A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Le colpe degli altri


In questo paese lo sport nazionale non è più il calcio ma lo scarica barile: qualsiasi cosa succeda, la colpa è sempre di qualcun altro. Siamo ormai diventati un popolo di persone che vedono la pagliuzza negli occhi del prossimo e ignorano la trave nei propri.

Alemanno, in questo senso, ha attuato un impressionante piano di auto difesa preventiva accusando tutto e tutti della gestione fallimentare dell’emergenza neve a Roma e questo quando nessuno lo aveva accusato!

Il fatto gravissimo, che non è stato stigmatizzato a sufficienza dai giornali, che ormai si limitano alla superficie senza più neanche provare a scandagliare la sostanza delle notizie, è l’attacco ingiustificato e violentissimo alla protezione civile. E’ arrivato a rimpiangere la struttura di Bertolaso, sì, quello che ha dato il permesso di costruire un centro sportivo in una zona a rischio alluvione, quello che si faceva aprire una palestra per farsi massaggiare da una brasiliana seminuda, quello che ha fatto quel pò pò di disastro in Sardegna.

Attaccare un funzionario dello Stato durante un’emergenza saltando da un canale televisivo all’altro e aumentando la dose di insulti, è da irresponsabili, rischia di gettare la gente nel panico, di creare il caos. Se poi questo attacco viene lanciato per salvarsi il culo dopo l’ennesima dimostrazione di inettitudine e di arroganza vacua e fascista, il tutto diventa ancora più grave. Abituati ad un presidente del consiglio che sparava a zero contro la magistratura questo scontro istituzionale ci sembra poca cosa ma tale non è. MI chiedo cosa avrebbe fatto il fascista Alemanno se avesse subito gli attacchi ingiustificati e vigliacchi che ha subito Marta Vincenzi a Genova dopo l’alluvione. Avrebbe chiamato la milizia?

Il presidente Monti scarica la responsabilità della crisi sull’articolo diciotto, lo fa naturalmente in malafede perché è perfettamente consapevole che le colpe della crisi sono dei potentati economici che lo sponsorizzano e che l’abolizione dell’articolo diciotto è solo un pretesto, la testa di ponte per scardinare i diritti dei lavoratori.

L’articolo diciotto tutela le persone, è il prolungamento legale delle conquiste sindacali. Il problema è che quelli come Monti ragionano in termini di soldi, denaro, numeri, non persone. A lui dei quarantenni licenziati, dei precari che vivono in bilico, dei giovani senza prospettive non importa nulla. Stesse almeno zitto e stesse almeno zitta la Fornero. “Lo scopo dello stato non è assicurare il posto fisso ai giovani” ha detto oggi. Allora che cazzo ci state a fare lì? Se l’Italia è una repubblica fondata sul lavoro e voi il lavoro non lo garantite, cosa ci state a fare?

Ma, a monte, la colpa di tutto questo è nostra, di ognuno di noi, del nostro disamore per la politica, del crollo dei valori di cui siamo partecipi, del consumismo dissennato di cui siamo attori, del nostro confondere la comodità con la sicurezza, della nostra paura di rischiare, di cambiare. Per tre volte gli italiani hanno votato Berlusconi, il volto stesso della corruzione, della sete di potere, del clientelismo, dell’azzeramento della politica intesa come bene pubblico. Per tre volte ha ottenuto la maggioranza e siamo dovuti arrivare a raschiare il fondo del barile per ottenere una dittatura soft guidata da un arrogante professore che non si accorge di essere troppo vecchio per i tempi che stiamo vivendo e pensa di trattare il popolo come probabilmente trattava i suoi studenti.

La colpa è anche nostra, di noi che siamo stati sempre dall’altra parte della barricata, che ci siamo prima aggrappati a un’ideologia quando già eravamo consapevoli che sarebbe crollata, e dopo non abbiamo saputo chiedere di più agli eredi di quella ideologia, non abbiamo saputo pretendere quello che ci spettava di diritto perché noi, noi credevamo.

La colpa è anche nostra, dopo essere scesi in piazza per tutti e contro tutto adesso non ne abbiamo più voglia, deleghiamo il compito a una gioventù straniata, sfasata, senza punti di riferimento, senza neanche un canzone che la rappresenti. Non siamo riusciti a dare ai nostri ragazzi neanche una canzone.

Invece  scarichiamo la responsabilità sul potere, pontifichiamo come sto facendo adesso, ironizziamo con grande acume, odiamo quelli che sono passati dall’altra parte (tanti, troppi) siamo auto indulgenti verso le nostre sconfitte. E’ quando si smette di cercare le ragioni di una sconfitta, che si perde veramente.

Io credo che si debba cercare di costruire qualcosa di nuovo, non una terza via, qualcosa di veramente nuovo, che non si costruisce certo dando l’autorizzazione ai neo nazisti di Forza nuova di manifestare, ennesima minchiata dei Cinque stelle, ormai isole nella tempesta, finiti molto prima del previsto, ma si costruisce giorno per giorno, creando una rete tra le forze sane del paese, le persone oneste, pulite, quelle che hanno idee che mirano al bene comune e non solo al proprio, quelle che ancora non si arrendono. Penso che in questo momento ci siano solo due persone in Italia che hanno l’autorità morale per dare vita a questa cosa nuova: Gino Strada e Roberto Saviano. Penso che sia arrivato il momento che loro, che tanto hanno fatto, facciano di più, si sporchino le mani per noi, con noi. Io sono convinto che a seguirli saremmo in molti.

Categorie:Attualità

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