A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Dei giovani e di altre amenità.


Professor Monti,

nel mio piccolo sono professore anch’io, non un luminare come lei, ma un piccolo professore di scuola media. Ho però la presunzione di conoscere i giovani meglio di lei, dal momento che il mio lavoro consiste nel dar loro le fondamenta di quella conoscenza oggi necessaria per farsi strada nella vita, di insegnarli poche regole di civiltà e civismo, di fargli capire che la scuola è un’opportunità, un’ancora di salvataggio, una possibilità. Li vedo tutti i giorni, li ascolto, mi preoccupo seriamente per loro, non come lei, a volte mi angoscio.

Ultimamente, grazie a persone come Berlusconi e come lei, ricchi signorotti che non possono capire le necessità della gente comune, troppo presi dai vostri conti, troppo limitati dai fili a cui vi reggete, troppo anziani per guardare avanti, faccio sempre più fatica a svolgere il mio lavoro, mi sembra di mentire. Quando dico ai ragazzi che lo studio, l’impegno, il sacrifico li porteranno a ottenere buoni risultati, ad accedere a un livello di vita più alto rispetto a quello dei loro genitori, mi sembra sempre più spesso di mentire, di affermare principi in cui io stesso, per primo, comincio a non credere più. E’ la realtà a contraddirmi, non la realtà vera, quella a lungo termine, ma la realtà fittizia, di plastica, televisiva, creata dal suo predecessore e apprezzata anche da lei, a giudicare dall’uso che fa dei media.

I ragazzi lo sanno che il posto fisso è un mito, una mia ex alunna, qualche tempo fa, mi ha detto sconsolata che il suo lavoro è diventato cercare lavoro. E’ questa la realtà di tanti giovani, di tanti ragazzi con buona volontà, buone capacità, desiderio di indipendenza che non chiederebbero altro che di poter lavorare ma non possono, perché la realtà del nostro paese è questa, non quella che dipinge lei, non siamo un paese che sta uscendo dalla crisi, queste sono le stesse schifose menzogne di chi l’ha preceduta e ormai non riuscite a convincere più nessuno. I ragazzi lo sanno ma desiderano un posto fisso, lo sognano, per sopravvivere, comprarsi una casa, mettere su famiglia. Lei lo sa che le banche non fanno più mutui neanche a chi ha un lavoro fisso? E’ consapevole di questo? Si rende conto di cosa ha detto l’altro giorno? Lo capisce che sta condannando una generazione a una vita sospesa, senza terra sotto i piedi, senza punti fissi, senza prospettive?

Lei dice che i giovani devono andare all’estero: con che cosa? Paga lei il biglietto e l’alloggio? Paga lei le lezioni di lingua? Mi scusi, ma non capisco: se i ragazzi devono andare all’estero, le lingue sono importanti, Mi spiega allora perché con un provvedimento d’urgenza non avete cancellato quella stupidaggine del maestro unico, perché non reinserite le maestre specialiste in lingua straniera? Giusto per fare un esempio.  Poi, vede, i ragazzi non possono andare all’estero perché quelli che la comandano, ognuno ha i suoi padroni, il mio è lo Stato, il suo Morgan Stanley, quelli che la comandano, dicevo, stanno licenziando i genitori dei miei alunni, quarantenni, cinquantenni, stanno riducendo sul lastrico centinaia di migliaia di persone e lei e la sua ministra, quella che piange, non state facendo niente per questa gente. Si capisce: voi siete parte integrante del sistema che licenzia, voi siete organici al capitale al denaro, voi siete ingranaggi della macchina.

Ancora, mi scusi, lei che ha studiato più di me, certamente conoscerà la risposta, ma come possono trovare lavoro i giovani se avete aumentato l’età pensionistica? E’ consapevole che le graduatorie provvisorie degli insegnanti sono tornate ad essere permanenti? Non le chiamate più graduatorie: è più adeguato denominarle pietre tombali, per molti precari. E’ consapevole di quello che ha provocato con quei pochi provvedimenti presi in questi mesi?  Io penso di sì.

Io con la scuola porto il pane a casa, ho la presunzione di conoscere un pò l’argomento, anche perché, non si inalberi la prego, lo so che sto per dire una di quelle cose che non vorrebbe mai sentire, sono un sindacalista.

Vorrei dare un consiglio al ministro Profumo: lasciamo perdere gli Ipad, le Lim, ecc. Cominciamo a dare alle scuole la possibilità di comprare le lavagne e i banchi, cominciamo a metterle tutte in sicurezza, cominciamo a dar loro dei dirigenti preparati e degli organici di docenti, ata e personale di segreteria adeguati. Se proprio vogliamo innovare, per cominciare, rendiamo obbligatorio il registro elettronico: risparmiamo carta, fa bene alla natura, e magari avvisando delle assenze le famiglie in tempo reale con un sms abbattiamo anche un pò la dispersione scolastica, hai visto mai? Quanto alla questione del merito: gli insegnanti italiani sono persone responsabili, preparate, che mostrano abnegazione e spirito di servizio.  Non cercate di far scoppiare una guerra tra poveri: se proprio volete buttare dei soldi fatelo a Scampia, allo Zen di Palermo, fatelo dove insegnare significa a volte rischiare la vita. Nessuno di noi si offenderà, se potenzierete le scuole in quei quartieri. Ma non umiliateci con le elemosine, non legalizzate il clientelismo e il nepotismo nelle scuole italiane. Non lo meritiamo.

Dei vostri proclami, delle vostre battute, adesso, ci siamo un pò rotti le scatole. Limitatevi a fare piccole cose, sensate, essenziali. Non facciamo finta che l’evasione fiscale sia dovuta agli scontrini non emessi, per esempio, lei lo sa benissimo dove dovrebbe andare la finanza, ma non ce la manda e non ce la manderà, non si sputa nel piatto dove si mangia, neppure se si è importanti come lei.

Ma soprattutto, non racconti bugie: non dica che l’articolo diciotto impedisce alle imprese di investire in Italia: ad impedire gli investimenti sono la mafia, la camorra, la ‘ndrangheta, la corruzione, la disonestà dei politici, alcuni dei quali, pregiudicati, lei ha confermato ai loro posti. Non scarichi le colpe sugli operai che, insieme ai dipendenti pubblici e agli agricoltori, di questo paese sono la spina dorsale, l’anima, i mattoni su cui l’Italia è cresciuta dalle macerie, il sangue versato per permetterle di risollevarsi. E’ indegno quello che lei sta facendo e dicendo, offensivo, vergognoso.

Lei non è stato eletto, non ci rappresenta, non ha titoli per essere arrogante e offensivo come lei e alcuni dei suoi collaboratori sono stati in questi giorni. Dovrebbe mettersi al servizio del paese, non continuare l’opera di distruzione del tessuto sociale e dello stato sociale avviata da Berlusconi. Reagan e la scuola di Chicago hanno fallito, rassegnatevi, il capitalismo è schifoso, disumano e ingiusto come il socialismo reale, ammetterlo sarebbe già un buon punto di partenza.

Il cambiamento, la speranza per questo paese non arriverà da lei né da quelli come lei,  ma proprio da quei giovani che volete umiliare, relegare alla bassa manovalanza, mandare via da questo paese. Voi lo sapete. perché avete studiato, e il solo pensiero che le cose possano davvero cambiare, vi terrorizza. Se pensate di poter risolvere tutto con le manganellate, vi sbagliate di grosso. I giovani sono incoscienti, non hanno paura e questa è la loro forza. Il tempo è dalla loro parte.

Categorie:Attualità

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