la sua cancellazione, speriamo che i sindacati trovino la forza di fare muro compatto contro questa proposta, c’è la volontà di cancellare il sindacato, di cancellare la contrattazione nazionale e di tornare a cent’anni fa, quando a fare le regole erano i padroni e non c’era possibilità di opporsi.

Ho letto in questi giorni una sequela di stupidaggini sulla scuola, per altro anche su un giornale che stimo, forse l’unico che stimo, come Il Fatto, mentre alle scempiaggini di Repubblica sono abituato.  Sono arrivato alla conclusione che i peggiori nemici della scuola sono gli insegnanti, considerazione amara tenuto conto che viene da un sindacalista che perde parte del suo tempo per tutelare i colleghi. Appunto, perdo tempo. Voglio solo aggiungere un paio di considerazioni su questo argomento su cui sproloquierò naturalmente in futuro:

1) L’età media piuttosto alta degli insegnanti italiani non è indice di scarsa qualità o di scarsa volontà di innovazione. Personalmente ho imparato moltissimo da alcuni colleghi a fine carriera e ho trovato arroganza e supponenza sia in colleghi giovani che in altri più anziani. Le  generalizzazioni e le frasi fatte lasciano il tempo che trovano. Certo, non si svecchia il corpo insegnanti alzando l’età pensionistica.

2) Per migliorare la qualità della scuola non serve l’ipad ad ogni alunno. Cominciamo a mettere gli edifici in sicurezza, a dotarli di attrezzature informatiche e connessioni in rete decenti, ad abbassare il numero di alunni per classe e soprattutto obblighiamo gli insegnanti di ogni ordine e grado a fare quello che devono fare: scuola.

3) La scuola media non è l’anello debole della catena, come ha scritto una collega che insegna in un liceo sul Fatto quotidiano, collega che, in questa occasione, ha perso un’ottima occasione per tacere. Nella scuola media esplodono per fattori legati all’età e al momento particolare di crescita tutte le tensioni, i problemi, i tormenti, le insicurezze dei ragazzi e delle ragazze. Viene fuori spesso in modo drammatico, il disinteresse totale delle famiglie verso l’educazione scolastica dei figli, il livello culturale medio sconfortante, la solitudine, la conflittualità, la rabbia di ragazzi che a tredici anni hanno già vissuto cose che un ragazzino non dovrebbe mai neanche immaginare. E’ facile pontificare da parte di chi si limita a dare quattro se non conosci la prima declinazione e non ha alcun interesse ad indagare sul perché non conosci la prima declinazione. La scuola media è lo specchio della società, della crisi della famiglia nucleare, della tensione sociale che sale, dei drammi delle famiglie legati alla perdita del lavoro. Non è la scuola media a essere in crisi ma è il tessuto sociale del paese che si sta strappando.

Ultima, amara considerazione: se non si ripristina la legalità nel nostro paese, se non si riconquista il territorio ormai preda dei clientelismi e delle mafie, della corruzione e della violenza, parlare di sviluppo è ripresa è un’offesa all’intelligenza. Non c’è un solo passo del governo dei banchieri che vada in questa direzione.,

Buon anno a tutti.

Categorie:Cronaca

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