A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Gli altri siamo noi


Cito:

“Sono solo un’osservatrice della questione della moschea di Genova, in quanto moglie del Presidente della Comunità dei musulmani della Liguria, dottor Zahoor Ahmad Zargar. Ho, dunque, assistito al fatto che, raccogliendo per molti anni il denaro delle offerte, i fedeli siano riusciti a comprare un luogo dove, in seguito, erigere una vera moschea (per non usare più i soliti magazzini o garage), ristrutturando un vecchio edificio dismesso. Dopo di che, un architetto italiano ha predisposto un progetto, secondo le regole di questo paese, e l’ha presentato in comune, sempre secondo le vigenti leggi.

Da quel momento, però, sono sorti infiniti problemi: la cittadinanza, capeggiata da alcuni sacerdoti (!) ha espresso parere negativo sulla costruzione di una moschea nel quartiere dell’edificio deteriorato. Negli anni, allora, i musulmani, civilmente, hanno atteso e preso in esame varie altre soluzioni ove spostare tale costruzione, dimostrandosi disponibili a scambiare la loro proprietà con l’uso di un altro sito suggerito dal comune, fino ad arrivare alla proposta comunale di erigerla nella zona denominata Lagaccio. Le discussioni erano state lunghissime, il sito sembrava adatto anche per il degrado evidente dell’area che così sarebbe stata bonificata e abbellita. Ma, in conclusione di mandato, la maggioranza comunale ha fatto retromarcia e ha rimandato alla nuova giunta l’individuazione di un altro sito….”

E’ l’inizio di un civilissima e sdegnatissima lettera che mia moglie ha ricevuto in posta elettronica e mi ha prontamente girato, sapendo quando l’argomento della costruzione della Moschea susciti in me forti reazioni. E’ una storia meschina quella della costruzione della moschea, una storia di pregiudizi, ignoranza, strumentalizzazione politica, bassa propaganda religiosa, che ha visto un quartiere come quello di Cornigliano, che in passato molte volte è sceso in piazza a fianco degli operai e per i diritti di tutti,scendere in piazza contro chi chiedeva solo di usufruire del diritto costituzionale di possedere un luogo di preghiera e un altro quartiere, Granarolo, insorgere contro un progetto che avrebbe portato solo bellezza, civiltà e opportunità. E’ anche una storia di sacerdoti che hanno sbagliato mestiere o ricordano male sia il Vangelo che il Vecchio Testamento. Una storia brutta, una storia tipicamente italiana.

Oggi una mia alunna in classe mi ha chiesto:”Ma perché si dovrebbe impedire la costruzione di un luogo di preghiera?”. E’ sempre confortante scoprire che i ragazzi sono migliori di noi, è sempre piacevole accorgersi che dopo tre anni vengono a conoscenza del fatto che un loro compagno è musulmano e archiviano la notizia dopo dieci secondi, perché non gli importa, perché non è importante.

E’ anche e soprattutto una storia di quanto la politica italiana sia sporca, senza scrupoli, senza etica, immorale. Che il Pd in prossimità di una tornata elettorale faccia in modo, per paura di perdere una manciata di voti, di bloccare la costruzione della moschea, è semplicemente nauseante, non merita un riga di commento in più.

Ora il centro di preghiera dovrebbe sorgere a Cornigliano, a fianco della scuola in cui lavoro da undici anni, dove fa bella mostra di sé un rudere abbandonato e degradato e di nuovo, sugli autobus, nei crocicchi di persone, si torna a sentire aria di mobilitazione contro…contro chi? Contro i fruttivendoli di Cornigliano, tutti islamici, da cui le casalinghe vanno ogni giorno a comprare? Contro Abess, che vende la carne a buon prezzo e dove puoi mangiare un ottimo cous cous o dell’agnello prelibato? Contro ragazzi e ragazze con cui i loro figli scherzano, parlano, giocano e studiano ogni giorno a scuola? E’ a loro che vogliamo togliere il diritto di pregare? Perché? Gli argomenti sono quelli triti e ritriti della propaganda leghista, cioè gli argomenti di una banda di ladri.

Nelle moschee vanno i terroristi? Allora chiudiamo anche le chiese, dove i mafiosi sono di casa e si seppelliscono con tutti gli onori pluriomicidi. Con la differenze che di terroristi nelle moschee italiane non se ne sono mai trovati, di mafiosi nelle chiese c’è pieno ogni domenica.

Da insegnante, da funzionario dello stato, non posso che riconoscermi nella costituzione,  che sancisce la libertà religiosa, da cristiano e cattolico praticante e osservante non posso che pensare che pregare Dio, comunque lo si chiami, debba essere un diritto indissolubile in qualsiasi paese che si definisca civile. Io spero che la nuova giunta autorizzi la costruzione del centro di preghiera e che questo possa diventare un luogo di confronto e un’occasione di arricchimento per tutto il quartiere. Spero di non rivedere i cortei che ho visto anni fa e di non sentirmi fare le stesse domande di allora. Nel mondo di oggi è assurdo parlare di “noi” e di “loro”, di  noi e degli altri, o si capisce che gli altri siamo noi, oppure continueremo a farci irretire da cialtroni da due soldi che ci ruberanno il presente e ruberanno il futuro ai nostri figli con il nostro tacito consenso.

I ragazzi, con la loro bellezza interiore, con la loro mente libera da pregiudizi e condizionamenti, tutto questo l’hanno capito. Ed è già molto.

Categorie:Attualità

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