A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

La cattiva politica


L’uomo è zoòn politikòn, diceva Aristotele, un animale politico, nato per relazionarsi agli altri. Di conseguenza la politica dovrebbe essere arte somma che permette ai migliori tra gli uomini di mettere al servizio della comunità le proprie doti di “animali politici” appunto. Chissà cosa penserebbe il grande filosofo della politica italiana e dei politici italiani di oggi. Chissà cosa penserebbe dell’ennesima norma di questo governo,quella sul pareggio di bilancio, che mette ancora una volta i numeri al primo posto, nel nome di una concezione finanziaria della politica che vede come unica virtù l’accumulo del capitale nelle mani di pochi per il benessere di pochissimi.

Intendiamoci, il pareggio di bilancio è cosa buona e giusta, ma basta un rialzo dei tassi d’interesse, magari per l’ennesima guerra balorda dichiarata perché Germania, Francia e Inghilterra possano vendere le loro bombe, perché salti il pareggio di bilancio e a pagare siano sempre i soliti, i lavoratori dipendenti, gli statali, quelli che pagano sempre, tutto. E’ la farfalla a Bangkok che provoca un’esplosione atomica in Russia, l’ineffabile legge del caos che in Italia, però, ha sempre un bersaglio preciso.

Il presidente Monti ha scoperto che in Italia gli investimenti sono frenati dalla corruzione. Ma come? Non ci ha raccontato fino a ieri, insieme alla lacrimante Fornero, che la colpa era dell’articolo diciotto? Bisogna forse pensare che la sottile arte della menzogna sia appannaggio anche dei tecnici, così lontani dalla asfissiante delle paludi della politica, così dignitosi, grigi, razionali, così spietati nel cancellare con un tratto di penna lavoratori, famiglie, futuro?

Forse scoprirà tra qualche tempo che non esiste futuro senza un rilancio dell’Istruzione, rilancio che non passa per la meritocrazia di alunni e professori, per la cancellazione delle bocciature, per nuovi e astrusi meccanismi di selezione dei migliori, gli Ottimati, i predestinati al potere. No, il rilancio passa attraverso finanziamenti alla scuola pubblica che permettano di recuperare i più deboli, quelli senza sostegno, i caratteriali, gli sfigati, quelli con famiglie disastrate. Toglierli dalla strada, dare loro un’opportunità, regalargli una speranza di futuro, una possibilità di lavoro, questo dovrebbe fare una scuola che funziona. Togliergli agli spacciatori, alle mafie, al crimine, alla miseria. Gli altri, gli Ottimati, andranno comunque avanti, chi per proprie capacità, chi per il proprio censo, chi per le raccomandazioni. Non è certo massacrando sadicamente i nuovi aspiranti dirigenti che si riformerà la scuola, né promettendo e rimangiandosi la chimera del concorso pubblico, né inventando i tfa ennesimo specchietto per le allodole- precari. Precario: parola cara a questo governo che si è assunto il compito di precarizzare la vita degli italiani.

Monti fa cattiva politica, anzi, Monti è la morte della politica. Con lui hanno fatto e continuano a fare cattiva politica, uccidono la politica, Berlusconi, D’Alema, Vendola,e compagnia cantante. Senza etica non esiste politica, senza un codice morale condiviso non esiste relazione, comunicazione, contatto. Questa politica, ma è solo finanza, chiamiamola col proprio nome, non si occupa di uomini e relazioni tra uomini ma di numeri e relazioni tra numeri. Cancella e cancellando uccide, perché le vittime reali di questa cattiva politica cominciano ad essere troppe.

E’ cattiva politica cementificare un paese invidiato in tutto il mondo per la bellezza dei suoi paesaggi naturali e questo governo, con una piccola, oscura norma, ha dato il via libera alla cementificazione selvaggia. E’ cattiva politica fare una norma sulla corruzione e mantenere la legge sulla prescrizione voluta da un pregiudicato al solo scopo di salvare la pelle. E’ cattiva politica non investire il bottino dei ladri per abbassare le tasse agli onesti. E’ cattiva, spregevole politica autorizzare le imprese a ricattare i lavoratori, a privarli della rappresentanza sindacale, a licenziarli quando fa comodo. E’ pessima politica pensare che l’istruzione passi dall’inserire la lingua inglese come lingua ufficiale in una università. Forse il rettore è ignaro che i manager canadesi per aprire la loro mente studiano greco, latino e Dante, si proprio il sommo poeta che dopo essere stato oltraggiato da Benigni deve subire anche questa: la sua bella lingua ritenuta indegna del sapere universitario. E’ orrende politica non attuare un solo provvedimento per contrastare la criminalità organizzata che spadroneggia ormai su tutto il paese. E’ immonda politica non comprendere che la lotta alla criminalità significa anche lotta alla droga che continua, nel silenzio colpevole di giornali e giornalisti sempre più proni, a mietere vittime tra i nostri giovani. A proposito: l’osceno giornalismo italiano, fatto di servi e uomini di scarsissima virtù, è frutto sia della cattiva politica sia dello stato miserando della nostra istruzione. Se il ministro Profumo volesse prendere coscienza della necessità di rilanciare le discipline umanistiche, apra una pagina qualsiasi di un qualsiasi giornale e si renda conto di quello che i giornalisti fanno alla nostra lingua.

Non parlo della Lega: chi mi legge sa quanto odio quel partito. E’ triste segno dei tempi che alcuni esimi commentatori abbiano pianto il triste declino di Bossi, che aveva dato, a loro dire, una sferzata alla politica italiana. Io rimpiango solo una cosa: che non sia finita prima. La lega è responsabile, assieme ai fascisti del miracolato Fini e a Berlusconi, dell’incanaglimento della politica italiana, dello sdoganamento delle istanze razziste e xenofobe, della svalutazione della cultura, dell’involgarimento di un paese che già non era raffinato di suo. Altrettanto responsabile la sinistra, che invece di proseguire sulla propria strada,o almeno su una strada, ha scelto di confrontarsi sullo stesso piano, finendo per perdere tutto.

Non esiste oggi un personaggio politico che possieda, almeno in parte, humanitas e pietas, virgiliane caratteristiche che rendono Enea, padre dell’Italia, un eroe umano, forse troppo umano. Non certo Grillo, iracondo miliardario stizzoso e autocratico che confonde le buone intenzioni con i programmi politici, sempre più simile all’immortale protagonista di Quinto Potere.

Non esiste un personaggio politico ma esistono facce più rassicuranti, più umane, più vere di quelle dei tecnici gerontocrati  al soldo di Goldman e Sachs, nuovo leviatano dei tempi moderni. Mi riferisco a Gino Strada e Roberto Saviano, due uomini veri, due uomini del fare, uomini che soffrono per i mali del mondo, per dirla con Vittorini.

Se dovessi scegliere un leader, una speranza per una nuova politica,etica, umana, vera, è a loro che guarderei, al loro coraggio di rischiare per gli altri, gli sconfitti, i diseredati, quelli senza voce. Prima che senza voce, immersi in un silenzio assordante, non ci si ritrovi tutti noi.

Categorie:Attualità

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