A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Uno spettro s’aggira per l’Italia: la Normalizzazione


L’appello mafioso del leader del più importante partito dello schieramento di centro destra ha chiuso degnamente la peggiore campagna elettorale dal dopo guerra a oggi. Vuota di contenuti, senza confronti diretti, demagogica e populista, la campagna elettorale ha rappresentato a un tempo, un de profundis per la democrazia nel nostro paese, che mai ha goduto di buona salute, e la possibilità di un nuovo inizio, di una tabula rasa che porti finalmente a scrivere una nuova pagina.

Il grande pericolo è quello che Scalfari auspica dalle pagine di Repubblica: un governo Bersani-Monti che, con la scusa del riformismo, proceda a una normalizzazione del paese, portando avanti quanto è già stato fatto nell’ultimo anno. Normalizzazione significa un’apparenza di democrazia, la messa al bando dei conflitti, l’approvazione di provvedimenti che sono sempre necessari e sempre dolorosi e ricadono sempre sulle spalle degli stessi. Normalizzazione significa mettere a tacere le parti sociali e,purtroppo, la Cgil, ha già dato segnali concreti che, in caso di vittoria del centrosinistra, produrrà quello che ha già prodotto in passato in condizioni analoghe: un lungo, assordante silenzio.

La normalizzazione è il sogno di ogni dittatore, l’aspirazione di ogni governo autoritario: massacrare il popolo con il consenso del popolo. La normalizzazione è l’esatto contrario della democrazia, la nemesi della solidarietà, l’ossimoro della concertazione e del dibattito democratico. Temo che questo sia il futuro immediato che ci attende.

In trent’anni,da italiano, ho perso più elezioni che campionati mondiali e ormai ho acquisito una sorta di pessimismo storico riguardo la volontà e il coraggio del nostro popolo che non mi induce a previsioni ottimistiche sul voto in corso. Ho alcune paure:cosa succederà agli adepti di Grillo quando si renderanno conto che il turpiloquio e il carisma non sono sufficienti a far funzionare la macchina dello Stato? Cosa succederà quando quelle masse di incazzati si renderanno conto che esiste un mondo reale e un mondo delle idee e non sempre combaciano? Cosa succederà quando capiranno che, come sempre accade nel nostro paese, il re è nudo?

Perché aizzare una folla è facile, aizzarla responsabilmente è già più complicato, comporta una dimensione etica, una morale, un’idea di civismo che, onestamente, non ho riscontrato in Beppe Grillo. Nella folla ci sono tantissime brave persone ma anche alcune meno brave, che non aspettano altro se non di essere innescate. La politica non deve seminare odio perché la tempesta che nasce da quell’odio ricade su tutti.

Un’altra paura mi viene dalle obiezioni, attacchi, accuse che mi sono state mosse in questi giorni da militanti del maggior partito di sinistra e che denotano una ristrettezza di vedute, una ottusità, una chiusura mentale che dimostra che la normalizzazione è già presente nella base.

Ci sono spesso andato pesante sul Pd in questo spazio, con la rabbia dell’amante deluso, con l’amarezza di chi ha visto calpestare le proprie idee giorno dopo giorno. Ho mosso attacchi precisi, spiegando i motivi delle mie scelte, entrando sistematicamente nel merito. Ebbene, le repliche che mi sono arrivate non sono mai entrate una volta nel merito, non hanno mai smentito quello che ho detto, mai gridato sdegnosamente:”Non è vero!”. No, le accuse di tradimento sono state mosse su un assunto perverso: votando un piccolo schieramento si favorirebbe comunque il nemico.

Rispondo dunque a questa obiezione, argomentando per l’ennesima volta.

Primo: per me il nemico è chiunque attenti allo stato sociale, chiunque voglia limitare i diritti dei lavoratori e metterli a tacere, chiunque in nome delle necessità economiche calpesti le persone. Dunque il nemico è chi ha governato questo paese nell’ultimo anno.

Secondo: il governo è caduto nel momento in cui stava per mettere mano ai costi della politica: è la cartina di tornasole che la logica del potere, nel nostro paese, è trasversale.

Terzo: tra i tre partiti di governo in lizza per questa tornata elettorale, non esistono, nella sostanza,. differenze di programma, Tutti e tre partono dall’assunto che la riduzione del debito è fondamentale per risollevare il paese e rifiutano a priori qualsiasi tipo di intervento keynesiano che invece altri, tanto per dirne uno, Obama, stanno attuando. Trovo questo atteggiamento masochistico, illiberale, antidemocratico e antistorico.

Quarto: il mio concetto di democrazia comprende il rispetto di qualsiasi posizione politica: non esistono partiti grandi o piccoli, esistono idee. Alcune le trovo deprecabili e le combatto, altre le trovo tradite e mi incazzo, altre ancora le trovo buone e le seguo. Sarebbe bello se in questo paese ognuno cominciasse a seguire le proprie idee, la propria coscienza, rispettando, anche se in totale disaccordo, le idee di chi gli sta vicino: significherebbe vivere in una democrazia.

Chiudo esprimendo la mia solidarietà alla magistratura che in questo paese rappresenta, insieme alla scuola, un presidio di democrazia. Il mio ricordo va ai tanti, troppi magistrati caduti in nome della democrazia sotto il fuoco terrorista e mafioso, a persone che, in nome della loro dedizione allo Stato, vivono vite sotto scorta.

Paragonare i magistrati ai mafiosi è un pensiero infame che solo un uomo infame può concepire.

Categorie:Attualità

Tag:, , , , , , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...