A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

Una tranquilla settimana di delirio


Dunque, vediamo di riepilogare cosa è accaduto questa settimana: i saggi hanno presentato i loro progetti che non hanno alcuna attinenza con il compito loro assegnato. Non si comprende infatti cosa c’entri la limitazione delle intercettazione telefoniche e il finanziamento ai partiti con il rilancio del paese. Sul finanziamento pubblico ai partiti personalmente sono in controtendenza con l’opinione comune: eliminarlo significherebbe lasciare la politica ai miliardari, i Berlusconi e i Grillo, con tutto quelle che ne consegue. Quanto all’eliminare una camera, sebbene il senato sia stato creato con la funzione di assicurare una maggiore democraticità, forse è arrivato effettivamente il momento di eliminarlo, dato che negli ultimi anni ha di fatto limitato la governabilità anche per via di una legge elettorale pessima.

Abbiamo poi avuto la rituale pagliacciata della Lega  con gli scontri tra Maroni e Bossi, due titani. L’ostensione dei diamanti da parte di Maroni dimostra che non è cambiato nulla, i leghisti sono rimasti quello che erano e, purtroppo, la speranza che scomparissero presto è svanita del tutto con l’elezione di Maroni a presidente della regione Lombardia. 

Grillo continua a mantenere le sua posizione, consapevole che la sua armata brancaleone, se si optasse per una alleanza, rivelerebbe la totale inconsistenza politica che la caratterizza. Persino Crozza, che l’ha sponsorizzato a spese di Ingroia per tutta la campagna elettorale, ormai lo prende per il culo con la ferocia dell’amante tradito.

A Bagnoli, è notizia di oggi, si rideva e ci si accordava sulla bonifica di Bagnoli: ormai siamo abituati a tutto, alla corruzione e al capitalismo spietato e meschino che domina nel nostro paese. Nulla ci tocca più, gente che ride sulle macerie di un terremoto, su una fabbrica che avvelena una città, su una terra devastata.

E’ morta la Thatcher e i giornali nostrani ne hanno celebrato i meriti. Personalmente la considero alla stregua di un Pinochet, solo che la premier inglese ha provocato più morti: con Reagan è infatti la responsabile dello stato attuale delle cose, del liberismo sfrenato, del disprezzo per la povertà, delle guerre per ampliare l’influenza politica ed economica, della globalizzazione selvaggia e indiscriminata sulle spalle dei poveri e di quelli che non hanno voce. Altro che grande statista,se ci fosse un tribunale della Storia che processa i grandi criminali, dovrebbe sedere sul banco degli imputati.

Berlusconi ormai mostra un deficit preoccupante delle sue facoltà mentali, già normalmente non spettacolari. Dopo aver proposto D’Alema come presidente della Repubblica ha attaccato duramente la possibilità che al Quirinale sieda Prodi. Qualcosa non torna: perché un anticomunista viscerale dovrebbe mostrare un astio maggiore verso un ex democristiano piuttosto che verso un esponente della vecchia nomenklatura comunista? ormai la sua inutile e ossessiva richiesta di un accordo con il Pd è diventata una sorta di colonna sonora della nostra settimana politica. Eppure basterebbe che si levasse dalle palle per uscire da questa situazione di stallo.

Fabrizio Barca entra nel Pd. Quantomeno è un economista, quantomeno non è Renzi e  già questo  è consolante. Bersani ancora non se ne va: questo consola già meno.

In questo clima da repubblica di bananas la gente perde il lavoro, si suicida, uccide, tenta disperatamente di tirare avanti. La guerra tra poveri è ormai dichiarata ed è cominciata nelle scuole, con la riduzione dei fondi d’Istituto, che non è stata una riduzione, in realtà, ma un gioco di prestigio per pagare gli  scatti d’anzianità a costo zero per il governo. Presto, come sempre accade, arriverà negli uffici e nelle fabbriche, la scuola fa sempre da apripista,. tanto a noi possono fare di tutto e non frega niente a nessuno. Peccato che quello che fanno a noi, ricada sui ragazzi, sul futuro di tutti: ma questa è una riflessione troppo sofisticata per un popolo assuefatto alla De Filippi,  ai talent show, al Grande fratello,

La guerra tra  poveri induce la gente a dare il peggio di sé e toglie la speranza che uniti, si riesca a cambiare le cose. Da tempo ormai, facendo sindacato attivo, mi sono reso conto che la retorica della gente fantastica cara a tanta sinistra, è appunto, solo retorica: la gente è quella che è e mediamente, non è granché simpatica. Ricordo una battuta de “Il grande freddo”, indispensabile film di Lawrence Kasdan: una delle protagoniste, avvocato di sinistra, dice che all’inizio della carriera era entrata in tribunale con lo scopo di difendere i deboli, gli ultimi, le vittime del sistema, per poi accorgersi che “erano così colpevoli”. Ecco, appunto.

Categorie:Attualità

Tag:, , , , , , , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...