A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Il male dell’anima tutto italiano


Diceva Benedetto Croce che il fascismo era un male dell’anima italiano che sarebbe durato una stagione, come l’influenza. La profezia del grande filosofo, purtroppo, si è rivelata inesatta. Il fascismo non solo è durato un ventennio ma ha continuato a influenzare la politica del nostro paese e la mentalità del nostro popolo fino a oggi.

Segnali pericolosi arrivano da quella regione balcanica che è sempre stata foriera di sventure per l’Europa. La recente svolta autoritaria del parlamento ungherese sembra   non interessare un’Europa tesa più a vessare i cittadini di questo o quello stato in difficoltà con sadismo teutonico, piuttosto che a ribadire quei concetti di libertà e difesa dei diritti civili che dovrebbero far parte del suo dna. Urge una condanna ufficiale da parte dell’Unione europea del governo neo nazista ungherese, condanna secca, chiara e roboante, senza se e senza ma, altrimenti il virus potrebbe propagarsi come già è accaduto in passato.

Segnali pericolosi, anche se naturalmente sottovalutati e con un che di pecoreccio e volgare a renderli apparentemente meno virulenti, arrivano anche dal nostro paese. Berlusconi, Lazzaro resuscitato da una sinistra senz’anima, minaccia rivolte di piazza se non si eleggesse un presidente della repubblica di destra (viene da dire: ci mancherebbe solo questo!), cioè se il parlamento svolgesse regolarmente la propria funzione di eleggere democraticamente chi ritiene più adatto a ricoprire quel ruolo, una persona che dovrebbe spiccare per qualità morali ed etiche (escludendo a priori,i quindi qualsiasi esponente di destra). Ma l’odioso nano non si limita a questo e spinge con protervia le sue manine verso una governo di larghe intese, cercando di riciclarsi come statista e, soprattutto, di salvarsi dalla scure della giustizia, per altro scure piuttosto spuntata nei suoi riguardi. Una farsa, un vaudeville di infimo livello, un avanspettacolo grottesco possibile solo nel paese dei cachi.

Quanto al nuovo che avanza, il grillo parlante e i suoi grillini, fino adesso sa parecchio di vecchio: la maleducazione degli esponenti del movimento, l’arroganza delle loro dichiarazioni e del loro volersi porre su un piedistallo che devono ancora costruire, i deliri autoritari del leader che fa un passo avanti e due indietro come i gamberi, l’assurda pretesa di non voler procedere a nessuna alleanza programmatica con nessuna forza politica democraticamente eletta per poter esercitare la nobile atte del ricatto votando o non votando legge per legge, odorano parecchio di male dell’anima, magari tecnologico, magari aggiornato al nuovo millennio ma sempre di un capo e dei suoi accoliti si tratta.  Avete fracassato i coglioni a tutti con i vostri scontrini, volete cambiare l’Italia? Dimostrate di essere una forza politica e non una accozzaglia di esaltati new age e ricordate che, a forza di tirare cazzotti, prima o poi qualcuno replicherà. Puoi essere forte quanto vuoi, c’è sempre qualcuno che picchia più forte di te.

Finora c’è da rallegrarsi solo dell’elezione della Boldrini, persona rispettabile e stimabile di chiara fama e specchiata onestà, detto senza ironia e con grande rispetto, un pò meno di quella di Piero Grasso, abile servitore di due padroni che non ha battuto ciglio quando, anni fa, si trattò di soffiare il posto a Caselli alla guida della procura antimafia e che si è sempre astenuto dall’impegnarsi in indagini pericolose lasciando all’Ingroia di turno le gatte da pelare. C’è ben poco di nuovo nel presidente del senato e definirlo erede di Falcone come ha fatto Repubblica fa venire l’orticaria.

La sinistra, come al solito, non capisce un cazzo e Bersani si prepara a una trombatura epocale perché non ha la capacità di comprendere che gioverebbe molto di più alla causa mettendosi da parte, lasciando il posto a  una figura inattaccabile (Eco? Zagrebelski? Rodotà?) che provveda a formare un governo dei migliori mettendo in seria difficoltà il grillo vociante e i suoi grillotti quando sarà il momento di esprimere il voto.

Sarebbe uno choc troppo grande per il nostro paese un governo di competenti non legati a clientele e correnti che si occupi solo di governare bene. Non siamo pronti, quel vecchio male dell’anima aleggia ancora nell’aria. E il caimano sbatte gli occhietti arrossati attendendo sulla riva del fiume. Sembra morto, ma è pronto a spalancare le sue fauci e inghiottire tutto quello che può. D’altronde, è noto, la sua fame è insaziabile come la stupidità del nostro popolo.

Categorie:Attualità

Tag:, , , , , , , , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...