A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

La memoria violata


L’ennesima gratuita esternazione di Berlusconi non è che la dimostrazione di come,  screditato sotto tutti i punti di vista, cerchi di raccattare voti dove può, in questo caso dall’estrema destra neofascista e razzista. Non stupisce la spregiudicatezza con cui, nel giorno della memoria, Berlusconi faccia l’apologia del fascismo cercando di far passare per buona, per l’ennesima volta, la favola del fascismo come dittatura soft, dimenticando Matteotti, i fratelli Rosselli, i contadini e gli operai pestati, umiliati e torturati dalle camice nere.

L’amnesia storica e’ ancora una volta il pretesto per giocare ad alterare la realtà storica e politica di un paese che di memoria mi ha sempre avuto poca. E forse questo è il vero problema dell’Italia, quello di non aver mai fatto veramente i conti col passato. Certo le affermazioni di Berlusconi suonano stridenti di fronte alle parole di Angela Merkel che richiama il suo popolo ha una responsabilità storica incancellabile.
Ma l’exploit di Berlusconi non stupisce, il suo cinismo, la spregiudicatezza, la totale mancanza di valori alla base della sua azione politica, giustificata solo dal proprio tornaconto personale, la totale assenza di senso dello Stato, sono note.

A stupire è caso mai, la strizzatina d’occhio alla destra radicale di Beppe grillo, che vanta la sua non appartenenza alla casta politica ma dimostra di saper usare con abilità da politico consumato tutti i trucchi per ottenere consenso.

E’ lo specchio di un tempo dove i valori hanno lasciato il posto agli slogan, il tempo della televisione e del dominio mediatico, così ben descritto da Orwell nel suo romanzo. In questo contesto la storia, la memoria, sono soggette ad essere alterate, violate, tradite da chi ha come unico scopo il tutti potere. Non a caso da anni assistiamo alla progressiva destrutturazione della scuola, l’unica istituzione insieme alla magistratura in grado di contrastare questa sinistra tendenza. È ovvio che chi ha interesse ad alterare la memoria non possa nutrire alcun interesse a preservare l’istituzione dove la memoria viene tramandata, a meno che, e questo è il caso della destra di Mario Monti, non si voglia fare della scuola una fucina per la futura elite politica, tornando a una meritocrazia di littoriana memoria e destinando le fasce più basse della popolazione ha un futuro non più di proletari ma di sottoproletari, mal pagati e senza diritti, naturalmente, secondo la nuova bibbia della globalizzione e della finanza. L’idea di questi giorni della scuola come parcheggio, come luogo di babysitteraggio per le famiglie meno abbienti, rientra perfettamente in questa visione.

Se ci fate caso solo qualche anno fa le esternazioni di Berlusconi nel giorno della memoria avrebbero suscitato ben altra ed ecco sui giornali e sui mezzi di informazione, ma ormai siamo talmente assuefatti alle menzogne, alle offese, ai tradimenti, che una chiara violazione della carta costituzionale da parte di un esponente del governo appena caduto non fa notizia, non suscita scandalo, non solleva levate di scudi.

Le forze politiche appaiono in questo momento troppo occupate ad addossarsi reciprocamente le colpe del dissesto del paese, che in realtà andrebbero equamente condivise, per pensare a problemi secondari quali la preservazione dei valori, il rispetto del dettato costituzionale e il razzismo ottuso e violento che dilaga nel nostro paese.

Prendiamo atto che la Chiesa cattolica, sempre attenta ad attaccare i governanti di turno quando ledono gli interessi del Vaticano, coerentemente con una tradizione storica che l’ha vista alleata di Mussolini o quanto meno benevola verso il fascismo,, non ha stigmatizzato le parole di Berlusconi, che certamente non brillano per spirito cristiano.

Abbiamo celebrato dunque una triste giornata della memoria, dove si è mancato di rispetto, da parte di  un autorevole (sulla carta) esponente delle istituzioni alle vittime del fascismo, ai caduti dei lager, a chi ha perso la vita per la nostra libertà.  Il vuoto mentale e ideale delle forze politiche che si apprestano a guidare il prossimo governo e la spregiudicatezza cinica e calcolatrice, mascherata da iconoclastia, di quella che si appresta a diventare la più importante forza di opposizione in parlamento, non suscita ottimismo per il futuro di questo paese. Chi viola la memoria, chi dimentica il passato, prepara le macerie per il suo futuro..

Categorie:Attualità

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