A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Senza un disegno preciso


La scuola è cominciata e, come sempre, il caos impera. Nonostante i proclami trionfali del ministero ci sono numerose cattedre vuote e ogni giorno è necessario smistare classi o inventarsi sostituzioni per colmare l’assenza di insegnanti. Una fastidiosa incombenza che si potrebbe evitare assumendo i precari.

La scuola vive questo paradosso: si comincia ogni anno con cattedre vuote mentre fuori ci sono centinaia di migliaia di precari che non chiedono altro che di lavorare, si tagliano ogni anno cattedre, si aumenta il numero di alunni per classe e non si ha neanche la decenza di mettere gli istituti in condizione di cominciare l’anno regolarmente.

Non parliamo poi degli insegnanti di sostegno: ormai la regola è uno ogni tre alunni con certificazione, se uno degli alunni certificati è grave e necessita di assistenza per tutto il tempo in cui si trova a scuola, pazienza, si sacrificherà il diritto ad avere il sostegno per gli alunni meno gravi. Sostegno che ormai è assegnato col contagocce, con regole talmente assurde da essere ridicole se non ricadessero sulle spalle di ragazzi in difficoltà. Nell’era della globalizzazione, la debolezza non è gradita.

Il diritto allo studio viene sistematicamente, quotidianamente, regolarmente, continuamente limitato o violato nelle scuole italiane. Tutto questo nel silenzio generale. La scuola 2.0 trionfalmente annunciata dal ministro, è l’ultimo sberleffo di una gestione della scuola da parte dello sempre più lontana dalla realtà, sempre più modellata sulla scuola del Mulino bianco, sempre più elitaria e per pochi.

La scuola italiana è per tradizione la scuola della classe dirigente. Il linguaggio, i programmi, la mentalità che la informa non sono molto cambiati nel corso degli anni, la meritocrazia, concetto abominevole in una scuola pubblica che deve limitare le differenze, colmare le distanze e non aumentarle, è sempre rimasta in sottofondo, è sempre stata presente nella testa di molto colleghi. Ovvio che un governo che emanazione diretta del grande capitale, non riesca neppure a concepire che forse, prima dei computer, sarebbe opportuno dotare le scuole di carta igienica, lavagne, materiale di cancelleria, ecc., che forse sarebbe il caso di investire quelle risorse per fornire gratuitamente, almeno nella scuola dell’obbligo, i libri di testo ai ragazzi, in particolare in un momento come questo.

La scuola non è allo sfascio, resiste, ma questo resistere è sbaglio: la scuola dovrebbe essere il fiore all’occhiello di una nazione, un presidio di valori, la culla del concetto di cittadinanza e dei concetti legati ai valori civici. La scuola resiste grazie al lavoro quotidiano di tutti quelli che vi fanno parte.

Naturalmente le responsabilità non sono tutte dei governi: la categoria degli insegnanti non è esente da colpe, così come quella dei dirigenti o degli impiegati, tuttavia, negli ultimi dieci anni, si è assistito a una offensiva senza precedenti da parte di governi di ogni colore che sembrano uniti dall’unico scopo di smantellare un sistema d’istruzione che, con mille difetti e mille problemi, funziona.

Personalmente, alla scuola 2.0 preferirei la scuola punto e basta, un disegno chiaro che guardi al futuro, linee guida,a lunga scadenza, un progetto che indichi la strada per cambiare in meglio. Nulla di tutto questo, neppure dal governo dei tecnici: solo chiacchiere e distintivo, come sempre.

Intanto, sui banchi e fuori, i nostri ragazzi sono sempre più smarriti e spersi, demotivati, apatici, spesso semplicemente sconfitti dalle contingenze. Vittime inconsapevoli di un sistema che mercifica tutto, spietato, incapace di aspettare nella sua folle corsa verso il nulla. E’ solo per loro, i nostri ragazzi, che rimangono un pò nostri sempre dopo che per tre anni li abbiamo visti crescere e nutrire sogni è speranze, è solo per loro che vale la pena alzarsi ancora ogni mattina all’ alba ed entrare in  classe sorridendo. Anche se non c’è proprio nulla da ridere.

P.s. Più di ventimila contatti da quando ho cominciato a scrivere questo blog non sono pochi. Ringrazio tutti quelli che continuano a leggermi nonostante i miei deliri.

Categorie:La scuola

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