A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Camminando nel buio


Sto leggendo un libro spaventoso, “Il buio dietro le spalle” di Damien Echols. L’autore ha passato diciotto anni nel braccio della morte prima di essere liberato perché innocente. Era stato accusato, insieme a due amici innocenti anch’essi, di aver ucciso tre bambini. Mi correggo: per essere liberato ha dovuto dichiararsi colpevole, così da non poter richiedere i danni allo Stato. Suprema ipocrisia di quella che sarebbe la più grande democrazia del mondo.

Il libro è ovviamente uno spietato atto d’accusa contro il sistema giudiziario americano, in particolare contro quei procuratori legali e capi della polizia che, eletti dal popolo, non esitano a falsificare prove e mandare al macello innocenti (tanti, troppi, sarebbero troppi anche se fosse uno soltanto) pur di garantirsi la rielezione.

Ma il libro è anche un trattato sulla diversità e sull’altra faccia del sogno americano: Damien è un diverso, un metallaro, che negli stati del sud significa essere un perverso deviato, un ragazzo introverso e difficile, ma la sua grande colpa è quella di essere poverissimo. Alle spalle ha un’infanzia allucinante, genitori assenti, un percorso scolastico simile a quello di tanti miei alunni. In quanto diverso, viene messo alla gogna dai bravi cristiani e borghesi americani del sud, condannato senza prove e costretto a una morte in vita. Nell’edizione originale del libro il titolo è:”La vita dopo la morte”. Una lettura educativa, un pugno allo stomaco, un libro che cambia.

E’ una lettura choccante che dice molto della società in cui viviamo, caratterizzata dalla più totale mancanza di rispetto per l’altro. Ho avuto recentemente modo di constatare personalmente, nel mio ambiente di lavoro, come le parole “dignità” e “rispetto” non contino più nulla e siano state sostituite da “egoismo”, “avidità”, “irresponsabilità”. Se questo accade a scuola, dove ai ragazzi bisogna insegnare ad essere solidali e rispettosi di chi la pensa diversamente, figuriamoci nel mondo reale.

La giornata dell’odio appena consumata da Berlusconi, che detto per inciso è favorevole all’elezione diretta dei pubblici ministeri, con il corollario di trecentomila persone osannanti che la dignità, probabilmente, non l’hanno mai posseduta, ribadisce quanto ho appena detto. Le deliranti affermazioni di un pregiudicato occupano le prime pagine dei giornali, l’uomo che ci ha reso tutti più poveri, che ha ridato linfa vitale al fascismo, che ha aizzato l’odio di classe verso i poveri, che ha usato la cosa pubblica per proteggersi dalla giustizia, quella giustizia che ha tentato in tutti i modi di delegittimare, gode ancora di un consenso impensabile in un paese di cittadini onesti. A fargli da contraltare, un comico a cui lo accomuna la stessa tutela degli interessi privati, lo stesso disprezzo per chi la pensa diversamente, la stessa mancanza totale di senso dello stato.

Solo incidentalmente parlo di politica: mi interessa sottolineare che Berlusconi e Grillo sono due mostri partoriti dal sonno della nostra ragione. Il benessere apparente, ci ha resi ottusi e ciechi e abbiamo dimenticato che il nostro benessere è legato alla tragica realtà che i tre quarti del mondo ne sono privi. L’ansia di perdere quanto acquisito, l’ansia di non poter comprare e consumare più, ci ha fatto perdere di vista valori, ideali, sogni. Il risultato è un vuoto morale senza fine che è il biglietto da visita degli italiani oggi. Razzismo, astio, intolleranza, ricerca di capri espiatori sono i frutti avvelenati di questa situazione.

L’elezione di Papa Francesco è stata accolta con grande entusiasmo e interesse anche da chi non crede perché l’esigenza di una autorità morale che torni a indicarci la strada, di qualcuno che con autorevolezza possa richiamarci ai doveri del nostro essere uomini e donne che vivono in società, che devono incontrare e non scontrarsi con l’altro, che devono accogliere e comprendere e non chiudere la porta a chi è diverso, è sentita da tutti, perché da troppo tempo manca una persona pulita nel nostro paese e per pulita non intendo uno che mostra gli scontrini fiscali ma che sappia indicare una strada comune, condivisibile da tutti. Il vento di speranza che soffiava dopo quel semplice “Buonasera” al mondo, è un sintomo del malessere che affligge chi sognava un mondo diverso, chi per tutta la vita ha seguito le leggi dei padri, chi ha cercato sempre di fare il proprio dovere fino in fondo anche per gli altri.

Consiglierei la lettura del libro di Echols ai trecentomila, ma quella è gente che non legge. Non so, francamente, se Papa Francesco riuscirà a riportare la vergogna nel nostro paese, temo che la devastazione sia ad uno stato troppo avanzato, tuttavia la speranza resta. Per quel che mi compete, continuerò a insegnare i valori che reputo fondamentali ai miei alunni, anche se la realtà di ogni giorno apparentemente li sconfessa e li mette alla berlina. Ma per fortuna, i ragazzi sono quasi sempre, fino a quando non diventano adulti e li roviniamo, molto migliori di noi.

Categorie:Attualità

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3 risposte

  1. Complimenti! un articolo veramente illuminante, dalla critica alla democrazia che, con tutti i suoi limiti, è anche quella che è nata prima nel mondo e che comunque ha un sistema giudiziario efficiente! E vogliamo parlare delle speranze su papa Francesco? ma per piacere! Sono le persone come te la causa di questo sfacelo, di questa situazione in cui versa l’Italia, succube di un capo di stato di una nazione straniera.

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