A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Macelleria tecnica


Che la notizia arrivi il primo maggio aggiunge solo un che di ironia grottesca e beffarda. Che i quotidiani non vi diano particolare risalto, è comprensibile, alla luce della crassa ignoranza di molti giornalisti e dell’atteggiamento servile della stampa nei confronti del governo. Sto parlando del piccolo provvedimento riguardante i tagli alle amministrazioni pubbliche che, per quanto concerne la scuola, aumenta il rapporto tra alunni e docenti.

Per i profani, significa tagliare classi, significa che molti colleghi precari l’anno prossimo non lavoreranno, significa rendere il lavoro di maestre e professori delle medie ancora più difficile, ai limiti dell’impossibile, significa violare ogni norma di sicurezza nelle scuole, significa rendere ancora più difficoltoso il percorso scolastico per gli alunni disabili e i ragazzi più deboli.

Solo degli incompetenti possono pensare che oggi sia possibile fare scuola in classi con 27, 28 alunni. I problemi dei ragazzi e delle famiglie si sono aggravati, sono aumentati e si sono diversificati, la tensione sociale è alle stelle e colpisce anche le famiglie, quindi anche i ragazzi. Chiunque abbia messo piede in un’aula scolastica sa che sono sufficienti tre, quattro ragazzi “problematici” a mette a soqquadro una classe, ormai navighiamo con una media di sei, sette alunni di questo tipo per classe, ovviamente senza insegnanti di sostegno, media destinata ad aumentare se aumenterà ulteriormente il numero di alunni.

Da un lato Monti sconfessa l’operato di Berlusconi affermando che togliere l’Ici è stato un grave errore (grazie, non ce n’eravamo accorti), dall’altro si comporta esattamente allo stesso modo, solo che, essendo tecnico e sapendo di latinorum, lui i tagli li maschera, li rende indiretti, ma colpisce direttamente le migliaia di precari che resteranno senza lavoro direttamente.

A questo punto è chiaro che i governi, da anni, stanno erodendo norma dopo norma, provvedimento dopo provvedimento, la legge costituzionale che regola il diritto allo studio. Aumentare ulteriormente il numero di alunni per classe, significa danneggiare tutti: alunni meritevoli e problematici. Significa che gli insegnanti non avranno la possibilità di colmare le lacune, di permettere a chi è indietro di mettersi al passo, significa, come accade da qualche anno a questa parte, avere classi divise a metà: i bravi e quelli meno bravi, senza più quella fascia intermedia che era necessaria per dare un modello di emulazione praticabile a chi aveva più difficoltà. Aumentare il numero di alunni per classe significa indebolire la scuola, fornire meno istruzione, aumentare criticità e problemi.

A questo punto è chiaro che il modello che hanno in testa è quello americano: una scuola dell’obbligo mantenuta per salvare le apparenze con docenti impossibilitati a svolgere bene il proprio lavoro e destinati a raccogliere sulla propria testa gli strali dell’opinione pubblica, dei colleghi delle superiori e dei vari ministri, forse tacitati con l’elemosina del merito e una scuola superiore che deve tornare a funzionare come un tempo: professionali e tecnici per i poveri, licei per la classe dirigente. Bello schifo.

Mentre Monti prende le distanze da Berlusconi, l’ineffabile Profumo è invece in linea con la Gelmini: dichiarazioni inconsistenti e approssimative, nessun piano organico a lungo termine di riforma dell’Istruzione, silenzio sui tagli.Cambiata l’orchestra, la musica è sempre la stessa.

La litania sul grave momento che l’Italia sta vivendo, sulla necessità di essere tutti proni e responsabili indurrà i sindacati (tutti, anche quelli che fanno finta e si sentono i salvatori della patria) a non fare nulla e questi tagli passeranno senza colpo ferire. Scommetto che anche l’inutile Bersani, che due giorni fa ha fatto finta di essere il leader della sinistra dicendo che non avrebbe accettato tagli sulla scuola, accetterà questa nuova ondata di macelleria. 

Per l’ennesima volta, le colpe dei padri ( quelli che hanno votato Berlusconi, quelli che non hanno votato, quelli che tanto sono tutti uguali, quelli che…) ricadranno sui figli. E torneremo a sentir dire che la scuola media è l’anello debole della catena. Ma che vadano tutti a…

Categorie:Attualità

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