A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Lettera a Beppe Grillo


Faccio una doverosa premessa: non ti ho votato, non ti voterei tornando indietro e non ti voterò domani. Ho votato Ingroia, perché tra un magistrato che ha rischiato la vita ogni giorno per difendere i nostri diritti e la nostra libertà e un comico miliardario, ho scelto e sceglierei ancora, il primo.

Non credo che tu abbia vinto nulla: certo, hai avuto una affermazione importante, non più clamorosa di quella che ebbe Berlusconi quando scese in campo o la Lega nord al suo apparire, una affermazione non decisiva che non ti consente, per fortuna, di governare da solo. Dico per fortuna perché la democrazia non è autarchia e non è il dominio di uno ma è l’accordo tra parti diverse che trovano intese comuni. Quello che intendi tu per democrazia è un’altra cosa, e ritengo che l’Italia abbia già dato. Una affermazione che non nasce dal nulla, come pretendono i tuoi fedeli, ma dalla tua visibilità mediatica, tanto più forte quando non usi i media tradizionali e dalla tua indiscutibile capacità di utilizzare i nuovi media prima e meglio degli altri.

Ti hanno paragonato a Goering e qualcosa di vero c’é: no, non credo tu sia nazista, ma certo hai letto “La lingua del terzo reich” un libriccino istruttivo e agghiacciante a un tempo. Goering aveva attuato una semplificazione della lingua, poche parole, ripetute ossessivamente, stravolte nel loro significato originario. Una neolingua orwelliana sperimentata con successo da Berlusconi e da te, che utilizzi lo stesso sistema. Hai letto anche Chomsky, La macchina del consenso, perché segui di pari passo le pagine che parlano della demonizzazione del nemico, della sua disumanizzazione, del turpiloquio usato come un’arma. Anche per questo non mi piaci: dietro quello che fai nulla è semplice, c’è dietro cultura, c’è dietro una macchina del consenso assai raffinata e sofisticata.

Provo tenerezza e rispetto per molti dei tuoi adepti. Tenerezza perché hanno praticato la loro militanza facendo appelli su internet e venendo in piazza ad ascoltare un comico, non hanno rischiato le botte dei fascisti o dei celerini, come accadeva quando ero un pò più giovane, non hanno valori, ideali, eredità morali da difendere come avevamo noi, ma solo una grande e, in parte, legittima rabbia. Dico in parte perché mi chiedo dove fossero ieri, quando Berlusconi otteneva una maggioranza bulgara e mandava a bagno il paese. Provo rispetto perché penso che siano animati da una sincera voglia di cambiare le cose, anche se temo sia la rabbia il motore principale del loro sdegno e rabbia e disperazione non sono mai buone padrone.

Li rispetto e li stimo, i tuoi adepti, ma cominciano anche a starmi francamente sulle palle. Trovo insopportabile la loro aderenza al tuo verbo, il loro rifiuto di accettare la triste realtà che di cazzate ne dici anche tu, spesso grosse, la loro pretesa di essere gli unici onesti e puliti, perché si fanno rilasciare gli scontrini al ristorante e non chiedono favori. Bene, vorrei informarli che milioni di cittadini italiani si fanno rilasciare gli scontrini fiscali, pagano tutte le le loro tasse, lavorano onestamente, si fanno un culo così ogni giorno per tirare avanti e la pensano diversamente. Inoltre vorrei dar loro la triste notizia che, se su dodici apostoli perfino Gesù ne ha ceffato uno, è statisticamente impossibile che tutti gli adepti di Grillo siano onesti. Prendete atto che siete umani e che una buona percentuale di stronzi opportunisti, egoisti e ladri esiste anche tra di voi e che no, non li caccerete tutti né ve ne libererete con una battuta del guru, ma di questo ve ne accorgerete molto presto. Ve lo anticipo per affetto, perché non ci restiate male.

