A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Pessime abitudini


Il professor Monti si colloca sulla stessa linea del suo predecessore offendendo i docenti italiani e trattandoli da sfaticati.

Il professor Monti mente quando afferma che i docenti italiani non sono disposti a lavorare nemmeno un paio d’ore in più: il suo governo aveva proposto di lavorare sei ore in più a parità di stipendio, una proposta che suonerebbe offensiva e indecente anche in un paese del terzo mondo. Senza contare che non c’è nessuna necessità di aumentare l’orario di lavoro dei docenti italiani, perfettamente in media con il resto d’Europa. Senza contare che esiste un contratto di lavoro e che l’orario di lavoro è materia contrattuale e non può essere deciso unilateralmente.

Il professor Monti mente ancora, quando afferma che i docenti hanno istigato i ragazzi alla protesta: non c’è ne sarebbe stato bisogno, gli studenti italiani sono molto più svegli e capaci di mobilitarsi di quanto non lo sia la classe docente. Il sottoscritto vent’anni fa, stava dall’altra parte della cattedra, aveva più capelli e più voce per urlare e manifestava contro l’allora rettore della Bocconi e le sue idee, senza istigazioni da parte di nessun docente. Il rettore della Bocconi era il professor Monti.

Il professor Monti non sa che i docenti lavorano molto più di venti ore settimanali, in buona parte gratis, per spirito di servizio e rispetto dei fruitori del servizio offerto dalla scuola, quel rispetto che il professore non mostra nei confronti del popolo italiano, credendo forse che un pò di arroganza e di pessimo senso dell’umorismo possano mascherare contraddizioni e parole a vuoto. Sappiamo che per l’economista Monti il fattore umano è irrilevante, ma per i ragazzi smarriti e confusi di oggi può essere determinante e il fattore umano è quello che distingue un buon insegnante e che nessuno stipendio potrà mai retribuire a sufficienza.

Il professor Monti era un docente universitario, come molti suoi colleghi: sarebbe un gesto di grande correttezza spiegare come i docenti universitari diventano tali, quante ore alla settimana lavorano, quale stipendio hanno, come trattano gli assistenti, ecc.ecc.

Una volta instillate, le pessime abitudini sono dure a morire. Si sta di nuovo facendo un gioco sporco e sleale sulla scuola, attaccando nuovamente la classe docente e facendo finta che tutti i problemi dipendano dagli insegnanti. La verità è che si vuole risolvere i problemi del precariato cancellandolo e liberare le piazze dagli studenti, teste pensanti, poco gradite a ogni potere. Umiliare i maestri per mettere in riga gli allievi, questa è la ricetta scelta da questo governo.

Peccato che invece di dare poche risposte chiare, dall’altra parte alcuni abbiano scelto di soffiare sul vento di una protesta disordinata, generalista e poco incisiva, che rischia di fare per l’ennesima volta il gioco dei padroni.

Monti come Berlusconi, attacca la scuola per denigrarla davanti agli occhi della gente, dimenticando che si tratta di un presidio istituzionale, del prodotto più alto della costituzione del 1946. Monti come Berlusconi ha dato parecchi soldi alle scuole private e si è ben guardato di tassare i beni di chi gestisce il potere in questo paese. Da duemila anni.

Forse il professor Monti pensa, come il suo predecessore, che la Costituzione sia ormai superata.

Categorie:Attualità

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