A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Profumo di bugie


Ho ancora sotto gli occhi le immagini tremende di quel bambino trascinato a forza da tre poliziotti dentro una macchina, senza rispetto, senza un briciolo di calore umano,senza comprensione. Se ci volesse una immagine simbolo per rappresentare la democrazia al tempo dei tecnici, quella è sicuramente emblematica come emblematica è l’arroganza dell’ispettrice che apostrofa la signora dicendo:” Io sono un pubblico ufficiale, lei non è nessuno”. Probabilmente il pubblico ufficiale non sa che lei è pagata anche dalla signora e che dovrebbe essere al suo servizio.

Se un’immagine può evocare lo sfacelo della scuola è quella del preside, che ordina di vuotare la classe e fa entrare i poliziotti a prendere il bambino, quasi si trattasse di un tremendo latitante e dei colleghi, assenti, invisibili, ignavi. Forse non sanno che noi siamo pubblici ufficiali e abbiamo il sacrosanto diritto di dire a un agente di polizia che no, a scuola non si preleva nessuno, la scuola è dei bambini e dei ragazzi, la scuola è terra franca, se vogliono svolgere il proprio dovere, comprensibile, meno comprensibili, abominevoli i modi con cui l’hanno fatto, lo svolgano fuori.

Perché la scuola è sede di diritto, caro ministro Profumo, è il luogo dove si tramanda il sapere, un luogo sacro anche per i laici, dove si formano i cittadini, gli uomini e le donne di domani, la scuola è un presidio di democrazia, un’isola di uguaglianza e rispetto, di solidarietà e di attenzione, un luogo dove le differenze diventano una ricchezza e un’occasione di crescita, dove tutti, almeno per il breve spazio della scuola dell’obbligo, hanno il sacrosanto diritto di sentirsi uguali e tutelati.

La Sua proposta di innalzamento dell’orario di lavoro è vile, menzognera e ipocrita. Vile perché attacca una categoria impopolare sull’onda del più reiterato e falso dei luoghi comuni: gli insegnanti italiani lavorano meno, menzognera perché questo assunto è smentito dai fatti: come dimostra il recente rapporto della Uil gli insegnanti italiani lavorano più dei colleghi europei e prendono la metà del loro stipendio, eccetto gli inglesi, massacrati a loro tempo dalla politica che il suo governo fascista sta portando avanti. Perché il governo che lei rappresenta è fascista: non parla con i sindacati, non rispetta i patti, va avanti per decreto legge ignorando il parlamento, demolisce i diritti acquisiti. La Sua proposta è ipocrita perché ha semplicemente lo scopo di taqliare ulteriori posti di lavoro passando per vie traverse.

Gli insegnanti hanno lo stipendio bloccato da tre anni, il blocco è stato prolungato per un altro anno e hanno tolto la vacanza contrattuale che per altro non era sufficiente neanche per un pacchetto di sigarette. Vigliaccamente, siete andati a toccare la 104, senza vergogna, avete avuto il coraggio di tagliare lo stipendio a chi, per necessità provate, deve assistere un congiunto. E adesso proponete di aumentare le ore di lavoro a parità di stipendio, mentre il Consiglio di Stato dichiara illegittimi i tagli agli stipendi dei ladri di stato. Fate francamente schifo. Ministro, la pianti con i proclami e faccia quello per cui è pagato da tutti noi: migliori la qualità della scuola oppure tolga il disturbo e torni a fare il rettore per i figli di papà nella sua scuola d’élite. Sono mesi che va avanti a proclami vuoti, non ha saputo neppure organizzare un concorso, o è consigliato male oppure questo non è proprio il suo lavoro.

Chi loda Monti, come Scalfari, dovrebbe vergognarsi: stiamo assistendo allo smantellamento dello stato sociale col plauso di una politica gestita da pagliacci senza dignità e senza idee al cui confronto i nani e ballerine di Craxi erano dei geni. Personalmente, anche alla luce delle immagini di ieri, mi vergogno di essere italiano, mi vergogno di essere governato da questi servi del capitale, mi vergogno di una classe politica che se non è totalmente disonesta è totalmente incapace: in ogni caso, colpevole. Monti è della stessa natura dei Marchionne: un re travicello che guida un paese grazie all’incapacità di chi dovrebbe farlo su mandato popolare.

Quanto alla gente e al credito di cui gode Monti, non posso che essere d’accordo con Pavese: l’Italia è e resterà sempre un paese fascista.

Categorie:La scuola

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