A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Significanti e significati


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Politica è parola greca, deriva da “Polis”, città, il nucleo dell’organizzazione sociale della democrazia greca. Aristotele dice che l’uomo è “zoon politicòn”, animale politico, animale sociale. Dunque la politica e gli uomini che fanno politica devono occuparsi della società, del sociale.

Economia è parola composta che deriva ancora dal greco: “oikia” casa e “nomos”, leggi, regole. Dunque l’economia disciplina le norme della casa, l’economo è colui che fa si che  i conti tornino all’interno della casa, si occupa dell’ambito privato.

Politica ed economia sono da sempre, per necessità, legate ma negli ultimi vent’anni, con la globalizzazione, abbiamo assistito a un fenomeno abnorme: l’economia ha sostituito la politica, usurpandone le funzione, cancellandone i presupposti etici, azzerando e stravolgendo il significato stesso della parola. Non è un caso se in Italia per quindici ha governato un imprenditore corrotto e adesso abbiamo un governo di ciambellani delle banche.

E’ un segnale sinistro, molto più delle profezie dei maya, il fatto che la crisi economica sia cominciata in Europa con il fallimento della Grecia. Inevitabilmente, tutto finisce dove tutto è nato: chi ha coniato le categorie di politica ed economia, chi per primo ha dato significato a queste due parole, nel momento in cui queste si trasformano in significanti privi di significato, gusci che per quanto si riempiano restano sempre vuoti, come per una nemesi antica paga per primo lo scotto del tradimento di quel significato.

C’è un’altra parola, sempre di origine greca, che ha si è trasformata in significante  senza più un senso definito: democrazia, il potere del popolo. La democrazia è la grande sconfitta della storia moderna, uccisa prima dalle dittature, poi dal socialismo reale e oggi dal Capitalismo. La democrazia tradita dal potere ma anche da un popolo come quello italiano, che ha la memoria corta, che ha dimenticato quante giovani vite siano state sacrificate in nome della libertà, che ha scordato da dove viene e riserva a chi cerca un’opportunità di vita lo stesso trattamento riservato da altri ai nostri avi.

Dire che in Italia viviamo in un paese democratico, oggi, nei fatti, non ha alcun senso.

Quando i mezzi d’informazione più importanti sono nelle mani di imprenditori, cementificatori, politici che utilizzano le notizie come strumento di manipolazione di massa, quando il paese viene retto da un governo non eletto perché con la scusa dell’emergenza, si è scelto di mettere direttamente l’economia, l’interesse privato, l’interesse di pochi sacrificando il bene di molti, quando si sta per avviare un programma di liberalizzazioni che sosterà migliaia di posti di lavoro sacrificati durante una recessione grave e, come dimostra l’esperienza, avrà come risultato un peggioramento dei servizi con,, di nuovo, il benessere di pochi anteposto al benessere dei molti, quando si ha la pretesa di mostrare rigore con ridicole operazioni di facciata tipo Cortina che non intaccano minimamente il sistema di corruzione diffuso a macchia d’olio in Italia, il potere anche economico della criminalità organizzata, il portafoglio dei veri, grandi evasori, quando tra i banchi del governo siedono tre condannati per reati contro la pubblica amministrazione, parlare di democrazia è semplicemente ridicolo, ancora una volta significante senza significato. ma è troppo comodo dare la colpa solo ed esclusivamente al potere: perché i ladri, i corrotti, i delinquenti, gli italiani li hanno eletti per anni, per tornaconto personale, per pigrizia, a volte per paura. E’ troppo facile auto assolverci e dare sempre la colpa agli altri: la democrazia è morta anche perché ognuno di noi si è sentito in dovere di scagliarle contro la prima pietra.

Io credo che il mondo sia a una svolta: o si capisce una volta per tutte che il capitalismo è fallito, sta collassando, ha terminato il suo ciclo ed è necessaria una nuova via che non passa per l’utopia ma per l’unica strada possibile, quella della decrescita, del fine corsa a questa sfrenata e insensata gara all’accumulo, del rinunciare a qualcosa tutti per avere qualcosa tutti, o si finisce di prendere in giro la gente e di produrre ignoranza tornando a formare cittadini consapevoli anche tramite un servizio pubblico di informazione che torni a fare cultura ma soprattutto tramite un servizio di istruzione che non ha bisogno di ipad ma di investimenti, di sostegno e di valorizzazione, è così che si combatte la criminalità, è così che si combatte l’emarginazione, o si arriva a una trasparenza svedese, dove i cittadini possono leggere la corrispondenza del presidente del consiglio quasi in tempo reale,, oppure temo che i maya avessero visto molto lontano. Perché la storia insegna che in situazioni analoghe, anche se in tempi diversi, la stupidità umana, in una folle coazione a ripetere, ha sempre trovato una, e una sola soluzione per risolvere i problemi: la guerra. E vi risparmio la citazione di Einstein sulla terza guerra mondiale.

Bisogna tornare a riempire di significato i gusci vuoti della politica, dell’economia, della democrazia, perché in un futuro molto prossimo non galleggino, ormai privi di qualsiasi senso, in un oceano di desolazione.

Categorie:Cronaca

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