A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Una questione spinosa


Con un eufemismo si potrebbe definire inopportuno lo stanziamento di 223 milioni di euro alle scuole private, promosso dal Pd subito dopo uno sciopero generale fatto passare, con qualche forzatura, per uno sciopero della scuola pubblica e alla vigilia di uno sciopero unitario per la scuola pubblica. Naturale che il provvedimento scateni polemiche e rinnovi quella guerra tra poveri che cova sempre sotto la cenere nel mondo della scuola.

Perché su questo bisogna intendersi: sono poveri, economicamente, gli insegnanti delle scuole statali ma sono poveri anche quelli delle private, assunti con criteri discutibili, costretti spesso a mansioni che non gli competono, sfruttati fino al limite.

Io non sono tendenzialmente ostile alla scuola privata come concetto, sono ostile alla maggior parte delle scuole private italiane che sono diplomifici, comode sedi di passaggio per figli di papà, macchinette mangiasoldi. Sono anche laicamente ostile a scuole ispirate a un credo religioso, perché parto dal principio che la scuola debba formare e non indottrinare. Dunque, come si può immaginare, il provvedimento in questione mi disgusta non poco anche perché arriva dalla mia area politica  di riferimento.

Quali ragioni hanno spinto il Pd a questa scelta? Penso che la risposta sia abbastanza semplice. Ogni alunno che si iscrive in una scuola privata è un risparmio oggettivo per la scuola pubblica. Quei 223 milioni, in realtà, non vengono sottratti alla scuola pubblica ma ritornano almeno raddoppiati, sotto forma di risorse risparmiate. E’ un discorso di realpolitik  antipatico quanto si vuole, ma incontestabile, dati alla mano. Sarebbe perfino accettabile, in parte,  se non fosse che quel risparmio di risorse, di fatto, non ricade mai sulla scuola pubblica. Due miliardi di euro la scuola ha dato allo stato negli ultimi anni, più di qualsiasi altro settore del paese, due miliardi di euro e le risorse continuano a diminuire.

Dunque, viene da pensare, che il provvedimento sia di natura squisitamente politica: il Pd, non si sa su quali basi, è convinto di vincere le elezioni e vuole ingraziarsi in un colpo solo sia i centristi che la Chiesa, eterno convitato di pietra ai tavoli politici italiani. A farne le spese, ovviamente, i poveri insegnanti della scuola statale e i poveri insegnanti della scuola privata.

Faccio alcune modeste proposte che potrebbero accontentare tutti ed evitare per il futuro guerre tra poveri:

1) Istituire un meccanismo di controllo per il reclutamento dei docenti nelle scuole privare che deve essere effettuato, fatte salve le priorità delle singole istituzioni, tramite concorsi interni o graduatorie, sulla falsariga della scuola pubblica.

2) In caso di passaggio del docente alla scuola pubblica, istituire un esame di ammissione che ne valuti le effettive capacità. Questo dovrebbe valere anche per gli insegnanti di religione che cambiano ambito disciplinare.

3) Istituire dei meccanismi di controllo esterni degli standard di insegnamento nelle scuole private per renderle realmente paritarie.

4) I docenti delle scuole private debbono essere tutelati come quelli delle scuole pubbliche e avere un contratto di lavoro degno di questo nome. Lo stesso discorso vale per il personale ata. Forse qualcuno non lo sa, ma le scuole private sono torri d’avorio dove i sindacati (tutti, anche il mio) non sono i benvenuti.

5) A ogni finanziamento alle scuole private deve corrispondere un finanziamento alle scuole pubbliche almeno del triplo delle risorse. Questo meccanismo va automatizzato proprio per evitare giochi politici sulla pelle di chi nella scuola ci lavora.

Non credo si tratti di provvedimenti fantascientifici né di pretese assurde o demagogiche, ma di proposte ragionevoli e attuabili in tempi brevi. Ci si chiede come non siano venute in mente a chi la politica la fa di mestiere e, ancora di più, ai tecnici, che la politica hanno in grande sprezzo. Forse la risposta è che, purtroppo, a nessuno interessa veramente la scuola, pubblica o privata che sia.

Categorie:La scuola

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