A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Fuori dalla legge: una soluzione per ritrovare la dignità perduta.


Il rinvio a giudizio di dieci indagati eccellenti per la trattativa Stato-mafia, la condanna a un anno di Berlusconi per l’affare Unipol, la questione del presidente della regione Trentino Alto Adige, l’incendio della città della Scienza a Napoli, la questione Mps, dovrebbero indurre i media a puntare i loro riflettori sulla vera emergenza italiana, la madre di tutti i mali del nostro paese: il problema legalità.

Purtroppo gli italiani, la maggioranza degli italiani, con il loro voto hanno confermato di non ritenere questo problema prioritario: Di Pietro e Ingroia, due magistrati in prima linea contro l’illegalità mafiosa e la corruzione, non sono entrati in parlamento e posso solo immaginare la soddisfazione di Ingroia, dopo tanti insulti e tante insinuazioni, per i rinvii a giudizio chiesti oggi, mentre hanno preso la maggioranza dei voti il Pd, immerso fino al collo nella faccenda Mps, il Pdl, immerso fino al collo in tutto quanto c’è di illecito nel nostro paese e il M5s che non ha mai puntato il dito su questo problema.

Il popolo è sovrano e il suo giudizio va rispettato, ma il popolo ha la memoria e la vista corta e non comprende che il prezzo dell’illegalità lo paghiamo tutti, nessuno escluso.

Con la città della Scienza di Napoli brucia idealmente l’Italia che vuole guardare al futuro, che ha energie e volontà di cambiare le cose, che ha il coraggio di sognare una realtà diversa. Quel rogo è la sconfitta di ognuno di noi, il passaggio di consegne alla criminalità organizzata quale partito di maggioranza e forza egemone di questo paese.

Tante volte ho parlato della necessità di un rinnovamento prima di tutto morale del paese, ma se perfino il papa ha deciso di passare la mano, di fronte alla melma in cui affonda chi, del rinnovamento morale, avrebbe titolo a essere portavoce, a reclamarlo a gran voce, chi può cambiare questo stato di cose?

Non certo Grillo, tronfio autocrate miliardario e la sua rivoluzione basata sulla coprolalia. Il M5s parte dal presupposto che non essere politici e politicizzati sia un merito, affermazione già di per sè demenziale. Quanto alle rare dichiarazioni dei suoi membri, sono perfino più disarmanti della graziosa caricatura di Crozza che forse comincia a pentirsi del suo incondizionato sostegno all’ex collega, come, sono certo, comincia a pentirsi ben più del 15% di votanti del movimento, di fronte a una forza inesistente, con un programma inesistente che sta già cominciando a disgregarsi lentamente.

Bersani improvvisamente si è ricordato di essere a capo di un partito di sinistra, riuscendo nell’intento di irritare ulteriormente chi, come il sottoscritto, gli ha tolto il voto. Perché quegli otto punti non sono stati presentati in campagna elettorale, non per neutralizzare Grillo, Grillo non è nessuno oggi e nessuno sarà domani,politicamente parlando, ma per riaffermare la propria identità, per ritrovare il coraggio di schierarsi con decisione a sinistra? Rispetto il suo scatto d’orgoglio ma continuo a essere convinto che questa direzione non è all’altezza di guidare un partito di governo e che l’alternativa Renzi è ancora peggiore.

Chi può allora dare una speranza al paese? Io proporrei alla guida di un governo fuori dai partiti una personalità internazionalmente nota, rispettata e moralmente inattaccabile: l’unico nome che mi viene in mente è Gino Strada e gli affiderei il compito di un platonico governo dei Migliori: Umberto Eco all’Istruzione, Ingroia alla Giustizia, Prodi al Tesoro, ecc.ecc. Un governo di Ottimati, di persone di grande prestigio internazionale che non provengano dall’alta finanza come Monti e che abbiano una popolarità diffusa, tale da garantire quella visibilità mediatica oggi necessaria nel mondo delle apparenze. Darei a questo esecutivo il compito di varare una legge elettorale moderna, una riforma della Giustizia efficace, un rilancio della scuola pubblica organico e strutturale, una riforma fiscale equa e una finanziaria adeguata. Poi dovrebbero stabilire i criteri che permettono l’accesso alla politica: onestà, fedina penale immacolata, titoli accademici verificati, e inserire nella Costituzione alcuni ineludibili principi: i ministeri vengano assegnati per competenza, le industrie straniere che licenziano in Italia perdano tutti gli sgravi fiscali così come le industri italiane che delocalizzano e vengano fortemente penalizzate anche in altri modi, i manager pubblici che alla fine del loro mandato abbiano dei passivi in bilancio li giustifichino in modo adeguato o vengano privati di emolumenti e benefit, chi ruba restituisca il maltolto fino all’ultimo euro con gli interessi o finisca in galera per anni, il politico condannato per associazione mafiosa venga sottoposto a regime di carcere duro, il politico corrotto riceva il doppio della pena prevista senza benefici, i candidati alle elezioni abbiano fedine penali immacolate.

Sono convinto che in un paio d’anni si possano varare tutte queste riforme e sono sicuro che dopo, quando si tornerebbe alle urne, avremmo un paese diverso, più giusto, più equo, più libero. Soprattutto un paese dove non sia dia più per scontato che il potere corrompe, dove politica non sia più sinonimo di latrocinio, dove si possa essere orgogliosi dei nostri rappresentanti a qualsivoglia parte politica appartengano, perché in ogni caso faranno del loro meglio per il paese.

Si potrebbe tornare a parlare di cultura senza vergognarsi, i giornali potrebbero tornare a svolgere il proprio ruolo e perdere quello di servi di questa o quella parte politica, si potrebbe addirittura tornare a sentire parlare,  in televisione, un italiano corretto. Forse ci si potrebbe addirittura svegliare un giorno e accorgersi di vivere in un paese dove la parola “morale” ha ritrovato il suo significato più autentico.

Naturalmente è un sogno, non succederà nulla di tutto questo e ci ritroveremo a commentare il solito compromesso consumato dai soliti noti. Ma lasciateci almeno il sogno, visto che vi siete presi tutto il resto.

Categorie:Attualità

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