A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

La fine della democrazia (se mai è cominciata)


Con il golpe che si è consumato oggi, con lo sputo in faccia da parte del Pd ai suoi elettori e alla volontà popolare, si ottiene un triplice risultato: la morte definitiva della sinistra italiana, il passaggio dalla democrazia alla monarchia, la legittimazione di Berlusconi come eterno convitato di pietra della politica italiana.

Non ci sono parole per descrivere il senso di nausea, lo schifo, il disprezzo che provo per quel manipolo di pagliacci che non ha saputo fare di meglio che richiamare un vecchio di ottantacinque anni che ha già arrecato irreparabili danni alla tenuta democratica del paese, a occupare la più alta carica dello stato.

La colpa è anche di Grillo che ha tirato troppo la corda e ha perso l’opportunità di cambiare realmente le cose in questo paese vecchio e in rovina da anni. Perché se il Pd è morto, è morto anche il Movimento cinque stelle che verrà fagocitato dalla normalizzazione già iniziata con la rielezione di re Giorgio. Grillo ha scommesso e puntato tutto e ha perso, ma almeno la sua è una sconfitta onorevole, almeno non dovrà rimpiangere di non averci provato.

Ha vinto Berlusconi, da oggi questo è un paese fascista, dove le prove della trattativa stato-mafia verranno bruciate, dove la corruzione, il clientelismo, l’inefficienza continueranno a prosperare. Che sia Monti o Amato il prossimo presidente del consiglio, verrà messo in atto il ridicolo e sciagurato piano dei dieci saggi, con il bavaglio alla magistratura e la devastazione dello stato sociale.

Suona un de profundis per il futuro dei nostri ragazzi,per lo statuto dei lavoratori, per la scuola e la sanità pubblica, per la rappresentatività sindacale, per tutto quello che in questo paese è stata la democrazia.

Siamo tutti colpevoli, il popolo della sinistra in particolare: è colpevole chi ha votato per l’ennesima volta un partito di cialtroni, è colpevole chi, come me, non l’ha votato ma non è riuscito a trovare una alternativa credibile e seria. E’ colpevole anche chi, nel movimento di Grillo, non ha chiesto una soluzione politica, una assunzione di responsabilità che ci avrebbe evitato tutto questo. Forse si illudono di riuscire a vincere domani, senza capire che domani, per questo paese immobile e fermo in un’eterna assenza di prospettive, non esiste.

Questo non è il mio presidente, non lo sarà mai e non è e non sarà il mio governo. Vorrei che fossero in tanti a gridarlo nelle piazze, a scriverlo sui muri, a fare un baccano tanto assordante da stordire i nullafacenti dei palazzi del potere.

Non succederà, non succederà perché le voci dissonanti verranno messe a tacere, perché ogni monarca che torna sul trono comincia la sua restaurazione, perché questo paese è solo un’espressione geografica.

A Bersani e D’Alema, che andrebbero processati per aver ucciso la democrazia, non ho nulla da dire: penso che i fantasmi dei compagni caduti per garantire a questo paese libertà e democrazia li perseguiteranno finché vivono, e tanto mi basta.

Che questo schifo sia avvenuto a ridosso del venticinque Aprile, rende tutto solo più triste, fa venire il magone, lo sdegno si accompagna alla tristezza. Una preghiera, a tutti i parlamentari italiani, a tutte le autorità dello Stato: il venticinque Aprile, abbiate la decenza di restare a casa, quella è la festa di chi crede e ricorda, non è la vostra festa.

Categorie:Attualità

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1 risposta

  1. Vediamo allora il lato positivo di tutta la faccenda: il potere non deve più rendere conto di fronte al popolo. Insomma da ora in poi non sentirà più il bisogno di celarsi totalmente o di manipolare troppo le apparenze. Si apre un’interessante stagione di riflessione e interpretazione.

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