A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Perché è giusto che a scuola si bocci


Con il culto per le questioni inutili che caratterizza il nostro paese e, in particolare, la politica nel nostro paese, si è aperto recentemente un dibattito sulla possibilità di eliminare le bocciature dal nostro sistema scolastico.

La bocciatura, secondo i soliti sociologi e psicologi che non hanno la minima idea di cosa significhi entrare in un’aula scolastica oggi, abbasserebbe l’autostima dei ragazzi limitando la loro crescita. In realtà il discorso è molto più semplice e triviale, di una trivialità tanto più irritante in quanto va a colpire proprio i ragazzi: le bocciature costano, lo stato vuole continuare a tagliare sulla scuola, non potendolo fare direttamente, medita di farlo indirettamente.

Ovviamente l’eliminazione della bocciatura richiede un’alternativa e quella proposta dai soloni di cui sopra e avallata in parte da qualche politico di destra e sinistra (la stupidità è trasversale) è quanto di più razzista e classista si sia sentito negli ultimi anni e sì che ne abbiamo sentite.

In pratica, l’alunno con debiti scolastici arriverebbe all’esame portando solo le materie in cui ha raggiunto la sufficienza ma le insufficienze accumulate gli precluderebbero l’accesso a determinati ordini di scuola.

Confrontata a questa porcheria, la bocciatura è un esempio di democrazia: all’alunno che perso un anno si dà la possibilità di recuperare e di scegliere poi l’indirizzo che più gli aggrada. Non sono rari i casi di ragazzi che zoppicano alle medie e  alle superiori hanno un percorso scolastico soddisfacente anche in ordini di scuola impegnativi come i licei. Perché tarpargli le ali in partenza?

Intendiamoci: io non sono un paladino delle bocciature e ho sempre, tranne rarissimi casi, bocciato a malincuore, con molti scrupoli e a volte qualche notte insonne. Tuttavia ritengo necessario questo istituto per vari motivi. 

Prima di tutto, i ragazzi hanno paura di essere bocciati e su alcuni di loro la minaccia di una ripetizione dell’anno scolastico ha effetti taumaturgici, specie nel secondo quadrimestre. In secondo luogo, il sostegno non viene più dato ai ragazzi turbolenti, caratteriali o come diavolo volete voi. Si può dibattere per mesi sull’utilità della bocciatura per questi ragazzi ( io la ritengo inutile, ad esempio) tuttavia a volte è necessario porre dei limiti. Senza un deterrente, uno spauracchio da agitargli davanti, i più smaliziati tra questi poveri ragazzi diventerebbero ingestibili e pericolosi per sé e per gli altri. Bisogna sempre tenere conto che non ci sono risorse per attuare laboratori, corsi di recupero, ecc. In terzo luogo, alcuni ragazzi hanno oggettivamente bisogno di un anno ulteriore per maturare e poter affrontare la scuola superiore con una organizzazione mentale migliore.

La scuola italiana ha bisogno di un riforma seria, strutturata, che ripari i danni provocati dalle politiche degli ultimi anni. Gli insegnanti, dalle scuole materne all’università, devono essere messi in condizione di lavorare al meglio e le scuole pubbliche devono avere tutte le stesse dotazioni. E’ impensabile che alcune scuole medie del milanese abbiamo una Lavagna multimediale per classe e in alcune scuole medie liguri manchino computer, dotazioni scolastiche, carta igienica, ecc. Non parlo di scuole sperimentali, per carità di patria, ma di scuole pubbliche, statali, con lo stesso ordinamento. Una simile disparità può essere giustificata con l’autonomia o con la maggiore o minore capacità dei dirigenti di raccattare fondi? Non credo proprio. In undici anni di insegnamento ho la fortuna di aver lavorato con ottimi dirigenti, capaci sotto ogni punto di vista, responsabili e attenti alle esigenze della scuola, eppure la carta igienica continua a latitare e i computer non vanno. Invece di pensare alle bocciature, perché la politica non pensa alla scuola in toto? Invece di voler inserire un criterio meritocratico chiaramente classista perché non si inseriscono meccanismi premianti per alunni e docenti che non scatenino una guerra tra poveri ma una sana emulazione e voglia di fare? Arriverà mai un ministro che per affrontare i problemi della scuola non parta dalla coda ma dalla testa? Ci sarà mai in Italia una politica capace di capire che sull’istruzione si gioca il futuro del paese e genitori che comprendano che un libro  vale molto di più per i loro figli di quattro calci a un pallone o una comparsata in tv?

Personalmente non credo. Se a dominare la politica è la finanza, come accade oggi, la scuola o si trasforma in un ottimo affare, cosa che non accadrà mai, oppure va destrutturata, deprivata, messa in disparte come una macchia sul tappeto ormai indelebile ma che si può nascondere. Vuoto morale ed etico significa anche questo: non bocciare un ragazzo per chiudergli alcune porte e obbligarlo ad aprirne altre. Tutto questo per risparmiare due lire, mentre il nostro ex presidente del consiglio organizzava a nostre spese gare di burlesque.

Personalmente, penso che viviamo in uno schifo di mondo.

Categorie:Attualità

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