A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

La legge del più forte


Sodomie in corpo 11 è il titolo di un magnifico romanzo di Aldo Busi, uno dei primi, splendidi libri di questo grande scrittore, titolo che ben si adatta all’editoriale di Scalfari comparso oggi su La Repubblica.

Rispetto Scalfari per la sua statura di giornalista, leggo sempre i suoi editoriali, spesso con piacere, ma non apprezzo minimamente la passione senile per Monti che sembra averlo folgorato da quando il professore ha preso la guida del paese. Mi chiedo anche quali siano i motivi della metamorfosi di Repubblica, che da severo fustigatore del precedente governo di destra si è trasformata nella cassa di risonanza dell’attuale governo di destra.

Nel suo articolo Scalfari invita i sindacati ad accettare, in nome del bene comune, i provvedimenti che verranno presi a breve dal governo: riduzione a un anno della cassa integrazione, mobilità a go go per tutti i lavoratori, abolizione dell’articolo 18, ecc.ecc.

La scusa è sempre la stessa: l’emergenza, la modernità, ecc.ecc. Scalfari omette alcuni piccoli particolari e, mi duole dirlo, penso che lo faccia in mala fede, oltre a questo, dice anche alcune idiozie che, presumo, siano dovute alla sua scarsa frequentazione di lavoratori e sindacalisti di livello basso, cioè della gente che vive una realtà molto diversa da quella dei salotti che Scalfari è abituato a frequentare.

Scalfari forse non legge il suo giornale e non sa che il potere d’acquisto degli stipendi è diminuito, negli ultimi dieci anni circa del 30%, di più per quanto riguarda gli statali che hanno gli stipendi bloccati da due anni. Chiedere ai sindacati di non fare politica salariale è come chiedere alla polizia di non arrestare i delinquenti, specie in una fase come questa in cui, fino adesso, ad essere toccati dalla crisi e dai provvedimenti del governo, sono proprio le categorie sociali più deboli. Le aziende italiane, parlo di quelle grandi, non delle medie e piccole imprese, il vero motore del paese, che meritano un discorso a parte, le grandi aziende italiane, dicevo, sono in crisi a causa dell’avidità dei loro grandi azionisti, dell’incompetenza dei loro manager e della incapacità di affrontare il mercato una volta terminata la fase dell’assistenzialismo governativo. Le aziende italiane sono in crisi a causa della corruzione dilagante nel paese di cui sono, in buona parte, corresponsabili. La modernità, il coraggio del rischio, la pianificazione del futuro non sono patrimonio dell’imprenditoria italiana che gli preferisce le mazzette e le amicizie importanti. Chiedere ancora sacrifici ai lavoratori, intaccare diritti acquisiti che fanno del nostro sindacato, suo malgrado, il più forte e il più moderno al mondo, qualunque cosa ne pensi Scalfari che di sindacato e sindacalismo non capisce un cazzo, non è solo ingiusto, è criminale, è di destra, è fascista. Se poi a chiederlo è un governo non eletto dal popolo e lo fa con la scusa dell’emergenza, emergenza che si è creata per le cause di cui sopra, allora il paragone col fascismo diventa più inquietante.

Scalfari si aggiunge alla lista, piuttosto nutrita, di miliardari che salgono sui loro costosissimi pulpiti e fanno la morale a noi, povero volgo ignorante, incapace di comprendere le ineluttabili necessità che spingono i potenti a massacrarci di tasse e toglierci giorno dopo giorno diritti e libertà in nome delle magnifiche sorti e progressive.

Scalfari, Santoro, Beppe Grillo, Montezemolo, Della Valle, ecc. una lista lunga e colorita di gente che non ha problemi a far quadrare i conti a fine mese ma ha la pretesa di dirci cosa è giusto per noi, di convincerci che è necessario che a pagare siano sempre i soliti, che la solidarietà a senso unico è una bellissima cosa e in futuro ce ne accorgeremo.

Certo, a volte i miliardari hanno delle dimenticanze: ad esempio Scalfari, che cita la Marcegaglia come imprenditrice lungimirante, dimentica i piccoli guai giudiziari suoi e della sua famiglia, Beppe Grillo si scorda che una forza politica che vuole rivoluzionare la politica italiana non può essere anche razzista, abbiamo già la lega, Santoro dimentica che a suo tempo i miliardi da Berlusconi se li è intascati, ecc.cc.

In compenso tutti hanno ricette e verità da regalarci con un unico comun denominatore: far pagare chi ha tanti soldi non serve a nulla, anzi rallenterebbe l’economia. Honni soit qui mal y pense.

La verità è che la società civile oggi non ha voce, non ha un leader autorevole che la rappresenti, una personalità carismatica in grado di superare le barriere ideologiche e portare avanti una battaglia per la difesa dei diritti civili, perché, dobbiamo rendercene conto, di questo ormai si tratta.

Il movimento sindacale si carica di una enorme responsabilità, in questo clima: quella di essere l’unica voce autorevole a difesa delle classi più povere, quella di essere l’unica barriera contro la distruzione del welfare state e il dominio incontrastato delle banche. Io spero che la tregua tra Cisl e Cgil duri, che il fronte comune resti saldo arroccato su posizioni condivise e pronto, se sarà necessario, a una lotta lunga e senza risparmio. Questa è una partita in cui non è in gioco solo la tenuta e la credibilità del sindacato, qui si rischia di scivolare in un periodo di instabilità sociale peggiore di quello che condusse al terrorismo. In questo senso, l’incoscienza e l’arroganza di Monti, che pensa di risolvere le proteste con i blitz della finanza e i manganelli della polizia, fa il paio con quella di Berlusconi.

Un’ultima nota a margine, ma ne riparleremo: premesso che le violenze sono sempre e comunque esecrabili, prendo atto che è stato possibile, da riprese e foto, risalire ai no Tav colpevoli di atti violenti in Val di Susa. Mi chiedo come mai non è stato possibile risalire usando gli stessi mezzi, risalire ai poliziotti indegni e violenti che massacrarono i manifestanti del G8 di Genova del 2011 violando i loro diritti civili. Giusto per curiosità. Perché può anche essere che a picchiare i no Tav qualche mese fa ci fosse anche qualcuno di loro. Si sa che il lupo perde il pelo ma non il vizio. In quel caso questi arresti, assumerebbero tutta un’altra connotazione.

Ne riparleremo, se qualcuno non si sentirà offeso e mi costringerà a chiudere il blog quando verrà approvata la nuova proposta di legge liberticida su Internet.

Categorie:Attualità

Tag:, , , , , , , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...