A ciascuno il suo

Dell'attualità, della memoria e di altre amenità

L’importante è apparire


L’episodio criminoso dell’altro ieri a Roma ha fatto sì che si sciogliesse come neve al sole il nuovo volto che la destra vorrebbe darsi. Non basta eliminare (alcuni) impresentabili dalla lista dei ministri per sdoganare una destra che alla prima occasione ha strumentalizzato l’atto criminale di un disperato per attaccare il nemico di oggi, il Movimento cinque stelle. Che poi ad accendere la miccia sia stato il padre di uno squadrista, la dice lunga su quanto sia profondo il cambiamento.

Nonostante l’insopportabile editoriale di Scalfari di domenica scorsa, sono nerissime le nubi che si addensano sul nostro paese e sulla sua tenuta democratica. Il discorso del Presidente del consiglio non lascia infatti adito a speranze: provvedimenti di facciata, come la cancellazione dell’Imu e il taglio delle spese della politica, che se applicati possono significare solo la cancellazione di uno stato sociale già fatto a pezzi. Letta non ha parlato di riforme strutturali, di un piano sul lavoro  a lungo termine, non ha parlato di riforma fiscale né di riforma dell’istruzione, forse consapevole che questo è un governo dal fiato corto, legato all’umore del giorno di Berlusconi, un uomo che rappresenta una mostruosa anomalia politica nelle democrazie occidentali. Nel frattempo, quello che conta è l’apparenza, per illudere una popolazione allo stremo, per placare la rabbia, per sopire le coscienze e cominciare il piano di messa al bando dei detrattori.

Una volta tanto, sono d’accordo con Grillo, che ultimamente appare più maturo e misurato nei suoi commenti: questo è il governo dell’immunità a Berlusconi, un mostro nato dall’innata incapacità dei dirigenti di quello che fu un partito di sinistra di avere coraggio. E’ un governo che ha in programma i suggerimenti dei saggi, che poi sono quelli di un certo Licio Gelli: bavaglio alla stampa, un pò di demagogia,immunità per chi ha condotto il paese alla rovina.

A poco serve consolarsi con il primo ministro nero, demagogica bandierina da agitare per mostrare un cambiamento inesistente, di facciata, appunto. Dispiace molto, perché la persona è certamente per bene, dignitosa e ansiosa di portare il proprio contributo alla causa degli stranieri ma molto presto si troverà a fare i conti col fascismo di una destra che ha la mano ben salda sull’interruttore del governo.

Nel frattempo Letta, con i suoi metodi degni della peggior Dc, sembra essere riuscito a placare temporaneamente i mal di pancia di una sinistra la cui implosione non è in discussione, semmai si può parlare solo del quando. Considero questo governo il punto più basso mai toccato da quello che fu il Pci, il compromesso più schifoso mai siglato in un paese che di compromessi vive. Da uomo di sinistra, da comunista, da servitore dello stato e dei valori della costituzione, mi auguro che il partito faccia la fine che merita e che persone di buona volontà e con buona memoria storica rifondino una forza politica che torni a guardare non al bene del paese ma al bene delle persone che in questo paese vivono, soffrono e fanno sacrifici ogni giorno per colpa di chi oggi siede in parlamento.

Domani è il primo Maggio e andrebbe abolito, perché in questo paese il lavoro non c’è e quando c’è, i lavoratori vengono sfruttati e umiliati. Una volta era la “nostra” festa, la festa della sinistra, oggi diventa difficile e doloroso definire “noi”. Siamo reduci da una stagione di promesse mancate? Figli di un’illusione cominciata con la Resistenza e terminata nel ‘68? Siamo miopi o fin troppo lungimiranti? Menagrami o profetici? Sarà il tempo a dircelo, certo che sarà un primo maggio amaro, senza entusiasmo, senza troppi sorrisi.

Non posso che concludere facendo un augurio a questo governo: che duri poco e faccia meno danni possibili. Per levarci davanti agli occhi questo senso di schifo, per rialzare la testa da questa melma.

LOCANDINA BASANATA[1]

Categorie:Attualità, Cronaca

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