Questa è una recensione di parte, come quasi tutto quello che scrivo (come quasi tutto quello che chiunque scrive?), amo Tarantino e adoro il western e quindi Django unchained avrebbe riscosso il mio plauso a priori, se non altro come tentativo di rigenerare un genere quasi scomparso dagli schermi.

Il film è geniale: avvincente, divertente (la sarcastica presa in giro di un gruppo di antenati del Ku Klux Klan è degna del miglior Mel Brooks), sarcastico e irridente al punto giusto. Le critiche di Spike Lee sul fatto che avrebbe ridicolizzato un tema serio come la schiavitù sono del tutto ingiustificate: il film è anche una denuncia forte e chiara dei soprusi dei bianchi sui neri. Splendidamente recitato da un cast di attori stellari, Jamie Foxx, un Denzel Washington giovane e intenso, un magnifico Cristoph Waltz che meriterebbe un altro oscar, due odiosissimi cattivi che hanno il volto di Di Caprio, al suo meglio, e Samuel L. Jackson, una garanzia, la bellissima Kerry Washington, più alcuni cameo di vecchie glorie come Don Johnson e una esilarante comparsata di Franco Nero, fotografato allo stato dell’arte, con un ritmo e una tensione che solo Tarantino sa creare, il film è un capolavoro, un gradino sopra Inglorious basterds e Kill Bill, al livello di Pulp Fiction.

Nelle critiche nostrane si rimprovera a Tarantino di aver fatto un grande film, perfetto sotto tutti i punti di vista, di essere diventato un grande regista e di non essere rimasto uguale a sé stesso. Se guardassimo cosa abbiamo in casa, forse useremmo altri toni. Sono reduce dalla visione di Acab e Diaz, due film orrendi, incensati dalla critica di sinistra, due film con intenzioni di denuncia sociale che non denunciano nulla, che non si schierano, che non dicono nulla, che sono distanti anni luce dalla tradizione del cinema di denuncia dei Francesco Rosi e dei Damiano Damiani e non si avvicinano neppure alla volgarità sana e ruspante di un Pasquale Squitieri.

Molto dice invece Tarantino con battute taglienti, che lasciano il segno, con primi piani che ricordano Sergio Leone e con una sceneggiatura  a prova di bomba. Con questo Django dell’era Obama, Tarantino dice molto più sull’America di oggi, crudele, governata dal denaro e da un primitivo gusto del sangue che non è mai scomparso, di tanti nobili film di denuncia e lo fa divertendo e indignando senza ricorrere più di tanto alla violenza da cartoon a cui ci ha abituato. Non manca naturalmente il gioco infinito delle citazioni in quella prospettiva metafilmica così cara al regista.

Viene tristezza a pensare che quel cinema lo abbiamo inventato noi italiani, che Sergio Corbucci, Sergio leone, Sollima e tanti altri sono riusciti senza mezzi, con tanta fantasia e un pò di sfrontatezza a reinventare un genere, a creare una nuova epica, a denunciare le tare della società nascondendosi sotto un sombrero e il fumo di una colt. Chi non ricorda il Franco Nero di Django, il Tomas MIlian di Corri uomo, corri o il Clint Eastwood della trilogia del dollaro? Film complessi, metaforici, con uno spessore e uno stile inimitabili.

Oggi non sappiamo inventare più niente, instupiditi e involgariti dalla televisione, con attori da avanspettacolo e sceneggiatori sgrammaticati e incolti. L’innovazione si confonde con l’insipienza del passato e la trasgressione gratuita delle regole. Il cinema italiano degli ultimi vent’anni è, con poche, rarissime eccezioni, un corollario di volgarità escrementizie, di banalità prese di parii passo dalla tv, di melense e superficiali storie d’amore adolescenziali, di dilettanteschi tentativi di imitare gli americani, senza capire che l’imitazione senza invenzione è un esercizio vuoto, insensato.

Ben venga quindi Tarantino con il suo western anti razzista e il suo humour tagliente come un rasoio, ben venga il cinema allo stato dell’arte che abbiamo creato e non sappiamo più fare. 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...