A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Una vergogna italiana


Pochi ricorderanno il caso Abu Omar e dunque pochi hanno reagito alla notizia della grazia concessa a uno dei colpevoli di quei fatti, l’ufficiale americanod ella CIa, Joseph Romano, da parte del presidente della Repubblica.

Riassumiamo brevemente I fatti: nel 2003, viene rapito a Milano Abu Omar, l’imam della moschea di viale Jenner. Si tratta di una “extraordinary rendition” come gli americani chiamano i rapimenti di cittadini in terra straniera. A prendere Abu Omar, come scoprirà Armando Spataro, è la Cia, in accordo con alcuni membri dei nostri servizi segreti. L’uomo viene portato in Egitto e torturato. Siamo in piena guerra al terrorismo, quella delle rendition è una pratica comune. Peccato che Abu Omar sia innocente.

A occuparsi del caso è  il giudice Armando Spataro che, con tenacia e ostinazione riesce a concludere il processo,, dopo anni di tentativi di insabbiamento da parte sia del governo Prodi che del governo Berlusconi, entrambi uniti nel cercare di evitare che si arrivasse alla verità di questa vergognosa vicenda.

La motivazione con cui Napolitano ha giustificato il suo atto di grazia è che le rendition sono state dichiarate illegali dall’attuale amministrazione americana. Come oggi faceva rilevare Spataro, le garanzie non sono sufficienti. Guantanamo è ancora aperto, nonostante le dichiarazioni di Obama, la guerra in Afghanistan continua, con palesi violazioni dei diritti civili degli afghani e di chi lì lavora per la pace: non dimentichiamo l’arresto di qualche anno fa degli esponenti di Emergency. Non esiste nessuna garanzia che il governo degli Stati Uniti non continui ad agire come ha fatto finora: ritenendosi al di sopra delle leggi e giustificando qualsiasi atrocità in nome della sicurezza nazionale.

Perché allora Napolitano ha fatto questo gesto? La mia opinione è che si tratti di un do ut des, un favore fatto agli Stati Uniti perché facciano pressioni sull’India per risolvere la questione dei marò. Un colpevole libero in cambio di due colpevoli non condannati, questo  sarà il prezzo che la giustizia dovrà pagare. Quanto ad Abu Omar strappato alla sua famiglia e torturati e ai due pescatori uccisi dai nostri marò, si tratta di vittime collaterali che contano poco sulla bilancia delle relazioni internazionali.

Ancora una volta, dunque, l’Italia si dimostra suddita degli Stati Uniti che hanno condizionato pesantemente la nostra politica in modo spesso illecito nei decenni passati e continuano, probabilmente, a condizionarla anche adesso.

Il presidente della Repubblica continua così la sua serie di azioni lecite ma assai discutibili che hanno caratterizzato il suo settennato e che non sembrano essere ancora giunte al termine visto che è di oggi la sua dichiarazione a favore di un governo di coalizione Pd-Pdl contro presunti “moralizzatori”. Proprio lui che dovrebbe essere il garante della moralizzazione del paese, vi si scaglia contro.

Il quadro che viene fuori dalla vicenda Abu Omar, è quello di un paese a democrazia limitata, senza onore e senza dignità, dove la logica mafiosa del favore e dei ricatti incrociati, caratterizza ormai ogni atto pubblico.

Giustizia, onore, dignità di patria? Parole che suonano quasi ironiche in questa terra desolata che è diventato il nostro paese.

Categorie:Attualità

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