A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

La scuola che non vogliamo


La scuola che diventa una gara dove solo le performances migliori vengono premiate, una scuola che formi i migliori e li spinga ad una competizione continua per ottenere una manciata di bonus e il miraggio di un posto di lavoro, una scuola dove chi parte avvantaggiato per censo, possibilità, condizioni famigliari, arriverà sempre primo, è questo il futuro che si annuncia alla luce del “pacchetto merito” annunciato dal ministro Profumo. Una proposta che, da insegnante e da sindacalista, considero aberrante, classista, contraria a qualunque istanza formativa, una proposta che azzera anni di pedagogia e di sforzi quotidiani da parte degli insegnanti italiani delle scuole di ogni ordine e grado per ottemperare a quel dettato della costituzione che afferma che tutti devono avere le stesse possibilità formative.

Trovo avvilente, umiliante  e meschino il premio di studente dell’anno, una carnevalesca trovata fascista che riporta la scuola indietro di cinquant’anni. Forse il ministro Profumo non sa che il problema della scuola non sono le eccellenze, quelle vanno comunque avanti, diventeranno in ogni caso, buoni o cattivi maestri che incontrino sulla loro strada, ottimi cervelli, spesso rifiutati dal loro paese e costretti a offrire le loro potenzialità agli stranieri. Il problema della scuola sono i ragazzi figli di famiglie che stentano ad arrivare a fine mese o non ci arrivano affatto, i figli dei cassintegrati, dei licenziati, gli stranieri, quelli che non trovano motivazioni sufficienti per impegnarsi perché vedono amici e parenti laureati che sono disoccupati o fanno i commessi, perché la famiglie sono troppo impegnate a sopravvivere per trovare il tempo di stimolarli allo studio, perché anni di televisione spazzatura non li hanno educati a cercare la bellezza che ci circonda e, soprattutto, a volerla conoscere, amare, capire, quelli che vivono al sud, a Scampia, allo Zen e non conoscono il significato della parola legalità, quelli che sognano di partecipare ad Amici o rimpiangono la fine delle olgettine. Il problema sono i tanti figli del vuoto culturale, morale ed etico che gente come lui e i suoi colleghi ha creato in questi anni. Dio ci scampi dai bravi borghesi!

Una riforma di questo tipo semplicemente darebbe il colpo di grazia finale alla già scarsa autostima di questi ragazzi che non devono imparare a competere ma a capire di possedere dentro potenzialità che vanno valorizzate, aiutate a crescere, sviluppate. Senza contare che le scuole dei quartieri più critici sarebbero tagliate fuori dalla possibilità di ottenere fondi o premi che dir si voglia. D’altronde, dal governo più capitalista che l’Italia abbia mai avuto, non ci si poteva aspettare che un riforma scolastica che ci avvicina agli Stati Uniti, dove la scuola è appannaggio solo di chi se la può permettere.

E’ vergognoso, Ministro Profumo, che in un momento storico come quello attuale, lei se ne esca con questa pagliacciata, la scuola italiana è di tutti e per tutti, è un presidio di democrazia, di libertà, di rispetto della diversità e tale deve restare. Lei vuole trasformarlo in un palcoscenico dove si gioca una partita truccata. Trova dignitoso, mentre il suo governo distrugge l’articolo diciotto, scardinare anche il diritto allo studio? Perché questo lei sta facendo: la costituzione dice che la scuola deve dare a tutti le stesse possibilità, deve far partire tutti alla pari, non indire gare, soprattutto non a partita già iniziata, quando il risultato pende già chiaramente da una parte.

Questo è un esecutivo reazionario e mi chiedo quando gli italiani si sveglieranno. Ci stanno togliendo ogni giorno diritti acquisiti, con la scusa dell’emergenza stanno facendo quello che i loro mentori hanno fatto in Cile, in Russia, nei Paesi dell’Est, nel sud est asiatico. Stanno devastando i diritti sindacali, annullando le opposizioni e creando le prospettive per un autoritarismo morbido, ma non meno liberticida e antidemocratico di una dittatura.

La scuola ha bisogno di insegnanti, materiali, finanziamenti, programmi per il contenimento del disagio, ma la scuola non può funzionare senza un radicale mutamento sociale: va riformata immediatamente la televisione, la Rai deve tornare a fare servizio pubblico, lo Stato deve tornare a promuovere la cultura. Altrimenti tutto sarà inutile e certamente inutile è questa penosa e ridicola iniziativa annunciata dal ministero anche se, non ho dubbi, raccoglierà il plauso di molti.

Consiglio caldamente la lettura di Shock economy di Naomi Klein. Troverete dentro questo libro il nostro presente e il nostro futuro. Se non ci svegliamo prima.

Categorie:Attualità

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