A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

L’insostenibile pesantezza dell’etica


Ingroia, durante la recente puntata di “Servizio pubblico”, rispondendo alle demenziale accuse che gli venivano fatte da Lara Comi e Mara Carfagna, due esempi di come non sempre le donne in politica siano un valore aggiunto, ha posto un problema assai delicato e “scomodo” in un paese come il nostro, dominato da un relativismo morale sfrenato e dalla assoluta assenza di valori forti alla base della politica, quello della differenza tra responsabilità penale e responsabilità etica del politico.

Etica è parola pesante che solo a pronunciarla fa venire l’orticaria. Etica è una parola scomparsa nel nostro vocabolario da trent’anni a questa parte, dimenticata.sepolta da scandali, corruzioni, processi, mal costume, programmi televisivi raccapriccianti. L’etica dovrebbe essere alla base di qualsiasi attività sociale, dall’insegnamento alla professione medica, dal servizio delle forze di polizia e della magistratura alla politica. Ho scritto molte volte in questo spazio che il paese può ripartire, può tornare a sperare in un futuro solo se si torna a costruire sulle macerie del tessuto etico e morale della nazione. Tutte le forze politiche in lizza si guardano bene dall’affrontare questo problema, semplicemente perché non possono: è indicativo che Bersani, alle accuse di Monti sul coinvolgimento del Pd nel disastro del Monte dei Paschi, non abbia replicato:”E’ un bugiardo, siamo puliti” ma abbia replicato:”Adesso ci trova tutti i difetti” secondo la consolidata tecnica di non rispondere alle accuse scomode e fondate.

Tutte le forze politiche ho scritto, tranne due: il Movimento cinque stelle e Rivoluzione civile. Grillo, con tutti i suoi difetti, con toni e posizioni che non condivido e non condividerò mai, da anni lancia un allarme sulla immoralità di una classe politica che, su questo concordo con lui, è morta da tempo e non ha né la capacità né la volontà di costruire qualcosa diverso dal proprio radicamento nelle sedi del potere.

Più articolato, più raffinato, più alto, il discorso di Ingroia,  che parte della mafia, madre di tutti i mali italiani, grande assente dai programmi politici, e arriva ad affermare la necessità di una rivoluzione etica radicale per portare a un cambiamento reale e definitivo.

Cosa significa responsabilità etica? Dal momento che qualche mio giovane ex alunno/a ha la pazienza di leggermi e non tutti hanno studiato filosofia, eviterò la teoria e semplificherò passando alla pratica. Ingroia afferma che un politico che annovera tra le sue frequentazioni, per esempio, noti mafiosi e con essi ha contatti e relazioni, se anche non commette un reato penale, dovrebbe comunque non essere inserito nelle liste elettorali perché non è etico, non è consono al suo ruolo, comporta una responsabilità morale incompatibile con la funzione politica.

Discorso scandaloso in un paese che si divide tra giustizialisti e pseudo garantisti, dove la prescrizione viene sbandierata alla stregua di un’assoluzione, dove mentire e alterare i fatti è diventato la norma da parte di tutte le forze in campo. Discorso delicato, perché include un rigore sconosciuto dalle nostre parti, un rigore da primi anni della repubblica, da gente come Einaudi e De Gasperi, un rigore, una coerenza etica inimmaginabili nel paese di Machiavelli e Guicciardini che pure, per chi lo conosce bene e non li interpreta pro domo sua, proprio di quel rigore, del totale votarsi del politico al bene comune hanno parlato.

Ingroia è impazzito? Direi proprio di no. In Germania due ministri si sono dimessi perché avevano fatto scrivere da altri la tesi di laurea, in Inghilterra un ministro si è dimesso perché pagava in nero la colf, negli Stati Uniti un presidente si è dimesso perché si dedicava a giochini erotici con una giovane stagista. Dunque, l’etica esiste altrove, esiste una dignità del politico che lo spinge a dimettersi quando un fatto eticamente inaccettabile viene accertato e reso pubblico. Perché da noi questo non accade?

Un fattore non secondario è certamente legato alla tradizione religiosa: non a caso, i paesi sopra elencati sono tutti protestanti. La Riforma protestante nasce, tra le altre cose, come reazione alla corruzione della Chiesa, al suo decadimento morale ed etico. Dunque la mentalità protestante è mediamente più rigorosa, anche perché non esiste il sacramento della confessione con conseguente assoluzione. Assoluzione che invece rappresenta la fonte della marea di ipocrisia cattolica e borghese che sommerge il nostro paese. Il discorso è abbastanza semplice: se confessando tutto posso essere assolto,allora, prima, posso fare tutto ed eventualmente anche rifarlo. Sto banalizzando ovviamente un discorso molto complesso, ma il senso è questo.

Ingroia è scandaloso perché afferma che un politico deve possedere dignità, coerenza e una vita privata che sia specchio di quella pubblica, affermazioni che, in un paese dove viene candidato per l’ennesima volta a premier un uomo che foraggiava legioni di prostitute per i suoi festini e invitava il capo della protezione civile a mentire sulle conseguenze di un terremoto che ha causato decine di vittime, dove, dall’altra parte, prima si vota senza fiatare un finanziamento di aerei da guerra pronti per sganciare i loro carichi di morte sul prossimo stato canaglia e poi ci si ricorda all’improvviso della vocazione pacifista del proprio partito, dove, al centro, il candidato premier parla di riforme dopo una serie di provvedimenti che hanno messo in ginocchio la parte più debole del paese e favorito quella grande finanza di cui è portavoce, responsabile del disastro, suonano ridicole, bigotte,stonate.

Ecco, questo è il punto: in Italia si confonde l’etica con il bigottismo, la richiesta di dignità e di trasparenza con il giustizialismo, la moralità con la retorica. Siamo talmente immersi nel fango da non riuscire più a vedere che in superficie c’è un cielo terso, siamo talmente abituati al latrocinio pubblico da non riuscire più a scorgere nemmeno la possibilità di una strada diversa. Siamo al sonno della ragione, al silenzio della morale, alla scomparsa dell’etica.

Il sonno della ragione, diceva un filosofo, genera mostri: da noi ha generato sepolcri imbiancati e pagliacci.

Categorie:Attualità

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