A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

La deriva della gerarchia vaticana


Mi sembra che onestamente adesso si sia passato il segno. Ricevere il presidente del parlamento ugandese che si batte per la pena di morte ai gay e il giorno dopo affermare che le unioni omosessuali sono un attacco alla vita, è francamente davvero troppo.

Da credente sono più che disgustato: il disgusto era arrivato già a livelli di guardia dopo le dichiarazioni del cardinale ciellino di Milano, che riportava in auge l’antico scontro tra papato e impero aggiornandolo grottescamente a un moderno scontro tra stato laico e religione; da laico, da insegnante che obbedisce ai dettami della Costituzione che recita il divieto di discriminazioni di sesso, razza e religione, sono preoccupato e offeso.

La Chiesa di Roma sembra ormai avviata verso una deriva reazionaria che porterà inevitabilmente a un nuovo scisma perché sono convinto che i cristiani veri, quelli che cercano, nel loro piccolo, di trasformare quotidianamente in atti concreti il messaggio evangelico, senza fare  miracoli ma comportandosi onestamente senza pensare solo a sé stessi, non possano tollerare oltre una gerarchia tanto compromessa, col potere, tanto ottusa,  e così fuori dalla storia.

Dopo Bertone e i suoi flirt con il nano puttaniere, dopo il chiaro appoggio del Vaticano a un governo di corrotti e corruttori, di sepolcri imbiancati che definire cristiani è una bestemmia, dopo lo scandalo della pedofilia, che ha costretto il papa tedesco a fare pubblica ammenda senza però dare seguito a provvedimenti di pulizia che sarebbero stati necessari o, ancora meglio, alla cancellazione dell’insensata norma del celibato ecclesiastico, dopo numerose beatificazioni discutibili e l’ennesima beffa alla memoria del cardinale Romero, dopo averci tolto il bue e l’asinello dal presepe,  adesso arriva la critica allo stato laico e l’omofobia come undicesimo comandamento. Aggiungiamo a questo quadro già di per se sconfortante, i piagnistei sull’Imu e lo scandalo, scrivo scandalo e lo confermo, dei finanziamenti alle scuole cattoliche.

Il Vaticano è ormai ridotto a una teocrazia asfittica, senza guida e senza più neanche l’ombra del messaggio cristiano delle origini, che cerca di recuperare consensi dove ha più presa, Africa e Asia, con un colpo di coda reazionario più in linea con i deliri neonazisti di Alba dorata e Forza nuova  che con il Vangelo.

Eppure la Chiesa è anche molto altro, ed è proprio da quel “molto altro” che è lecito aspettarsi un cambiamento che, a questo punto, non può che essere rivoluzionario, scismatico e doloroso. I sacerdoti che aiutano prostitute e tossicodipendenti, che vivono il proprio ministero al servizio degli altri, i missionari che portano il messaggio di Cristo rischiando la vita ogni giorno, le comunità di preghiera che cercano un contatto diretto con Dio preservando il misticismo, una risorsa necessaria per l’uomo quasi scomparsa dalla nostra società, non hanno nulla a che fare con Ratzinger, Bertone, Scola, lo Ior e tutta la panoplia vaticana, è da loro, dai cristiani autentici, che mi aspetto un grido di rabbia.

Non è neanche da commentare l’odierno messaggio contro le unioni omosessuali tanto è volgare, razzista e fuori da ogni logica.

Personalmente, da cristiano e credente, trovo intollerabile che la Chiesa sia guidata da un uomo che riceve politici che propongono omicidi di stato e vuole impedire a due persone di vivere liberamente un rapporto d’amore. Questa non è religione, questo è apologia del nazismo.

Categorie:Attualità

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