A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Non è una cosa seria (Prove tecniche di fascismo)


Su un punto concordo con Walter Veltroni: il problema è il giudizio su Monti. Su tutto il resto di quello che ha detto, non solo sono in totale disaccordo ma trovo vergognoso e indegno che l’ex segretario degli eredi del partito comunista italiano, cioè della forza politica che in teoria dovrebbe essere il punto di riferimento delle classi sociali più basse, parli dell’articolo 18 come di un totem da abbattere e si schieri apertamente dalla parte di chi è per la deregulation, che già tanti danni fece in Inghilterra e Stati Uniti, lasciando senza lavoro centinaia di migliaia di persone.

Che Veltroni sia d’accordo con l’inguardabile, inascoltabile, abominevole, spregevole Ferrara è veramente intollerabile. Dopo aver portato il maggior partito della sinistra ai minimi storici con il suo buonismo scuotistico, e la sua assenza totale di visione politica, adesso evidentemente intende completare l’opera. Già considero insensata e incomprensibile la fiducia incondizionata di Bersani a questo governo, figuriamoci la proposta di arruolare Monti come premier della sinistra!

L’uscita di Veltroni è l’ennesima testimonianza che la politica nel nostro paese è ormai stata azzerata, non è più una cosa seria, qualcosa su cui riflettere, qualcosa di cui appassionarsi, per cui incazzarsi  e gioire, è ormai uno squallido teatrino in cui attori sfiatati che hanno perso la grande occasione continuano a recitare lo stesso triste, vuoto, inutile monologo. Che Veltroni non capisca un cazzo dell’attuale situazione politica e non abbia le idee chiare su cosa sia un partito di sinistra, non mi stupisce, mi stupisce invece che la sequela di stupidaggini che ha detto abbia dato vita a un acceso dibattito tra chi è a favore e chi contro le sue tesi. Perché, onestamente, forse per carenze intellettuali o forse perché sono ingenuo, non capisco come una persona che si dichiari di sinistra possa apprezzare l’operato di Monti.

Tolti quei provvedimenti necessari e iniqui per fare qualche passo indietro dall’orlo del baratro, che possono essere comprensibili, anche se non apprezzabili, questo governo non solo è di destra, ma mostra una pericolosa tendenza autoritaria. Ancora ieri, il premier ha detto che la riforma sul lavoro si farà con o senza l’accordo dei sindacati. Dichiarazioni roboanti, da caudillo, ci confortano altre dichiarazioni roboanti che hanno finito  per partorire topolini, come la riforma delle professioni, la cancellazione degli albi, ecc.ecc.

Trovo per altro stucchevoli i raid della finanza di questi giorni: operazioni di facciata, populismo della peggior specie, che tocca l’apparenza ma non arriva alla sostanza. Trovo invece inquietante il modo in cui è stata effettuata l’operazione di polizia riguardo i disordini in Val di Susa: gradirei che in questo mondo si andassero a prendere i camorristi e i mafiosi invece delle persone che reclamano il diritto di non vedere violata la propria terra.

Quanto all’articolo diciotto, un questionario di Confindustria presso i suoi iscritti, dimostra che si tratta di un falso problema: nessuno di quelli che hanno compilato il questionario ha affermato di non assumere per colpa dell’articolo diciotto: i problemi sono i fidi non concessi dalle banche, il ristagno dell’economia, la concorrenza, ecc.

Evidentemente, che lo  sviluppo e il rilancio dell’economia siano legati alla cancellazione di un diritto sacrosanto, lo pensano solo Ferrara, Veltroni e Monti. Evidentemente costoro giudicano l’osceno comportamento di Marchionne che viola i diritti sindacali di cinquecento lavoratori meritevole di plauso. Si informino di come le proposte di Marchionne sono state accolte dai sindacati americani.

L’uscita odierna della Marcegaglia, volgare e idiota, non solo è un’offesa al sindacato italiano ma finalmente getta la maschera sullo spettacolo a cui stiamo assistendo: questa è lotta di classe, borghesi contro proletari, padroni contro lavoratori, banchieri contro tutti, solo Veltroni non l’ha capito. Mi auguro che il sindacato non accetti questa provocazione e prepari una risposta forte e chiara a questa manovra che ha l’unico scopo di delegittimarlo. Monti non solo è di destra, il suo atteggiamento in questo caso non si può definire altro che fascista. Quanto alla Marcegaglia, che parla di ladri difesi dal sindacato, bene ha fatto Di Pietro a ricordarle di guardare in casa propria.

Dal fascismo soft di Berlusconi siamo passati al fascismo tout court, con insulti ai lavoratori come contorno. Questo accade grazie a una classe politica di ladri, inetti e incapaci che cercano disperatamente e penosamente di salvare il salvabile saltando maldestramente sul carro del vincitore attuale. Sarebbe doveroso e opportuno un intervento del presidente Napolitano: si è preso la responsabilità di dare a Monti la presidenza del consiglio, difenda adesso l’onorabilità dei sindacati e dei lavoratori italiani. O anche lui ha dimenticato in quale partito ha militato?

Categorie:Attualità

Tag:, , , , , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...