A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Fumo nell’aria


Scrivo queste righe ascoltando l’ultimo, disperato, ironico, poetico, magnifico disco di Leonard Cohen. Trovo che le parole cupe e luminose a un tempo di un vecchio ebreo dalla mente lucidissima, capace di creare versi che illuminano con squarci improvvisi l’anima, siano la colonna sonora ideale per quanto mi appresto a scrivere.

Come insegnante cerco di dosare severità e comprensione, di trovare quella giusta misura che è necessaria per convivere con dei preadolescenti spesso problematici. Ci sono però due giornate l’anno in cui divento inflessibile, due giorni in cui non ammetto nelle mie classi disattenzioni, risatine, bigliettini e tutte le altre stupidaggini che i ragazzi fanno quotidianamente per alleviare il tedio che, nostro malgrado, inevitabilmente procuriamo loro: sono il 27 Gennaio, Giorno della memoria e il 25 Aprile, anniversario della Liberazione.

In questi due giorni divento inflessibile, gelido e spietato per quanto possa esserlo un insegnante. Non tollero mancanze di rispetto di fronte alla morte di milioni di uomini, donne e bambini e di fronte al sacrificio di tanti che hanno combattuto e perso la vita per regalarci una libertà che oggi ci stanno gradualmente rubando.

Più la stampa e la televisione ignorano questi eventi, più cerco di fare in modo che diventino memoria, che i ragazzi non dimentichino, che si rendano conto di quanto sia importante averli sempre presenti.  Se non facessi questo esercizio di costante rievocazione,verrei meno a uno dei compiti della mia professione: perpetuare la memoria, fare sì che nessuno dimentichi, perché il passato non torni.

Purtroppo il passato è già tornato molte volte in questi anni: a Santiago del Cile, in Uruguay, in Argentina, in Salvador, nella ex Jugoslavia, in Ruanda, nella Sierra Leone, in Indonesia, per citare solo alcuni dei paesi in cui si sono verificati stermini di massa, spesso ignorati da una informazione che, come appare dalle statistiche di questi giorni, è tra le peggiori al mondo.La “belva umana” di cui cantava il Guccini pre conversione al qualunquismo di tanti anni fa, è ancora viva, in salute e sempre affamata, come la lupa dantesca.

Leggere del convegno di Forza nuova sul revisionismo, sentire parlare quel gruppo di fascisti malati di mente del giorno della memoria come “pesce d’Aprile ebraico” mi ha provocato un sussulto di rabbia e un profondo scoramento a un tempo. In Austria, Francia, Germania e Belgio il revisionismo è un reato, in Spagna, Israele, Portogallo e Spagna è reato la negazione di qualsiasi genocidio, David Irving, il principale storico negazionista inglese, è stato condannato per le sue tesi nell’unico paese europeo che non ha conosciuto il fascismo,

Perché in Italia dobbiamo tollerare  Casapound e Forza nuova? Perché bisogna continuare a sopportare le tesi razziste e xenofobe della Lega, perché  si permette che la nostra costituzione venga sistematicamente violata da questi ritardati mentali?

E’ bene chiarirlo una volta per tutte: il nostro paese ha una responsabilità morale enorme riguardo l’Olocausto: primo, perché Hitler era un ammiratore di Mussolini e sul modello del partito fascista creò il suo partito, secondo, perché con l’approvazione delle leggi razziali Mussolini manda nei campi di sterminio centinaia di migliaia di ebrei e appoggia, nei fatti, il progetto di eliminazione della razza ebraica.

Germania e Austria hanno fatto i conti con la loro storia, noi, il paese in cui tutto è cominciato, ne siamo ancora ben lontani. Abbiamo tollerato per anni che Giorgio Almirante, antisemita, repubblichino, dichiaramente fascista, guidasse un partito anticostituzionale come l’MSI, abbiamo lasciato crescere e prosperare la Lega, quando il suo ideologo era Gianfranco Miglio, fedele seguace di Julius Evola, uno dei padri riconosciuti del nazifascismo, abbiamo tollerato la nascita di una organizzazione neonazista come Forza nuova, perquisiamo i centri studi islamici mentre lasciamo che prosperino le Casapound, associazioni fasciste e razziste. Cos’altro dovremo sopportare? Di quanto alzeremo ancora l’asticella di quella che qualcuno chiama tolleranza ma è solo indifferenza?

Cosa deve ancora succedere in Italia perché si approvi una legge che punisca penalmente il negazionismo e l’apologia del fascismo? Qui non stiamo parlando di libertà d’opinione, qui stiamo parlando di gente che corrompe i giovani con notizie false e tendenziose. Chi nega l’Olocausto non esprime un’opinione, commette un’infamia.

Perché la Chiesa non fa finalmente ammenda delle omissioni e degli errori commessi durante il fascismo e non scomunica chi propaganda l’odio contro altri esseri umani? Ci sono voluti cinquant’anni perché un papa affermasse che la mafia è male, quanti ne devono passare perché un altro papa dica che è male anche il fascismo, il razzismo, l’odio?

E la sinistra? Ha ufficialmente calato il sipario sui valori della Resistenza? Sono solo un pretesto per vendere bandiere rosse da sventolare il 25 Aprile? Il merchandising ha preso il posto delle idee?

Ho cambiato cd adesso, stanno suonando le note di “Grande nazione”, l’ultimo, incazzatissimo disco dei Litfiba. Quaranta minuti di invettive e sarcasmo a proposito del mare di merda che sta sommergendo il nostro paese. Anche loro fanno bene al cuore e all’anima. L’ultima canzone del cd si chiama “dimmi dei nazi”. Per non dimenticare.

Categorie:Attualità

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