A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Un anno di Monti: cambiare tutto per non cambiare niente.


Un anno fa è stato accolto, da quasi tutti, come il salvatore della patria. Ricordo un articolo sul Fatto quotidiano di una giovane giornalista che parlava di Monti come un fautore della shock economy (citazione da un libro necessario di Naomi Klein): venne subissata di insulti da parte una marea di lettori che citavano le credenziali di Monti e l’accusavano, sostanzialmente, di lesa maestà. Lettori quasi tutti presi da un sacro terrore, come la maggior parte degli italiani in quel periodo.

Poco prima, avevo scritto più o meno le stesse cose in questo spazio: mi spiace di aver azzeccato in pieno le previsioni.

Quest’anno disoccupazione è aumentata e l’inflazione è salita, mentre è sceso drammaticamente il potere d’acquisto delle famiglie. I licenziamenti sono aumentati, una sciaguratissima legge sulla semplificazione, semi sconosciuta ai più, ha dato il la a una nuova ondata di cementificazione con i conseguenti danni alla salute di tutti. Tutti abbiamo un pò meno diritti, la sanità e la scuola non solo non sono migliorate ma rischiano di peggiorare il loro livello che già non era entusiasmante.

A pagare l’abbassamento dello spread sono stati i ceti medio bassi, chi si arricchiva ieri continua ad arricchirsi oggi e chi evadeva le tasse continua a farlo, tranne quei poveri disgraziati incappati in operazioni di parata che si sciolgono come neve al sole.

La legge sulla corruzione è una presa in giro, l’ombra di Berlusconi continua a dettare in qualche modo l’agenda del premier, che gira compiaciuto l’Europa millantando inesistenti successi. Le leggi del governo stanno strozzando la piccola e media impresa,da sempre il volano dell’economia italiana, le banche ingrassano alle nostre spalle e non concedono più crediti né mutui. In compenso, è stato pesantemente colpito lo statuto dei lavoratori e si cerca di fare carta straccia del contratto dei lavoratori statali. Statali che non vedranno rinnovato il contratto fino al 2015, che hanno lo stipendio congelato da tre anni e che si vedono anche togliere quella miseria che va sotto il nome di “vacanza contrattuale” oltre a non veder sbloccati gli scatti d’anzianità.

La legge elettorale non è stata fatta, non è stato fatto nulla contro la criminalità organizzata, non è stato aperta una conferenza di servizio per rinnovare la scuola, non è stato introdotto nessun meccanismo di equità fiscale, la riforma del lavoro favorisce solo gentaglia come Marchionne. Sono diminuiti i servizi sociali, comuni e regioni sono più poveri. I ministri parlano, fanno proclami, li smentiscono, commettono gaffes, insultano i giovani, i lavoratori, i sindacalisti, i docenti, salvano per l’ennesima volta la Chiesa dal pagamento delle tasse. Si fa finta di cambiare tutto per non cambiare nulla, simo in pieno Gattopardo e la stampa, ancora terrorizzata, non fa altro che omaggiare il direttorio, sempre pronta all’inchino davanti ai nuovi padroni.

Però Monti è soddisfatto.

D’altronde, se dopo sette sconfitte di fila, le ultime delle quali ignominiose, Ciro Ferrara resta al suo posto, perché dovrebbe dimettersi lui?

Nel frattempo si prepara un suo secondo mandato. Una sinistra da Vaudeville si contende un inesistente primato, Grillo nuota e sommerge la penisola con il suo turpiloquio ma il suo programma è inesistente, la destra annaspa confusa tra un Berlusconi sempre più ridotto a un triste cartone animato che non fa più ridere nessuno e un Alfano che finge di essere un politico vero. Trovare qualcuno come Monti che faccia il lavoro sporco al loro posto, metta sull’attenti i sindacati e massacri i lavoratori fino a renderli docili è sottomessi, è manna dal cielo per i nostri politicanti da re travicello.

E don Giuseppe Tomasi di Lampedusa si rotola allegri sghignazzando nella tomba.

Categorie:Attualità

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