A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

L’anello debole della catena


Il ministro Profumo ha detto che la scuola media italiana è l’anello debole della catena. Potrei facilmente confutare questa affermazione, ma il tedio che mi assale quando sento le dichiarazioni estemporanee, approssimative e spesso completamente prive di fondamento di chi avrebbe in teoria l’onere di guidare la scuola italiana verso il rinnovamento mi induce invece ad essere conciso e schematico, così che anche il lettore profano, non saranno solo colleghi i lettori di questo blog, spero!, possa prendere coscienza di quanto la scuola sia veramente l’ultima ruota del carro della politica italiana.

Descriviamo schematicamente le “innovazioni” che la scuola secondaria di primo grado, ex scuola media, ha subito negli ultimi dieci anni:

1) Riforma Moratti, balletto delle ore settimanali: 33, 32, 30, 31, anarchia completa e applicazione dell’autonomia da parte dei singoli istituti. Enorme confusione. Inserimento di una materia obbligatoria in più, seconda lingua straniera, con riduzione delle ore di Ed. tecnica. Benefici: zero.

2) Cattedre a diciotto ore: senza gli insegnanti di lettere che avevano un orario di quindici ore settimanali e mettevano le restanti tre a disposizione, è diventato impossibile sostituire un insegnante assente per malattia e le classi vanno divise con disagio per tutti, specie se gli insegnanti assenti sono due o tre. Inoltre, laboratori per il contenimento del disagio e altre attività, che potevano essere allestite a costo zero sfruttando quelle ore, adesso gravano sul fondo d’Istituto. Benefici: zero. Danni: notevoli.

3) Cancellazione del tempo prolungato, diminuzione drastica degli insegnanti di sostegno, impossibilità di fare compresenze. Gli alunni così detti “caratteriali”, quelli che dopo i disabili avrebbero più bisogno di sostegno, non lo ottengono più. Benefici: meno di zero. Danni: enormi, soprattutto per i ragazzi.

4) Aumento del coefficiente del numero di alunni per classi con deroghe anche in presenza di due o più alunni disabili. Stiamo parlando di preadolescenti e adolescenti, cioè ragazzi in fase di cambiamenti radicali dal punto di vista fisico e psicologico, difficilissimi da controllare quando sono in gruppo, imprevedibili, in grado di fare qualsiasi cosa. La responsabilità degli insegnanti aumenta esponenzialmente per ogni alunno in più nella classe, la paga no. Benefici: nessuno. Danni: enormi.

5) Riduzione progressiva dei fondi d’istituto. Comporta l’impossibilità materiale di allestire corsi di recupero, sostegno, sportelli psicologici, attività per il contenimento del disagio, ecc. Manca la carta igienica, manca la carta per fotocopie, mancano penne, matite materiale di cancelleria. Benefici: nessuno. Danni: enormi per i ragazzi.

Queste sono solo cinque “innovazioni” cadute sulle spalle mie e dei miei colleghi in tutta Italia. Provvedimenti che solo chi non ha mai insegnato in una scuola e non possiede neanche cognizioni rudimentali di psicologia dell’età evolutiva poteva prendere. Adesso ci tocca anche sentirci dire che siamo l’anello debole della catena. Non aggiungo altro,questa volta. Ricordo che, per legge, siamo l’unica categoria che non può criticare l’amministrazione. Quindi taccio. Non per viltà ma per decenza.

Categorie:Storie di ordinaria follia

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