Non ti ho votato perché non mi piace la tua megalomania, perché non credo ai miliardari convertiti e perché il tuo programma è inesistente. Nei prossimi giorni lo commenterò punto per punto, oggi mi soffermo solo sulla scuola. Vedi, Beppe, la scuola non ha bisogno di computer e tablet, né di accessi internet, ben vengano, se si può, ma prima di tutto la scuola ha bisogno di più insegnanti, classi meno numerose per darci la possibilità di seguire i ragazzi in difficoltà e potenziare quelli con buone abilità di base, abbiamo bisogno di carta igienica e sapone, di nuovi programmi  didattici perché quelli che ci sono sono vecchi, di dirigenti capaci, anzi, esagero: visto che il lavoro lo fanno gli insegnanti, le segreterie, i bidelli, forse dovrebbero avere voce in capitolo nel giudicare un dirigente, forse la valutazione, per una volta, dovrebbe partire dalla testa, non dalla coda. Questo sì, che sarebbe rivoluzionario. La scuola ha bisogno di tornare ad essere un ascensore sociale, non un’ambiente di selezione naturale dove i più forti (e i più ricchi) vanno avanti e gli sfigati restano sfigati per tutta la vita. Le famiglie devono comprendere che la meta dei loro figli non deve essere il campo di calcio o la tv, ma l’università. Di tutto questo, nel tuo programma, non c’è nulla. Tu pensi che si possa risolvere tutto con la tecnologia, ma se dietro la tecnologia non ci sono uomini e donne, cuori e anime, restano solo fili e tastiere. Se non riparte dalla scuola, questo paese non riparte.

Un altro motivo per cui non ti ho votato è che non fai il minimo cenno alla lotta contro la criminalità organizzata, il problema principe del nostro paese. Ho assistito ai tuoi spettacoli in passato, lo ammetto, posso essere definito un tuo fan, come artista, e ho sempre trovato sgradevoli le tue battute sulla mafia ( ricordi? ad esempio quella che diceva che la sede più sicura a cui affidare i propri investimenti sono i casalesi). Dietro la parola mafia, o mafie, scorrono fiumi di sangue e su certe cose, sulla memoria del recente del nostro paese, secondo me non è lecito scherzare. Vorrei che tu ufficialmente prendessi posizione contro tutte le mafie, che le condannassi, che ti impegnassi a combatterle. Mi sentirei sempre un tuo avversario politico, ma sarei più tranquillo.

Anche dietro la parola sindacato c’è molto sangue versato. Io, oltre che un professore, sono anche un sindacalista, non mi lascio mancare nulla. Con tutto il rispetto, credo che spendere parecchie ore del proprio tempo libero per difendere i diritti dei tuoi colleghi, conti un pò di più che far ridere la gente e non accetto che un comico dica che dobbiamo andare tutti a casa, perché offende la memoria di centinaia di lavoratori che hanno perso la vita per la loro tessera sindacale e offende l’impegno quotidiano di migliaia di persone che si dedicano,senza averne alcun tornaconto, anzi, spesso avendo più rogne che ringraziamenti, agli altri. E’ vergognoso quello che hai detto, come è vergognoso stringere la mano ai neo nazisti: testimonia quella mancanza di valori, di rispetto della memoria, di cui parlavo sopra e che appartiene a molti dei tuoi adepti. Sarà che il mio lavoro è tramandare la memoria, ma mi terrorizza che vuole omologare il passato, chi pensa che i morti siano tutti uguali, chi ritiene che bisogna mettere una pietra sopra. Chi ha difeso il nostro paese e ci ha regalato la libertà non è e non sarà mai uguale a chi ha lottato per togliercela, quella libertà. Un neonazista, per quanto onesto, resta una anomalia da combattere (politicamente, ovvio).

Questo paese ha bisogno di un rinnovamento morale che non può partire dal turpiloquio e dalle battute. Hai avuto un mandato popolare e se resti sulla sponda del fiume ad aspettare che passi il nemico, se non passi dalle parole ai fatti, se aspetti che tutto vada in rovina per poi ricostruire da solo, beh, non sei diverso dagli altri, anzi, sei peggio degli altri. Perché aspettare che destra e sinistra finiscano di mandare in malora questo paese, questo vuoi fare, l’hai detto tu,significa centinaia di migliaia di licenziamenti, famiglie sul lastrico, tensione sociale alle stelle di cui avrai la responsabilità anche tu. Perché vedi, nel momento in cui si insedierà il nuovo parlamento, tu sarai come gli altri, avrai gli stessi diritti e gli stessi doveri e se il paese andrà in rovina non potrai prendertela con chi è dentro, come hai fatto fino adesso, perché dentro ci sei anche tu. Il potere implica responsabilità e delle tue battute  cominciano a essere tutti stanchi. Tu adesso sei lì per tutti noi, non solo per chi ti ha votato, e tutti noi pretendiamo che tu mantenga le tue promesse, ti prenda le tue responsabilità. Altrimenti, come sono convinto, scomparirai come sono scomparsi altri, con la responsabilità  di aver promesso molto in un momento drammatico e non aver mantenuto nulla.

Hai la possibilità di essere ricordato come uno statista che ha cambiato il paese o come un comico che non fa più ridere nessuno. A te la scelta. Welcome to the machine, Beppe.

Categorie:Attualità

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