A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

La commedia dell’arte


Leggo, senza neanche stupirmi troppo, la notizia che per impedire l’aumento dell’Iva verranno effettuati tagli alle scuole e ai tribunali. Naturalmente non è previsto nessun intervento sensato di riduzione delle spese quali, ad esempio, la riduzione dei finanziamenti alle scuole private o l’installazione di pannelli solari in tutte le scuole del regno, l’informatizzazione dei registri con un risparmio enorme di carta anche a vantaggio dell’ambiente. No, vogliono tagliare beni e servizi, visto che (dicono) il 90% delle spese della scuola è costituito dagli stipendi e, per ora, è impossibile tagliare ulteriori cattedre. E’ commedia dell’arte allo stato puro, ma mentre gli attori dei tempi andati erano geniali ed eversivi e hanno ispirato un Molière, questi sono guitti da due soldi, al soldo del potere.

Nella mia scuola il personale Ata è insufficiente, con gravi ricadute sulla sicurezza, abbiamo già chiesto ai genitori di portarci carta igienica, sapone, ecc. perché non ce n’era più, manca il materiale di cancelleria, parlare di dotazioni informatiche è semplicemente ridicolo. Da anni chiediamo un videocitofono per non costringere i collaboratori scolastici a correre sulle scale per aprire la porta e ci rispondono che tale dotazione non è prevista. Mi chiedo cosa possano tagliare ancora: ci costringeranno a far lezione in piedi? Dovremo anche dare una spazzatina alla scuola mentre facciamo lezione? Diremo ai ragazzi di munirsi di torce elettriche in inverno per non usare la luce? Invece dei pc useremo pallottolieri e ombre cinesi? I piccoli delle elementari non faranno più mensa ma merenda al sacco?

E per quanto riguarda i tribunali, dove taglieranno? Sulle fotocopie che non possono fare? Toglieranno i microfoni dalle aule?

E’ singolare che un governo di tecnici parli di tagli invece che di razionalizzazioni. Anche per quanto riguarda i tribunali, una riduzione delle lungaggini burocratiche e soprattutto l’informatizzazione totale degli atti, permetterebbe probabilmente di risparmiare nel tempo molto più di quanto si pensa di risparmiare oggi. Viene da pensare male,  anche alla luce dei tagli annunciati ai telegiornali: minimi per il Tg1 , in calo vertiginoso di ascolti, massimi per il Tg3, che ha a disposizione un budget molto minore. Viene da pensare che il tentativo di progressiva privatizzazione della scuola pubblica stia cominciando a prendere corpo, impedendo che la scuola funzioni  e proponendo soluzioni privatistiche perché la scuola funzioni ( ricordo la proposta di creare dei consigli d’amministrazione nelle scuole), che la destabilizzazione del sistema giudiziario continui senza ritegno impedendo ai magistrati di fare il proprio lavoro per poi accusarli di non fare il proprio lavoro, che il controllo dell’informazione da parte del potere continui. Alla fine dei conti, i tecnici stanno mettendo la propria intelligenza al servizio del potere, si stanno dedicando con dedizione al rafforzamento dello status quo, alla cancellazione progressiva di molti diritti costituzionali, a tacitare qualunque voce contraria.

La Fornero che parla agli operai come se fossero bambini delle elementari è lo specchio della grande borghesia al potere, della totale mancanza di rispetto da parte delle istituzioni verso coloro che sono chiamati a tutelare, del tradimento del mandato politico di operare per il bene di tutti. Quando Grillo, che a me sta antipatico in questa nuova veste di predicatore, ricorda a Napolitano che non è stato eletto e che, con un colpo di mano, ha messo al potere un governo di non eletti, ha perfettamente ragione. Viviamo in uno stato di democrazia sospesa e il consenso di cui il governo sembra godere, apparentemente incomprensibile, è dettato solo dalla paura e dall’abitudine innata negli italiani di delegare ad altri il compito di svolgere il lavoro sporco per poi poterlo contestare. Perché il nostro è un popolo irresponsabile, immaturo, meschino, fondamentalmente disonesto e totalmente privo di senso dello stato.

Che una politica talmente spostata a destra, talmente votata agli interessi del grande capitale incontri i favori di buona parte della sinistra, che Bersani non mostri neppure il minimo pudore nel rivendicare una inesistente eredità partigiana del suo partito attaccando Grillo, dimostra lo stato di latrina in cui si trova la politica nel nostro paese.

Grillo non è anti politica, è politica becera, che parla alla pancia, ma è anche politica onesta di tante persone di buona volontà e di proposte intelligenti. Grillo l’hanno creato i partiti, con la loro incapacità di ascoltare i bisogni della gente, la loro distanza dalla vita vissuta, la loro meschina tutela di privilegi medioevali. O si attua alla svelta un ricambio della classe dirigente, o si cambia  per davvero, oppure per l’Italia, tra derive populiste e fascismo mascherato da rigore, il futuro sarà sempre più cupo.

Categorie:Attualità

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