A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Una domanda retorica


La mente del mai abbastanza compianto Leonardo Sciascia avrebbe di certo elaborato una nuova categoria di fronte alla folla di 109 peripatetici e peripatetiche che si è recata nel palazzo di giustizia di Milano a omaggiare il vilipeso (a dir loro) datore di lavoro. Quella di “quaqquaraquà” non è ormai più sufficiente dopo il voto in parlamento sul caso Ruby e la marcia di due giorni fa.

Marcia che, a dire il vero, abituati come ormai siamo a pagliacciate e pagliacci, non ha suscitato neppure troppo sdegno. Eppure un gruppo di deputati che marcia per protestare contro la magistratura dovrebbe fare notizia, tralasciando le ridicole minacce di secessioni aventiniane da parte del pupazzo Alfano che dimostra l’assenza totale di senso dell’ironia e una conoscenza approssimativa della storia.

Chiederei a D’Alema se davvero ha pensato che fosse possibile allearsi con una tale genia, se davvero ha creduto che il Pd sarebbe sopravvissuto a un connubio così sciagurato. Per fortuna, i peripatetici, con la loro grottesca protesta, hanno azzerato qualsiasi possibilità di essere tenuti in considerazione da Bersani per un disperato tentativo di formare il governo. Agli amici del Pd che hanno tanto deplorato la scelta mia e di tanti altri (pochi alla fine, purtroppo) di votare Ingroia chiedo: ma vi rendete conto da chi vi siete fatti mettere sotto per diciotto anni? Vi rendete conto del vostro immobilismo, della vostra incapacità di guardare avanti, della vostra arroganza, della vostra supponenza, vi rendete conto che quelli che vi guidano vi stanno prendendo per il culo da tempo immemorabile?

Stupisce anche il consenso che ancora continuata ad avere la coppia di disturbati mentali Grillo-Casaleggio da parte di certa stampa che si ostina a difendere un atteggiamento inaccettabile, irresponsabile e incompatibile con le più elementari regole della democrazia (che nel nostro paese vengono allegramente violate in continuazione, intendiamoci). Vorrei chiedere ai loro difensori e ai due geni rivoluzionari cosa dovrebbero fare, mentre loro mandano il paese a puttane in attesa della palingenesi, i ragazzi disoccupati, i precari, quelli che perdono il lavoro a cinquant’anni, quelli che lo perderanno se si continua con questo stallo mortifero? Cosa dovrebbe fare la gente che li ha votati convinta che avrebbero cambiato le cose e adesso che ne hanno la possibilità li vede fare i capricci come due (bruttissimi) bambini viziati che ricevuto un regalo ne vogliono subito un altro più costoso?

Spira un’aria da funerale della democrazia nel nostro paese mentre dai balcani, tanto per cambiare, arrivano notizie da far tremare le vene ai polsi, se ancora ci fosse qualcuno che conosce la storia. In Ungheria, infatti, si sta concretizzando una svolta autoritaria da parte di un esecutivo neonazista che ha già dato mostra di sé riguardo discriminazioni, provvedimenti di pulizia etnica, ecc. L’Europa assiste inerte, come sempre, come già è stato, gli americani hanno i loro guai e i russi non trovano sgradevole l’idea di un dittatore in un paese amico.

In Italia, di tutto questo non si parla: che cazzo ce ne frega se si cacciano gli zingari e si torna a parlare di antisemitismo? Noi abbiamo le marce sul parlamento, un’altra squadra di leghisti mandati in galera, Bersani sempre più incapace di capire che se ne deve andare e con lui i suoi compagni di cordata, Berlusconi ormai ridotto a una sgradevole caricatura di sé stesso, cioè la caricatura di una caricatura, la mafia che festeggia a champagne e roghi.

Quale pericolo può esserci per la tenuta democratica del nostro paese?

Categorie:Attualità

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